I PADRONI DELLA FINANZA MONDIALE

Studio e combatto da una vita il capitalismo predatorio. Sono partito dai suoi livelli più infimi e violenti, quelli delle mafie e dei mercati criminali, e sono arrivato ai suoi piani più elevati e rarefatti, dove non si usa il diritto della forza ma la forza del diritto. Cioè il furto e la frode su vasta scala protetti da norme e da prassi create ad hoc… nella totale indifferenza nei confronti della legalità e dell’etica”.

Pino Arlacchi

PalermoGiovedì 7 Marzo 2019 alle ore 17:30, il Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta nella sala Kounellis di Palazzo Belmonte Riso, l’ultimo libro del sociologo e politico Pino Arlacchi, dal titolo “I Padroni della Finanza Mondiale” (edizioni Chiarelettere).
Oltre all’autore, saranno presenti: l’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa; il sindaco di Palermo Leoluca Orlando; la Direttrice del Polo Museale Valeria Patrizia Li Vigni; il pittore Ettore De Conciliis. Coordina il critico e drammaturgo Aurelio Pes.
Ecco la minaccia più grave che incombe sul pianeta: l’attuale sistema finanziario ultra globalizzato, che deprime la crescita economica, aumenta la disuguaglianza, impoverisce la gente, e diffonde insicurezza e paura del futuro.
Sono quasi cinquant’anni che il capitalismo dei mercati finanziari ha preso il potere in Occidente. La sua ideologia è il neoliberismo, un pensiero unico che prevale nel mondo accademico, nella società civile e nella politica, a destra come a sinistra. L’Unione europea ne è diretta espressione e la superburocrazia che la governa in condizioni di pesante deficit democratico agisce con la complicità dei media, per lo più allineati a questo strapotere. Ma i padroni del mondo attuale non sono inamovibili. Come spiega Arlacchi, sono in campo contro movimenti che li combattono. L’economia sociale di mercato della Cina e dell’Asia orientale già contrasta la deriva neoliberista. E stanno inoltre emergendo formazioni di riformatori, conservatori, fascisti, socialisti e populisti prodotte da un grande scontento verso il mercato che mobilita tutti, da Corbyn a Trump a Le Pen. È questo il dato nuovo. All’orizzonte ci sono il declino dell’Occidente dominato dal capitale finanziario, il tramonto incruento della tutela americana e un ordine mondiale multipolare più pacifico e progressivo.

Pino Arlacchi è un sociologo e politico, considerato una delle massime autorità mondiali in tema di sicurezza umana. Tra il 2006 e il 2008 ha fatto parte del comitato internazionale di tre esperti costituito dalla Repubblica popolare cinese sul tema della sicurezza dei Giochi olimpici del 2008. Presidente dell’Associazione mondiale per lo studio della criminalità organizzata, ha redatto il progetto esecutivo della Dia, la Direzione investigativa antimafia. Amico e collaboratore dei giudici Chinnici, Falcone e Borsellino, è stato presidente onorario della Fondazione Falcone e tra i maggiori architetti della strategia antimafia italiana negli anni Novanta del XX secolo. Deputato e senatore del Partito democratico della sinistra e vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, si è dimesso dal Senato nel 1997 per ricoprire fino al 2002 l’incarico di vicesegretario generale delle Nazioni unite. Direttore esecutivo dell’Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime), è stato anche direttore generale dell’ufficio delle Nazioni unite di Vienna. Deputato al Parlamento europeo con l’Italia dei Valori, ha poi aderito al Partito democratico e al gruppo dell’Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici europei. È stato sotto scorta per tredici anni, a causa delle minacce e intimidazioni causate dal suo impegno contro la criminalità.

Tra i suoi libri: Gli uomini del disonore; Schiavi. Il nuovo tra­ffico di esseri umani; La mafia imprenditrice; Dalla Calabria al centro dell’infern; L’inganno e la paura e Il mito del grande caos.

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