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I CATALANO 1893 – 2026 LA MACCHINA DELL’ARTE Un secolo di creatività attraverso tre generazioni

28 Maggio 2026 ore 9:00 - 28 Giugno 2026 ore 12:30

Cento anni di storia, tre sguardi diversi, ununica pulsione creativa si incontrano a Palermo per celebrare un percorso artistico lungo più di un secolo. Apre al pubblico la mostra I Catalano 1893 – 2026. La Macchina dellArte, un itinerario espositivo – ospitato presso il Museo Regionale dArte Moderna e Contemporanea e organizzato dallAssessorato regionale dei Beni Culturali e dellIdentità siciliana – che celebra l’essenza di una famiglia che ha fatto dellespressione visiva il proprio fil rouge esistenziale.

Questo racconto prende vita il 28 maggio attraverso un doppio appuntamento che ne riflette l’anima.

Si comincia alle 17,30 a Palazzetto Agnello (via dellIncoronazione), dove Palermo accoglie per la prima volta un micro museo della grafica che ripropone leredità della storica “Stamperia dArte al Borgo”. Lo spazio nasce grazie ai materiali darchivio e ai torchi depoca generosamente donati da Maurilio Catalano. Questa apertura anticiperà l’inaugurazione ufficiale della mostra, prevista per le 18,30 a Palazzo Belmonte Riso (via Vittorio Emanuele, 365).

Un viaggio che si snoda come un dialogo transgenerazionale attraverso un secolo di arte italiana, trovando il proprio baricentro nel rigore poetico di Eustachio Catalano, capostipite e figura centrale del Novecento. La sua opera mette in luce la peculiare sensibilità di un tratto capace di fondere il post-impressionismo con una solida struttura compositiva: un segno mai casuale, ma strumento di indagine della realtà e dell’anima, dove la luce diventa protagonista assoluta nel descrivere paesaggi e volti con un’eleganza sobria e senza tempo.

Dal silenzio contemplativo di Eustachio, la “macchina dell’arte” accelera e si trasforma nell’energia vitale di Maurilio Catalano. Qui lesposizione esplode in una profluvio di colori vibranti e simboli metafisici. Il Mediterraneo emerge prepotente attraverso le sue iconiche barchette, le fiocine e gli strumenti della pesca, che perdono la loro funzione pratica per farsi icone pop di unappartenenza ancestrale. La pittura di Maurilio agisce come un ponte tra terra e mare, trasformando l’oggetto d’uso in un feticcio poetico e universale, denso di una materia cromatica che sembra pulsare sotto gli occhi dell’osservatore.

Il percorso trova infine la sua evoluzione contemporanea nella visione di Chiara Catalano, che porta l’eredità di famiglia oltre i confini della tela e anche del paese. Per Chiara, l’arte abbandona la staticità della cornice trasformandosi in un’esperienza quotidiana e tattile. La tradizione pittorica dei Catalano incontra l’immaginario pop protagonista di una collezione dove il design si intreccia alla narrazione. È la chiusura di un cerchio perfetto: lopera non è più solo oggetto di contemplazione, ma diventa un elemento vivo che abita il quotidiano, adattandosi alle forme del corpo e portando la storia dei Catalano nel movimento della vita moderna.

Sull’importanza di questo progetto interviene lAssessore regionale dei Beni Culturali e dellIdentità Siciliana, Francesco Scarpinato: Con la mostra dedicata ai Catalano, l’Assessorato celebra un eccezionale percorso narrativo che mette tre generazioni di artisti a confronto. Non si tratta solo di unesposizione, ma di un dialogo vibrante tra passato, presente e futuro: un filo rosso che lega la memoria storica alle visioni contemporanee, offrendo uno spettacolo unico del panorama artistico siciliano. Questo evento incarna la missione del nostro Assessorato: custodire l’identità siciliana come materia viva che si rigenera. Vedere tre generazioni dialogare ci permette di mostrare una Sicilia capace di innovare restando fedele alle proprie radici, trasformando il talento individuale in un patrimonio collettivo che è, allo stesso tempo, eredità e promessa per il domani”.

Questa evoluzione non procede per compartimenti stagni: l’allestimento rinuncia infatti alla rigidità delle sezioni cronologiche per favorire unesposizione fluida. Le opere dei tre artisti convivono e dialogano costantemente attraverso trame di corrispondenze una risonanza cromatica, unaffinità tematica o la persistenza di un oggetto che accostano i lavori di generazioni diverse per evidenziarne, in un unico sguardo, la profonda continuità e l’inevitabile metamorfosi del segno.

A definire il perimetro critico dell’esposizione è la direzione stessa del Museo: ‘’La mostra interpreta la linea curatoriale di Riso, impegnato – dice Evelina De Castro, alla guida del Museo – a dare senso al concetto di arte contemporanea nei termini di continuità di produzione culturale che in ogni epoca consegna il presente al futuro. Fin dal titolo la mostra propone un itinerario attraverso il susseguirsi delle importanti stagioni artistiche di Palermo, interpretate dalla dinastia dei Catalano, proposti in mostra non esclusivamente come artisti, essendo ben noti, ma come animatori di una ampia articolazione di molteplici settori della cultura e della sua produzione e comunicazione, così da estendere il raggio di attenzione dall’artista al contesto, ove si evidenzia la modernità dei Catalano’’.

Proprio questa visione di continuità poggia su un gesto che unisce memoria familiare e bene comune: la volontà dei Catalano di rendere collettivo un patrimonio di affetti e saperi. La nuova vita data ai torchi depoca e ai materiali storici della stamperia, oggi fruibili dal pubblico grazie alla sinergia con l’Assessorato e il Museo Riso, trasforma così il ricordo privato in una risorsa culturale permanente. Questi strumenti – ora ospitati permanentemente all’interno del micro museo di via dell’Incoronazione – debitamente ricollocati, ricreeranno lambientazione originale di quella che fu la prima stamperia darte di Palermo. Nata – negli Anni ’70 – dalla volontà di giovani artisti e diretta nel tempo da Maurilio Catalano, lofficina non era solo un luogo di produzione, ma un punto di ritrovo per intellettuali e collezionisti. A essa va il merito di aver democratizzato larte attraverso la realizzazione del multiplo, consentendo a un vasto pubblico di possedere opere autentiche e firmate.

Un passaggio di testimone, dai torchi storici al design contemporaneo, che rivela l’anima profonda di una famiglia che ha scelto di abitare l’arte come una dimora comune. È proprio questa dimensione di vicinanza affettiva, prima ancora che stilistica, a essere colta da Enzo Venezia curatore dell’allestimento insieme a Ignazio Lo Mantoil quale scorge nel percorso espositivo non tanto un distacco temporale, quanto una continuità sentimentale: Tre generazioni non a confronto, ma una accanto allaltra. Ognuna in un suo posto di connivenza con gli altri. Pur appartenenti a epoche diverse, tutti e tre sempre con la stessa voglia di narrazione, con la stessa volontà di testimoniare emozioni, raccontare aspetti della vita. Questa mostra, ancor prima di essere una mostra di opere, è la manifestazione di una complicità, di un rapporto, di unintesa profonda tra i componenti di una famiglia: ed è proprio questo, che è un valore in sé, il vero soggetto di questa mostra. La rappresentazione di un modo di vivere, di amare larte, intesa come un compito da tramandare da padre in figlio, come un principio di buon insegnamento, una missione da compiere.

Questa “missione” di famiglia ha finito per influenzare non solo chi l’ha vissuta dall’interno, ma anche chi, da osservatore esterno, ne ha assorbito l’immaginario e la forza evocativa. Lo scrittore Gaetano Savatteri restituisce perfettamente il senso di questo impatto culturale, ricordando come il mondo dei Catalano sia stato capace di ridefinire persino i confini geografici e sensoriali della Sicilia: Ho scoperto il mare con Maurilio Catalano. Può sembrare un paradosso, ma suona bene. Il mare, in realtà, lo conoscevo. E sapevo anche di Maurilio, della sua galleria Arte al Borgodove quasi giornalmente passava Leonardo Sciascia. Ma per me, ragazzo di Racalmuto, sia il mare che la galleria di Maurilio erano echi lontani, riverberi di una realtà vissuta per sentito dire. Per un ragazzo di un paese dellinterno, il mare era miraggio e spavento, abbaglio e seduzione, una costa difficile da raggiungere e sentire propria. La galleria di Maurilio era invece nel cuore di Palermo, frequentata da artisti e intellettuali, troppo distante dal mondo di uno studente della provincia di Agrigento.

Un’eco di rimandi tra arte e vita sottolineata anche da Franca Soncini – storica firma della comunicazione e considerata ‘’l’intellettuale delle pubbliche relazioni” – che analizza il peso e il fascino di uneredità così densa, osservando come il destino di chi cresce tra un nonno e un padre artisti possa oscillare solo tra la ribellione totale o la prosecuzione di quel cammino sotto nuove forme. Proprio in questa tensione, Soncini rintraccia loriginalità dell’ultima generazione dei Catalano, capace di far “camminare” l’arte fuori dalle gallerie: ‘’La ribellione ha trovato il suo spazio perché, anziché limitarsi a riempire le tele, l’arte ha scelto di vestire la quotidianità, trasformando pezzi dellabbigliamento in opere di rara unicità. Sono dipinti che camminano per le strade del mondo, da New York a Tokyo, da Los Angeles a Milano: ovunque è possibile imbattersi in donne e uomini che indossano queste creazioni, portando il colore e la storia dei Catalano nel movimento della vita contemporanea”. Questa visione conferma come la moda e l’arte siano fenomeni culturali complessi e intrecciati, capaci di riflettere i cambiamenti della società e di trasformare lopera in un elemento vivo e tattile.

L’esposizione convergerà in una pubblicazione dove la lettura critica di Aldo Gerbino dialoga con gli interventi di Soncini, Venezia, Savatteri, De Castro e Luciana Giunta, delineando il profilo corale di un vissuto artistico in perenne divenire.

Titolo: I Catalano 1893 – 2026 . La Macchina dellArte
Sede: Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea – Via Vittorio Emanuele 365
Fino a: 28 giugno 2026
Orari: Da martedì a sabato dalle 9 alle 18,30 – Domenica e festivi dalle 9 alle 13

Ingresso: Libero

Note:

Eustachio Catalano (1902-1975): Figura centrale del Novecento pittorico siciliano, noto per i suoi ritratti e paesaggi soffusi di una luce intima. Artista molto apprezzato nel suo tempo, è stato più volte invitato alla Biennale di Venezia, è stato pure direttore della Accademia di Belle Arti di Palermo.

Maurilio Catalano: Noto per il suo legame indissolubile con il mare e la Sicilia, le sue opere sono caratterizzate da un cromatismo audace e un’iconografia pop-mediterranea. Ha diretto la galleria Arte Al Borgo e la stamperia darte annessa.

Chiara Catalano: Designer e artista, ha saputo coniugare la tradizione pittorica di famiglia con il design e il fashion, creando collezioni che fondono artigianato e visione artistica.

Addetto Stampa Fondazione Catalano
Viviana Cinque

 

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Segue locandina

Dettagli

  • Inizio: 28 Maggio 2026 ore 9:00
  • Fine: 28 Giugno 2026 ore 12:30
  • Categoria Evento:

Luogo

  • Museo Riso