Taravella

Croce Taravella, nato a Polizzi Generosa (Palermo) nel 1964, vive e lavora tra Castellana Sicula, Palermo e Roma.

Compie la propria formazione all’Accademia di Belle Arti di Palermo dove conosce Alfonso Leto; il suo atelier si trova nel centro madonita di Castellana Sicula (Palermo).

E’ tra gli artisti più rappresentativi della creatività siciliana contemporanea. A Napoli, durante il servizio militare, dal 1893-1894 frequenta il gallerista Lucio Amelio grazie al quale conosce Beuyus, Warhol, Cucchi, Paladino e Longobardi. La sua prima personale è del 1983, all’Expo Arte di Bari; nel 1984 collabora agli allestimenti della celebre mostra “Terrae-Motus”; nel 1986 inaugura  la galleria Il Labirinto, uno spazio polivalente per mostre, concerti e spettacoli.

Nel 1990 lavora come scenografo assistente alla Rai. Partecipa alle edizioni del Genio di Palermo del 1998, 1999 e 2000, anno in cui vince il premio della giuria che gli permette di trasferirsi per alcuni mesi a Berlino, dove realizza, nel 20011 un’istallazione nei sotterranei del Tacheles, in cui le sue cento sculture evocano la storia del luogo, usato come stanza di tortura dei nazisti, intrecciandola con quella della terra dell’artista, con un allestimento ispirato alle catacombe dei Cappuccini di Palermo.

Tra il 2003 e il 2004 espone alla mostra itinerante “Novecento siciliano”. Oltre che a pittura e a scultura, Taravella si dedica alle istallazioni e agli interventi ambientati, attraverso uno sguardo fortemente espressivo, in una continua sperimentazione di tecniche e materiali.

Nel 2004 il lavoro di Taravella è stato raccontato in una grande antologica a cura di Eva Di Stefano al Museo d’Arte Contemporanea Renato Guttuso di Bagheria.

In occasione dell’ampliamento del suo parco dedicato alla scultura, tra le montagne di Gulin, in Cina, Guang Tsao ha invitato di recente Croce Taravella, che per l’occasione ha realizzato una grande opera di pietre, asfalto e colori. Da alcuni anni l’artista si dedica al tema della città dipinta, radicalizzando il fascino che questo tema ha esercitato sull’immaginario dei pittori. E’ qui che si può inserire l’opera esposta a Palazzo Belmonte Riso, la grande tela raffigurante Piazza Caracciolo (La Vucciria) eseguita nel 2005.

La piazza, con il suo mercato pittoresco simbolo della palermitanità, rappresentava fino agli anni settanta l’identità mediterranea del capoluogo siciliano.

Agli inizi degli anni Novanta nel quartiere era iniziato un processo di decadenza, che l’artista raffigura facendo percepire, nel declino del vecchio mercato, il caos delle baracche e delle botteghe, attraverso scolature, agglomerati astratti di colore, filamenti che sembrano quasi disgregare l’immagine e nel contempo darle vitalità.

Croce ama dichiararsi siciliano fino all’osso e si definisce un espressionista moderno. Il suo espressionismo è singolare: nei suoi lavori, i tratti, i grumi, le macchie di colore “figurano e contemporaneamete sfigurano un mondo violento in cui si divora o si è divorati”. (E. Di Stefano, Sul campo di battaglia di Croce Taravella dagli esordi ad oggi, in Croce Taravella, catalogo della mostra a cura di E. Di Stefano, Falcone Editore, Bagheria 2004, p.24).

Nel 2005 è stato invitato a partecipare alla 51 Biennale Internazionale di Arte di Venezia.

Palermo 2007 è il titolo della mostra curata da  Eva di Stefano e inaugurata nel mese di maggio a Palermo presso la  Galleria Arte al Borgo, dove la nostra città rispecchia l’identità di chi la abita.

Del 2008 è la personale Concreta anima mundi nelle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento.
Dopo la personale dell’artista a Palazzo dei Normanni del 2009, Croce Taravella presenta nel 2010 la sua nuova lettura della città con “Paesaggi Urbani”, alla Galleria Mediterranea di Palermo, dove la rappresentazione dell’ambiente, si concentra sul contesto metropolitano.
Palazzo Belmonte Riso, Museo regionale moderna e contemporanea, ospita fino al 31 marzo 2011 la mostra “PPS Paesaggio e popolo della Sicilia” alla quale partecipano numerosi artisti tra cui Croce.
Nel mese di ottobre 2011 Croce debutta alla Biennale di Venezia, in occasione della mostra curata da Vittorio Sgarbi, a Palazzo Grimani, dal titolo “Artisti per Noto e altrove – l’ombra del divino nell’arte contemporanea”.

Mara Truncali