Pivi

Paola Pivi nata a Milano nel 1971. Vive e lavora ad Anchorage, Alaska.

In questo Senza titolo, esposto in occasione  della mostra personale dell’artista al MACRO di Roma nel 2004, Paola Pivi ha fotografato  sott’acqua l’isola di Alicudi, (dove ha passato lunghi periodi, tra il 2000 e il 2005), creando un effetto quasi pittorico. Da parte di un’artista dagli interessi e dai  linguaggi poliedrici quale la Pivi, esiste un lucido piacere nel donare allo spettatore un’immagine, che rappresenti quasi un gioco di prestigio, una discesa della percezione alla visione sensibile della Totalità immersa nell’acqua, nei riflessi che mutano lo sguardo rendendolo molteplice, mutevole ed infinito. Sono spesso immagini mentali, le visioni surreali proposteci dall’artista milanese, attraverso l’uso di performances. Esse rappresentano nella loro concretezza una sfida, un misurarsi continuo con i propri sogni nel tentativo di mutare gli orizzonti visivi convenzionali e rivelano inoltre, una forte matrice concettuale e duchampiana. Una sorta di lealtà verso l’esperienza artistica, la rivendicazione di estrema serietà del gioco dell’arte, torna in tutti i suoi lavori e nella sua stessa vita. “Mi piace Alicudi, forse proprio perché è così difficile da raggiungere” (Paola Pivi, in “Contro le leggi della natura” a cura di S.Campagnola, “Flash Art”. Ottobre Novembre 2004, p.123), dichiara l’artista, e quest’isola immersa nel mediterraneo, è infatti la protagonista di un’altra delle sue opere, datata 2001 Alicudi Project, un work-in-progress non ancora ultimato che prevede una fotografia in scala reale dell’isola, che dovrebbe essere stampata in una dimensione finale di circa 2 chilometri per 500 metri di altezza. La foto una volta realizzata sarà adagiata su una pianura o un deserto e potrà essere vista nella sua interezza solo dall’alto. Lo ‘spirito dell’impossibile’ anima, dunque, tutta la produzione di quest’artista che plasma, con semplice libertà, mondi in cui le zebre possono correre sulla neve, Zebre (2003), in cui uno struzzo può trovarsi in riva al mare, Senza titolo (2003), e un asino galleggiare su una barca, Senza titolo (2003). In occasione delle recenti celebrazioni per il 150°anniversario dell’Unità d’Italia, nel 2011, l’artista ha esposto a Milano due opere della serie delle perle in cui migliaia di fili di perle dalle dimensioni macroscopiche instaurano un dialogo inedito con gli ambienti risorgimentali in cui sono esposte (Palazzo Morando e Palazzo Moriggia) e sviluppano, nuovamente alcuni concetti a lei cari, come l’interazione con lo spazio e lo spiazzamento dello spettatore.

Simona Tomasino