{"id":1722,"date":"2025-11-07T11:33:42","date_gmt":"2025-11-07T10:33:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museoartecontemporanea.it\/museo_Riso\/?page_id=1722"},"modified":"2025-11-10T13:00:55","modified_gmt":"2025-11-10T12:00:55","slug":"t-simeti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.museoartecontemporanea.it\/museo_Riso\/t-simeti\/","title":{"rendered":"T. Simeti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nato nel 1929 ad Alcamo (Trapani), ha vissuto e lavorato a Milano, dove si \u00e8 spento nel 2021<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel percorso artistico di Turi Simeti fondamentale \u00e8 l\u2019incontro con il grande maestro umbro Alberto Burri a Roma dove l\u2019artista, abbandonati gli studi universitari, si trasferisce nel 1958. Un incontro folgorante che lo porter\u00e0 a definire, attraverso una personale sperimentazione sulla materia e sui materiali, un linguaggio peculiare che caratterizza la sua vasta produzione, dagli anni Sessanta ad oggi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Uscito dallo studio di Alberto Burri &#8211; studio che frequentar\u00e0 incontrandovi le personalit\u00e0 pi\u00f9 emergenti del panorama artistico internazionale &#8211; Simeti comincia a bruciacchiare con un accendino gli angoli di buste o di piccoli cartoni rettangolari fino a trovare l\u2019ovale, forma geometrica che diventer\u00e0 cifra iconica dei suoi lavori.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La produzione degli anni Sessanta &#8211; anni in cui Turi Simeti soggiorna a Parigi, Londra, Basilea, New York \u2013 si caratterizza per quella tendenza all\u2019azzeramento dei codici figurativi tradizionali, comune alle esperienze artistiche d\u2019avanguardia di quegli anni, che lo condurr\u00e0 all\u2019uso della monocromia e del rilievo come pratica compositiva volta ad elaborare un codice estetico caratterizzato dalla modulazione di tele sagomate che cercano la tridimensionalit\u00e0 e nuove forme di coinvolgimento percettivo del pubblico.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli esordi, vicini alle esperienza dell\u2019Informale romano e alla ricerca di Alberto Burri, indagano le qualit\u00e0 pittoriche della superficie attraverso l\u2019uso di materiali differenti assemblati in collage di reti metalliche, stoffe e stracci su supporti di compensato, tele di sacco, faesite: una attenzione alla materia del quotidiano, affine a quella di Tano Festa o Mario Schifano, trasfigurata nel monocromo di forme aggettanti nello spazio che dinamizzano la superficie dall\u2019esterno, preludio di un\u2019azione che interverr\u00e0, in seguito, dall\u2019interno della struttura stessa dell\u2019opera. Sono dei primi anni Sessanta i lavori realizzati attraverso la giustapposizione di carte e buste dagli spigoli <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">smussati incollati sulla superficie che, ben presto, si definiscono come ovali, prevalentemente bianchi o neri, ma anche blu o grigi, comunque rigorosamente monocromi, in cartone, legno o tela, che riempiono la superficie del quadro. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it\">In seguito, in sintonia con le ricerche visive e strutturali della \u201cNuova Tendenza\u201d e con quelle sullo Spazialismo, avviate da Lucio Fontana, gli ovali si insinueranno al di sotto della tela, generando <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it\"><i>shaped canvases<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it\">, tele sagomate dalla estroflessione verso lo spazio esterno di tali forme. Questa declinazione linguistica lo avvicina alle opere di Agostino Bonalumi o Enrico Castellani, non a caso anche loro tra i protagonisti, insieme a Turi Simeti, nel 1965, della mostra \u201cZero Avantgarde\u201d organizzata da Nanda Vigo nello studio milanese di Lucio Fontana, dove espongono, tra gli altri, anche Dadamaino, Heinz Mack, Pietro Manzoni, Gu\u0308nther Uecker, Jes\u00fas Rafael Soto. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Negli anni successivi il numero delle ellissi si riduce, anche nei formati di grandi dimensioni. Al variare del numero e delle dimensioni delle ellissi, varia la modulazione dell\u2019intera superficie plastica e pittorica. Ora gli ovali si dispongono secondo una sequenza verticale, ora secondo una orizzontale, ma mai perfettamente in linea retta, polarizzandosi e dinamizzando solo una porzione dello spazio pittorico che, in virt\u00f9 della pausa di silenzio che caratterizza la porzione rimante, sensibilizza ulteriormente l\u2019intera superficie al conseguente variare della luce e delle ombre. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Turi Simeti, infatti, prevede come reagiranno le sue ellissi alla luce, consapevole che ogni minima variazione di inclinazione o di orientamento dinamizza la superficie della tela facendo appiattire o emergere i suoi ovali, sprofondarli nel buio o farli affiorare brillanti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Negli anni Settanta l\u2019artista porta avanti le sue sperimentazioni applicandole alle opere composte da pi\u00f9 due o pi\u00f9 parti e, nello stesso tempo, prova a sagomare la tela attraverso elementi geometrici differenti, il quadrato, il rettangolo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019ellisse finir\u00e0 per prevalere, in quanto forma a lui pi\u00f9 congeniale, in grado di muovere meglio la tela e di riflettere la luce. Questa sensibilizzazione della superficie matura ulteriormente negli anni seguenti, declinandosi in opere che accostano tele di colore diverso.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La piena padronanza di questo personale mezzo linguistico \u00e8 divenuta una corale \u201cscrittura di forme\u201d su colori differenti, rosso, giallo, blu, sabbia, verdi, marroni e su formati che variano dalle grandi alle piccole dimensioni. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it\">L\u2019opera <\/span><\/span><\/span><i> <\/i><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it\"><i><b>Tre ovali bianchi<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it\">, un acrilico su tela sagomata del 2017, \u00e8 stata donata per la collezione permanente del Museo Regionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, nell\u2019ambito dell\u2019attivit\u00e0 che l\u2019Istituzione ha dedicato al maestro di Alcamo con la mostra \u201cTuri Simeti. Grandi opere\u201d, 3 marzo \u2013 11 giugno 2017, a cura di Bruno Cor\u00e0. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Anche in quest\u2019opera la tela si fa epidermide, superficie che rivela la struttura sottostante del telaio come scheletro di una pittura che cerca l\u2019ambiente e l\u2019atmosfera, attraverso un dispositivo, anch\u2019esso in legno, incollato al telaio, che dal retro dinamizza la composizione secondo una pratica che \u00e8 sostanzialmente rimasta fedele a se stessa nel tempo, e che l\u2019artista domina riuscendo a prevederne i risultati nell\u2019interazione con lo spazio con esiti non solamente plastici, ma anche pittorici e luministici. I tre ovali modulano l\u2019intera superficie pittorica con straordinari effetti chiaroscurali determinati dalle ombre sottostanti, generate dalle forme stesse. Una di queste, in basso, fuoriesce dalla tela, avanza verso lo spettatore, con una chiarezza e un rigore formale di classica memoria.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Artista dell\u2019anno 2014, Turi Simeti ha vinto il Premio delle Arti assegnatogli dal Circolo della Stampa di Milano. Nel corso della sua cinquantennale carriera ha esposto nelle pi\u00f9 prestigiose gallerie nazionali ed internazionali. Tra le pi\u00f9 recenti ricordiamo: Mayor Gallery di Londra (2012), DepArt di Milano (2013), Tornabuoni Art di Parigi (2014), Almine Rech Gallery di Bruxelles (2015). Le sue opere si trovano in importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo: Fondazione Prada, GAM di Torino, Museion-Museo d&#8217;arte moderna <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" align=\"left\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">e contemporanea di Bolzano, Museo del Novecento di Milano, Museum de Arte Moderna di Rio de Janeiro, Kunsten Museum of MOdern Art di Aalborg, Museum Voorlinden di Wassenar. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it\" style=\"text-align: right;\" align=\"right\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Rosaria Raffaele Addamo<\/span><\/span><\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato nel 1929 ad Alcamo (Trapani), ha vissuto e lavorato a Milano, dove si \u00e8 spento nel 2021 Nel percorso artistico di Turi Simeti fondamentale \u00e8 l\u2019incontro con il grande [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1725,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1722","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.museoartecontemporanea.it\/museo_Riso\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1722","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.museoartecontemporanea.it\/museo_Riso\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.museoartecontemporanea.it\/museo_Riso\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museoartecontemporanea.it\/museo_Riso\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museoartecontemporanea.it\/museo_Riso\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1722"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.museoartecontemporanea.it\/museo_Riso\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1722\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1724,"href":"https:\/\/www.museoartecontemporanea.it\/museo_Riso\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1722\/revisions\/1724"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museoartecontemporanea.it\/museo_Riso\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1725"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.museoartecontemporanea.it\/museo_Riso\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1722"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}