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SUMMARY:IGOR GRUBIC - ANGEL WITH DIRTY FACES
DESCRIPTION:Igor Grubić \nAngels with Dirty Faces \nRiso\, Museo regionale di arte contemporanea \nDal 12 giugno al 7 settembre 2025 \nA cura di Daniela Brignone\, Evelina De Castro\, Rosaria Raffaele Addamo \nOpening venerdì 12 giugno ore 19:00- 23:30 **ingresso gratuito* \nIn occasione del 120° anniversario dalla realizzazione de I carusi dell’artista bagherese Onofrio Tomaselli\, il Museo Riso di Palermo presenta il progetto “Angels with Dirty Faces”\, dell’artista croato Igor Grubić\, evento collaterale alla mostra “Onofrio Tomaselli e il verismo in Sicilia”\, allestita presso la GAM Galleria d’Arte Moderna Empedocle Restivo di Palermo.  \nDal 12 giugno al 6 settembre 2025 sarà possibile visitare la mostra curata da Daniela Brignone\, Evelina De Castro\, Rosaria Raffaele Addamo. \nL’opera\, realizzata nel 2000 e originariamente creata per il Museo di Arte Contemporanea di Belgrado\, trae ispirazione dalla protesta dei minatori di Kolubara\, momento cruciale nella caduta del regime di Milošević. Attraverso un video di 17 minuti e una serie fotografica di grande impatto visivo\, Grubić fonde documentario e finzione\, rielaborando la poetica de “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders: angeli scendono in terra rinunciando alla loro immortalità per trasformarsi in minatori\, rendendo i volti anneriti dal carbone simbolo di resistenza e dignità operaia.  \nLa mostra instaura un dialogo profondo con l’opera di Onofrio Tomaselli\, che nell’Ottocento ritrasse con crudo verismo il dramma dei carusi\, i bambini lavoratori delle miniere di zolfo siciliane. Se Tomaselli denunciava lo sfruttamento minorile attraverso la pittura\, Grubić rilegge quelle stesse tematiche con linguaggi contemporanei\, dal video alla fotografia\, mantenendo intatta la potenza della denuncia sociale.  \n“Angels with Dirty Faces” si propone come ponte tra epoche e geografie diverse\, tra la Sicilia ottocentesca di Tomaselli e i Balcani contemporanei di Grubić\, tra pittura verista e videoarte\, offrendo una riflessione attuale sul valore del lavoro e sulla dignità dei lavoratori. \nLa mostra è realizzata grazie alla collaborazione della Galleria Laveronica di Modica. \n  \nIgor Grubić (Zagabria\, Croazia\, 1969) è attivo come artista multimediale dall’inizio degli anni ’90. Il suo lavoro include interventi site-specific in spazi pubblici\, fotografia e film. Rappresenta la Croazia alla 58a Biennale di Venezia. La sua pratica critica e socio-politicamente impegnata è caratterizzata da un impegno a lungo termine e il suo lavoro si concentra su situazioni politiche passate e presenti\, dall’esplorazione approfondita del destino dei monumenti storici e del declino dell’industria\, all’esame delle condizioni delle comunità minoritarie. Sebbene radicato nella tradizione documentaria\, il lavoro di Grubić in fotografia e film è caratterizzato da un approccio affettivo ed empatico\, profondamente umano e spesso poetico. \nIl suo lavoro è stato esposto in varie istituzioni internazionali tra cui: \nBiennale di Tirana 2 (2003); Manifesta 4 (Francoforte\, 2002); Manifesta 9 (Genk\, 2012); 50a October Salon (Belgrado\, 2009); Gender Check\, MuMOK (Vienna\, 2009); 11a Biennale di Istanbul (2009); 4a Fotofestival Mannheim Ludwigshafen\, Heidelberg (2011); East Side Stories\, Palais de Tokyo (Parigi\, 2012); Progetto
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LOCATION:Palazzo Belmonte Riso\, Corso Vittorio Emanuele n. 365\, Palermo\, 90134\, Italia
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SUMMARY:"IL VIAGGIO IMPOSSIBILE DI FEDERICO FELLINI"
DESCRIPTION:Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea \ngiovedì 19 giugno ore 17:30  \n“Il viaggio impossibile di Federico Fellini” di Ignazio Majore \nIn mostra due disegni originali di Federico Fellini \nGiovedì 19 giugno\, alle ore 17:30\, al Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\, avrà luogo la conversazione sul libro “Il viaggio impossibile di Federico Fellini” di Ignazio Majore (Moretti & Vitali\, 2025). In occasione dell’evento saranno in mostra due disegni originali di Federico Fellini e interverranno: Nino Sottile Zumbo\, curatore del libro\, Marcello Alessandra\, psichiatra\, Ivan Scinardo\, direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia. Modera Giovanna Cirino\, introduce Evelina De Castro\, direttrice del Museo. \nDal racconto La testa tra le mani: «Io vedevo passare occhi saettanti e criniere di fuoco. Mi atterriva chi nascondeva le fate e non mi permetteva di lottare contro la morte che arrotava i denti. Fuggivo chi voleva rinchiudermi nelle reti dei quotidiani doveri carnali. Chi conosce le strade e i marciapiedi. Chi ha moglie\, madre e figlia. Chi legge\, chi sta sui banchi\, chi parla al prete. Chi sogna il viaggio e compra l’anello. Chi ha studiato come fare e cosa dire. Chi soffre e va a cercare compagnia\, chi crede d’essere amato e bello. Chi cerca l’ordine e il disordine della terra e dell’acqua. Chi non sa dimenticare e vuole ricordi. Santi\, medici e malati. Ma se il suono ti assorda e ti attraversa il vento\, se piangi come la pioggia e ridi nascosto nelle foreste\, nessuno ti può sentire»
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SUMMARY:QUARTO APPUNTAMENTO PER LA RASSEGNA “TRACCE DI SUONI”
DESCRIPTION:GRANDE SUCCESSO PER LA RASSEGNA “TRACCE DI SUONI”\ndella Stagione Concertistica 2025 del Conservatorio Alessandro Scarlatti\nIN PROGRAMMA ALTRI APPUNTAMENTI\n21 e 22 giugno – ore 20.30 Teatro Massimo – Sala Onu e Palazzo Riso\nIngresso libero sino ad esaurimento posti\n\n\n  \nDopo il successo dei primi appuntamenti inseriti nella rassegna “Tracce di Suoni” curata dai Maestri Fulvia Ricevuto e Fabio Correnti\, all’interno della programmazione della Stagione Concertistica 2025 del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo\, in programma gli altri concerti. Appuntamento il 21 e 22 giugno sempre alle ore 20.30 presso la Sala ONU del Teatro Massimo e a Palazzo Riso ad ingresso gratuito sino ad esaurimento posti. \n21 GIUGNO – ore 20.30 Sala ONU – Teatro Massimo\nIn programma il terzo concerto “Diario Segreto” presso il Teatro Massimo – Sala ONU.\nERIKA FUMAROLA flauti\nALESSANDRO LO GIUDICE flauti\nGIULIA LO GIUDICE percussioni\nCon la partecipazione di\nMANUEL ZURRIA\nMusiche di Glass\, Saariaho\, Sciarrino\, Feldman\, Scelsi\, Gubadulina\, Spina\, Pennisi\, Bottoglia. \n22 GIUGNO – ore 20.30 Museo Riso – Sala Kounellis.\nconcerto “STAY ON IT” – Omaggio a Julius Eastman – Sala Kounellis.\nPercussioni\nVITTORIA DI GRAZIA\nBIAGIO INZERILLO\nGIULIA LO GIUDICE\nPAOLO MACCHITELLA\nSALVATORE MARIO MARINO\nANDREA MURATORE\nFULVIA RIEVUTO\nDAVIDE AMEDEO TRAINA\nTastiere\nOSCAR PIZZO\nANDREA RICCIO\nMusiche di Julius Eastman\nGay Guerrilla\nEvil Nigger\nStay on it \n“Tracce di Suoni” 2025\, giunto alla quarta edizione\, propone\, sguardi differenti e molteplici collaborazioni. Un invito a pensare\, creare e percorrere nelle più diversificate direzioni\, ponti emozionali\, disegnando piccoli segmenti nell’immaginare e proporre visioni sognate e curate con passione\, tenacia e dedizione. Collage di pensieri\, tracce appunto\, segni indelebili per costruire e conservare memoria. \nIl Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo ha il piacere di annunciare il lancio della Rassegna “Tracce di Suoni”\, che si svolgerà in collaborazione con il Master di II livello in musica contemporanea per interpreti e compositori\, Notturne\, Medici senza frontiere\, Teatro Massimo e Palazzo Riso. Questa iniziativa rappresenta un’importante opportunità per gli studenti e i professionisti del settore di esibirsi e far conoscere il proprio talento in un contesto di alta qualità. \nLa rassegna avrà luogo in diverse date e location prestigiose\, fino al 27 giugno\, offrendo un programma ricco e variegato che spazia dalla musica contemporanea alle opere di compositori affermati. \n27 Giugno – Salone Mannino\, ore 20:30\n“Prima Assoluta”\nCon l’esecuzione di:\nGaetano Costa\, Valentina Casesa\, Giovanni Damiani\nMusiche di Loris Capister\, Giovanni Damiani\, Giuseppe Rapisarda\, Francesco Sgambati. \nLa rassegna non solo mira a promuovere la musica contemporanea ma anche a creare un ponte tra giovani artisti e il pubblico\, offrendo un’occasione unica di incontro e scambio culturale. Si prevede una forte partecipazione e il coinvolgimento di istituzioni locali e nazionali\, rendendo questo evento un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica. \nIl Direttore del Conservatorio Alessandro Scarlatti\, M° Mauro Visconti\, interviene sull’iniziativa: “La Rassegna ‘Tracce di Suoni’ è un appuntamento atteso che rappresenta una vetrina importante per i docenti e gli studenti che a vario titolo sono coinvolti. In un momento storico in cui la cultura può fungere da vettore di unità e comprensione\, auspichiamo che questi concerti\, occasione preziosa per dare spazio alla creatività\, esprimano una parentesi orientata alla bellezza e alla riflessione”. \nInvitiamo il pubblico a partecipare a queste serate speciali\, che promettono di incantare e arricchire l’anima di chiunque vi prenda parte. \nTutte le info sul nostro sito web: https://conservatoriopalermo.it/\n#ConservatorioScarlatti #Palermo #Musica #CorsiAccademici #concerti #Erasmusplus\nRosanna Minafò addetto stampa Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo \n  \n 
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SUMMARY:SIAMO CULTURA - DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE ALL'INTELLIGENZA COLLETTIVA
DESCRIPTION:Con con DDG n. 2621/2025 è stato istituito Sportello Multidisciplinare Appalti Cultura 5.0. (SMApp Cultura 5.0.) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR Investimento 2.2 “Task force digitalizzazione\, monitoraggio e performance della M1C1 Sub-investimento 2.2.1: “Assistenza tecnica a livello centrale e locale del PNRR” – PROGETTO “1000 ESPERTI” – CUP G61B21009850006. \nL’evento di presentazione si terrà il 25 giugno dalle 15.30 alle 22.00 presso Palazzo Riso\, Via Vittorio Emanuele 362\, Palermo. \nSMApp Cultura 5.0. è lo sportello Multidisciplinare degli Appalti del Dipartimento Beni Culturali che fornisce un servizio pubblico gratuito di consulenza e supporto specialistico nel settore degli appalti di lavori\, servizi e forniture dei beni culturali al fine di garantire una maggiore efficienza nella gestione della spesa pubblica e la corretta applicazione dalla normativa di riferimento che investe l’intero ciclo di vita dei contratti pubblici. \n* Perchè nasce SMApp Cultura 5.0.?\nL’impulso alla creazione di uno Sportello Multidisciplinare degli Appalti “cultura 5.0” dei beni Culturali con accesso fisico e “consulenza frontale” tra Dipartimento e portatori di interesse rappresenta un cambiamento di paradigma nell’approccio alla creazione di valore pubblico\, che va oltre la mera tecnologia e la digitalizzazione per focalizzarsi sull’umanità\, la sostenibilità e la resilienza. In pratica\, con lo SMApp Cultura 5.0. si vuole promuove una visione più ampia e integrata del concetto di gestione della spesa pubblica\, partendo dalla considerazione che “un appalto non genera un mero passaggio di denaro dalla PA ad un beneficiario o OE”\, ma vi è una relazione umana e commerciale dietro ogni contratto pubblico. La tecnologia senza dubbio serve a migliorare la vita delle persone e del pianeta\, ma l’esperienza sul campo ci consente oggi di affermare che non è l’unica soluzione per aumentare la produttività e garantire una sana ed efficiente gestione della spesa pubblica nel complesso settore degli appalti dei beni culturali. \n* Cosa significa “Cultura 5.0”?\nL’adozione del concetto di Cultura 5.0 anche nel settore appalti richiede alla PA di:\nRivedere i modelli di business anche nel settore pubblico:\n– Environmental\, Social\, and Governance.\nPromuovere la formazione/informazione corretta negli addetti ai lavori:\n– La formazione e l’informazione sono fondamentali per garantire un buon servizio pubblico\nRiconoscere il valore del capitale umano e supportarlo nel percorso produttivo:\n– Pone al centro le persone e le considera elemento strategico per garantire una PA più efficiente e  produttiva. \n* Come opera SMApp Cultura 5.0.?\nSMApp Cultura 5.0.\, promosso dal Dipartimento Beni Culturali della Regione Siciliana\,nell’ambito del progetto PNRR Investimento 2.2 “Task force digitalizzazione\, monitoraggio e performance della M1C1 Sub-investimento 2.2.1: “Assistenza tecnica a livello centrale e locale del PNRR” PROGETTO “1000 ESPERTI” – CUPG61B21009850006\, è stato istituito per:\n1. fornire supporto e consulenza specialistica ai soggetti interni ed esterni che lavorano a qualunque titolo per realizzare l’opera pubblica nel settore beni culturali\, quindi non è solo rivolto ai RUP interni\, ma anche ai soggetti beneficiari di finanziamenti ed operatori economici esterni\, con il preciso scopo di garantire una maggiore efficienza nella gestione della spesa pubblica e la corretta applicazione dalla normativa di riferimento che investe l’intero ciclo di vita dei contratti pubblici.  Lo sportello\, quindi\, fornisce un supporto tecnico-specialistico ed una formazione/informazione mirata gratuiti a tutti i soggetti interni ed esterni al Dipartimento sulle gare d’appalto per lavori\, servizi e forniture che riguardano la manutenzione\, il restauro\, la valorizzazione di beni culturali\, opere d’arte\, siti archeologici\, musei\, parchi\, biblioteche\, ecc.;\n2. opera come mediatore per la risoluzione delle criticità e  colli di bottiglia nelle relazione commerciali (imprese) e con altri enti beneficiari di finanziamenti (Comuni\, Città Metropolitane\, Fondazioni\, Associazioni\, Università\, etc);\n3. opera come centro di ricerca e sviluppo\, fungendo da osservatorio delle criticità\, di cui si occuperà dell’analisi delle stesse e delle formulazione delle proposte di miglioramento nella gestione dell’intero ciclo di vita degli appalti pubblici dei beni culturali.\nIn sintesi\, SMApp Cultura 5.0. fornisce supporto nei seguenti ambiti:\n* Bandi in corso: informazioni sulle gare d’appalto attive\, con dettagli sui progetti\, i tempi\, le caratteristiche tecniche e i requisiti per la partecipazione\, aggiudicazione ed esecuzione;\n* Normativa: supporto nella comprensione delle normative non solo per la gestione tecnica degli appalti pubblici\, ma anche economico finanziaria\, che regolano la gestione dei progetti culturali in tutto il ciclo di vita.\n* Formazione/Informazione: raccoglie tutte le informazioni sulle iniziative formative sia gratuite sia a pagamento sugli appalti pubblici (convegni\, corsi di formazioni\, siti tematici\, libri\, etc) \, e le trasmette tramite con un mailing mirato a tutti i soggetti che si registreranno allo Sportello.\n* Osservatorio Regionale RUP Beni Culturali: ha il compito di fare indagini periodiche sulle critici riscontrate dai dai RUP nel settore specifico dei beni culturali. Questa analisi sarà divulgata attraverso la pubblicazione del Rapporto Annuale Indagine RUP Beni Culturali a cura del Dipartimento Beni Culturali e dell’I.S. della Regione Siciliana.\n* Supporto e presa in carico per il superamento delle criticità nelle relazioni commerciali ed istituzionali con i soggetti beneficiari dei finanziamenti per la realizzazione di opere pubbliche nei beni culturali. Tale funzione mediatrice consente di ridurre i rischio di contenzioso ed oneri aggiuntivi per l’Amministrazione della gestione della spesa pubblica. \n* Quali sono le finalità di SMApp Cultura 5.0.?\nLo sportello appalti beni culturali è fondamentale per accelerare i tempi di conclusione dei progetti e garantire la corretta gestione della spesa\, facilitare la gestione dei progetti ai RUP\, la partecipazione e il dialogo con tutti i beneficiari di finanziamenti pubblici per la valorizzazione dei beni culturali (Comuni\, Fondazioni\, Università\, ETS\, etc.)\, ma anche con gli operatori economici che partecipano alle gare d’appalto di lavori\, servizi e forniture\, garantendo la trasparenza e la correttezza delle procedure di partecipazione\, aggiudicazione ed esecuzione delle opere e servizi pubblici nei beni culturali. \n* Sede operativa e modalità di accesso allo Sportello:\nSede: Servizio 1\,  Dipartimento Beni Culturali e dell’I.S. Via delle Croci 8\, Palermo. \nModalità di richiesta supporto:\n– Consulenza diretta Esperti PNRR:\n* ricevimento in presenza il giovedì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00;\n* Richiesta di supporto tramite e-mail\, scrivendo a serv.coordinamentoprogettazionebci@regione.sicilia.it (indicare nella e-mail Ente/ditta o nome e cognome\, breve descrizione problema o quesito ed un contatto telefonico). \n 
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SUMMARY:39°43′N 12°55′E  A NORD DI USTICA. COORDINATE DI MEMORIA
DESCRIPTION:39°43′N 12°55′E  \nA NORD DI USTICA. COORDINATE DI MEMORIA \nDal 27 giugno al 27 luglio 2025 \nQuattro momenti di memoria attiva per il 45° Anniversario della Strage di Ustica \nPalermo\, 27 giugno 2025 – In occasione del 45° anniversario della tragica Strage di Ustica\, in cui persero la vita 81 persone\, il RISO – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea – rinnova la sua proficua collaborazione con il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici Bologna –\, presentando un prezioso progetto di memoria attiva. Fino al 27 luglio 2025\, distinti ma intrecciati\, quattro “Momenti” daranno vita a un’unica\, grande iniziativa dal titolo evocativo: “39°43′N 12°55′E / A NORD DI USTICA. COORDINATE DI MEMORIA”. Un progetto che attraverserà i luoghi simbolo di quella ferita ancora aperta: Bologna\, Palermo e l’isola di Ustica. \nIl titolo stesso dell’iniziativa è un ponte tra la precisione cartografica e la profondità del ricordo. Le coordinate indicano il punto esatto nel Mar Tirreno in cui precipitò il DC-9 Itavia: un riferimento inequivocabile a “qui è successo”. La dicitura “A Nord di Ustica” si riferisce alla posizione del relitto\, che per latitudine si trova effettivamente a nord dell’isola\, pur essendo più a ovest. Questa lieve “imprecisione” concettuale diventa forza evocativa\, intercettando la percezione collettiva e il radicamento della Strage di Ustica nella memoria pubblica\, trasformandola in un punto di riferimento emotivo. Infine\, “Coordinate di Memoria” eleva questi numeri da semplice dato geografico a simbolo denso di significato\, trasformando un punto nello spazio in un luogo di ricordo\, riflessione e ricerca di giustizia. Una metafora potente\, che suggerisce come l’iniziativa non sia solo geolocalizzazione\, ma permanenza del ricordo e rinnovata responsabilità verso il futuro. \n“La cultura è memoria viva. Ricordare la strage di Ustica significa non solo rendere omaggio alle vittime\, ma anche tramandare storie\, esperienze e verità che\, attraverso l’arte\, possono essere custodite e restituite alle future generazioni. È questo il compito della cultura: ricordare per non dimenticare” dichiara l’Assessore dei beni Culturali e dell’Identità Siciliana Francesco Paolo Scarpinato. \nCome afferma Evelina De Castro\, direttrice del Museo RISO: «Ogni anno il Museo RISO rinnova un impegno che è insieme etico\, civile e poetico: quello di custodire\, rielaborare e trasmettere la memoria come atto vivo\, come gesto collettivo e creativo. Non si tratta solo di ricordare un evento tragico come la Strage di Ustica\, ma di restituirgli profondità e voce attraverso il linguaggio dell’arte\, che sa attraversare il tempo e dare forma al non detto. In un presente che tende spesso a rimuovere\, il nostro compito è educare alla memoria come esercizio critico\, come riappropriazione consapevole del passato per costruire un futuro vigile\, capace di interrogarsi. È in questa visione che il RISO si fa laboratorio permanente di relazione e cultura\, luogo in cui le nuove generazioni possono incontrare la storia\, decifrarla\, reinterpretarla». \nIniziative come “39°43′N 12°55′E / A NORD DI USTICA. COORDINATE DI MEMORIA” rappresentano coordinate simboliche ma anche direzioni di senso\, traiettorie emotive e civili. Mettere in dialogo la memoria recente con quella più antica – come nel parallelismo tra il relitto del DC-9 e il ritrovamento della Nave Romana affondata – significa riconoscere in ogni testimonianza del mare un racconto di umanità interrotta\, ma mai conclusa. Così il Museo si fa spazio aperto e attraversabile\, dove la memoria non si cristallizza\, ma si trasforma in energia generativa. Perché non c’è memoria senza presente\, e non c’è futuro senza la capacità di ricordare insieme. Per questo\, l’iniziativa si articola in quattro azioni coordinate di memoria\, in cui si incrociano visioni\, linguaggi e narrazioni differenti e trasversali\, con il coinvolgimento delle scuole\, del Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica\, della Soprintendenza del Mare\, di artisti\, curatrici ed educatori. Un percorso condiviso tra arti visive e produzioni documentarie\, ospitato nei luoghi simbolicamente legati ai fatti: Bologna\, Palermo e Ustica.  \nQuattro Momenti di Memoria Attiva: \n\n\nVideo installazione “Viaggio Notturno Per mare” di Jacopo Rinaldi a cura di Laura Brambilla. Dopo essere stata presentata a Bologna nel 2024 al MAMbo e al Museo per la Memoria di Ustica\, l’opera video di Jacopo Rinaldi (Roma\, 1988) giunge per la prima volta a Palermo\, presso il Museo RISO\, e sull’isola di Ustica\, al Centro Studi e Documentazione. Viaggio notturno per mare si configura come una ‘emersione’\, portando nello spazio pubblico una presenza quasi fantasmagorica che intende riattivare la memoria collettiva sommersa. Il titolo stesso evoca le “acque mescolate alla notte” di Gaston Bachelard\, simbolo di un “rimorso antico che non vuole dormire”. L’opera nasce dalle immagini subacquee girate nel 1987 dall’Istituto francese Ifremer durante la missione OPERA\, quando il sottomarino Nautile individuò e illuminò per la prima volta i resti del DC-9 Itavia\, adagiati a 3620 metri di profondità in uno dei punti più remoti del Mar Tirreno. Questi lunghi piani sequenza\, accompagnati da un costante rumore elettromagnetico\, trasformano il fondale nero e immobile in uno spazio simbolico dove la materia frammentata del relitto incontra l’abisso della rimozione collettiva. Rinaldi rielabora i filmati originali come un viaggio notturno: un lento avvicinamento a ciò che per anni è rimasto sepolto\, restituendo una presenza spettrale\, ma necessaria\, che riattiva la memoria là dove il tempo e l’oblio avevano coperto ogni traccia. L’opera entra in dialogo ideale con le celebri installazioni di Christian Boltanski dedicate alla Strage di Ustica\, condividendone la tensione etica e la forza poetica: entrambe trasformano l’assenza in testimonianza\, la profondità fisica in spazio di riflessione pubblica.Viaggio notturno per mare è un invito a non lasciare che il buio del mare coincida\, ancora una volta\, con quello della storia. \n\n\nColtivare la Memoria – Progetto Didattico Integrato frutto della collaborazione tra il Dipartimento Educativo MAMbo | Museo Morandi e il Settore Educazione di Palazzo RISO. Questo percorso ha coinvolto attivamente gli studenti delle classi 4°A e 4°D del I.I.S. Manfredi Tanari di Bologna e 3°M del Liceo Regina Margherita di Palermo. Sotto la guida di Laura Brambilla e Marta Zanin per Bologna e Rosaria Raffaele Addamo e Silvia Emma per Palermo\, i ragazzi e le ragazze hanno partecipato a visite museali\, attività laboratoriali e incontri con artisti che pongono la “memoria” al centro della loro ricerca. Il progetto culmina nella presentazione di innovativi output digitali – come biografie immaginate all’interno di “oblò/finestrini” di carta\, montaggi audio/video\, frasi sussurrate e chat simulate – pensati per trasmettere il ricordo della strage alle nuove generazioni. Seguendo l’esempio di Rinaldi nel 2024\, il loro lavoro si propone come una “pietra d’inciampo contemporanea”\, una risposta alla domanda “perché questa storia dovrebbe essere ricordata più delle altre?” con la chiara affermazione che “dovrebbe essere ricordata quanto le altre”. I video prodotti dagli studenti\, oltre a essere presenti sui canali social dei musei coinvolti\, saranno in mostra negli spazi del Dipartimento educativo MAMbo | Museo Morandi dal 21 al 29 giugno 2025. \n\n\nVideo Nave Romana – Il Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica ospiterà\, contestualmente a Viaggio Notturno per mare di Jacopo Rinaldi\, un video speciale sul ritrovamento di una nave romana\, concesso in prestito dalla Soprintendenza del Mare. Questa iniziativa crea un dialogo tra la memoria storica di eventi tragici recenti e la profondità millenaria della storia marittima e archeologica del Mediterraneo\, sottolineando la stratificazione del ricordo che il mare custodisce.  \n\n\n“Pratica Poetica Politica” di Giovanni Gaggia (2022)\, collezione permanente del Museo Riso – L’arazzo Pratica Poetica Politica di Giovanni Gaggia\, oggi parte della collezione permanente del Museo RISO\, torna in esposizione come segno tangibile di un lungo lavoro sull’elaborazione della memoria. L’opera – ricamo su tessuto (300×150 cm) con base in legno color lavagna e gesso – nasce da un decennale percorso di ricerca sul ruolo dell’arte come strumento di consapevolezza civile\, sviluppato da Gaggia a partire dalla Strage di Ustica\, che ha visto l’artista confrontarsi con testimoni diretti e storie sommerse. Il progetto ha preso avvio dall’incontro con Daria Bonfietti\, presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime\, e dalla sua frase “Quello che doveva accadere”\, da cui nasce il primo arazzo\, concluso durante una performance a Bologna. Nel 2016\, l’incontro con le figlie di Aldo Davanzali\, proprietario della compagnia Itavia – considerato l’ottantaduesima vittima della strage – apre a una nuova riflessione che porterà Gaggia a realizzare un secondo arazzo\, quello oggi esposto\, con la frase ricamata a Palermo “Pratica Poetica Politica”. Presentata per la prima volta nel 2022 nella mostra “Quello che doveva accadere”\, curata da Desirée Maida\, l’opera si lega anche al laboratorio PTCO con la IV H del Liceo Vittorio Emanuele II di Palermo: gli studenti\, scrivendo sulla base lignea\, trasformano la memoria in esperienza collettiva. La loro partecipazione ha trasformato l’opera in uno spazio condiviso di scrittura e presa di coscienza. Il ricamo diventa così gesto politico\, l’arte una pratica civile\, la memoria un’eredità viva.  \n\n\nPartecipare a “39°43′N 12°55′E / A NORD DI USTICA. COORDINATE DI MEMORIA” significa accogliere un invito al confronto\, al pensiero critico e alla costruzione condivisa di senso. Il RISO Museo\, intrecciando la forza visionaria dell’arte contemporanea con la responsabilità della memoria storica e l’impegno educativo\, si fa promotore di un presente vigile e consapevole. Un presente che non dimentica\, ma che sceglie di ricordare per generare futuro\, coltivando giustizia\, coscienza e umanità. \n \n____________\nSegue locandina
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SUMMARY:IO ROSALIA
DESCRIPTION:Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo \n13 luglio 2025 | 7 settembre \nIn occasione del 401° Festino di Santa Rosalia \n  \n  \nIl 13 luglio\, a partire dalle ore 18:00\, il Museo Riso\, con “Io Rosalia” ha rinnovato la sua partecipazione al Festino della Santa Patrona di Palermo\, con un programma che ha intrecciato i linguaggi dell’arte contemporanea: performances\, arti visive\, digitali\, street art e pratiche sociali\, per uno sguardo attualizzato su Rosalia che anno dopo anno interpreta le istanze e le speranze di una comunità globale.  \nNell’ambito di questo programma è stata inaugurata l’opera site specific Io Rosalia realizzata da Nicola Console\, per interagire con il pubblico dalla vetrina del museo che si apre su Piazza Bologni. L’opera resterà fruibile fino al 7 settembre. \n«Io Rosalia significa ‘in prima persona’ – spiega Evelina De Castro\, direttrice del Riso –. Rosalia è ciascuna/o e tutti noi. Abbiamo immaginato l’opera guida del programma rosaliano 2025 del Museo come un’icona concreta e viva\, non statica e distante. La Santa Rosalia di Nicola Console\, artista presente nell’Archivio SACS di Riso\, palpita nella vetrina che si mostra sulla strada del Festino: ‘Io Rosalia’ è opera contemporanea\, metafora concettuale e spirituale del nostro tempo. È rappresentata nella sua iconografia storica\, che si riconosce nel presente\, segnato dalle pestilenze\, ma volgendosi verso ‘A Brighter Tomorrow’\, il domani più luminoso\, scultura neon che Claire Fontaine ha dedicato nel 2024 a Rosalia come simbolo di vita che resiste e si protende nel futuro. Anche quest’anno – e così nei prossimi – Rosalia dà senso all’arte del nostro tempo: multiforme\, partecipata\, pubblica\, necessaria per interpretare il presente e proiettarci nel domani.» Rosalia diviene epifania del nostro tempo. Come scrive Nicola Console: «L’opera si sottrae alla dimensione temporale\, utilizzando una macchina scenica barocca\, scomposta per piani di profondità e risolta pittoricamente. Il simulacro si anima offrendosi come luogo immaginativo della trascendenza. L’iconografia tradizionale viene ribaltata nella sua funzione: l’immagine non consola\, ma interroga. E tuttavia\, richiama la speranza e l’autenticità del rito\, senza mai limitarsi a riprodurlo». \nINFO\nMuseo Riso\, Via Vittorio Emanuele 365\, Palermo\n13 luglio – 7 settembre 2025 \n  \n____________\nSegue locandina \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:LUMINESSENZA\, ICONOGRAFIA DELLA LUCE
DESCRIPTION:  \nE’ Bruno Corà il curatore di “Luminessenza” mostra multimediale del pittore modicano Franco Fratantonio. Il 24 di luglio l’inaugurazione. Invitate autorità politiche\, istituzionali e religiose \n  \nPalermo\, 21 luglio 2025. E’ Bruno Corà il curatore della mostra\, dal titolo “Luminessenza\, iconografia della luce”\, che il pittore modicano Franco Fratantonio terrà dal 24 luglio e sino al 24 agosto 2025 nella Cappella della Incoronata di Palermo. \nll prestigioso storico e critico d’arte Bruno Corà ha apprezzato da qualche tempo il linguaggio e il messaggio artistico dell’opera di Franco Fratantonio. \nIn questa occasione espositiva l’opera di Fratantonio è presente nei vari linguaggi espressivi che lui da sempre adopera. È implicito il disegno nell’uso del pastello secco e ad olio che si evolve in pittura\, questa si anima nel movimento dei video da cui si estraggono sequenze e frame fotografici sui cui ritorna il segno pittorico del pastello. \nNell’opera video “Pozzo Paradiso” si parla di un’antica leggenda celtica che narra di un ragazzo muto che viveva vicino in una spiaggia e passava il suo tempo ad ascoltare la voce del mare\, voleva capire il significato e imparare finalmente a parlare\, un giorno decise di entrare in mezzo all’acqua e cominciò a nuotare scivolando sempre più giù\, quando arrivò in fondo al mare si trovò davanti un pozzo da dove usciva una musica meravigliosa\, risalito in superficie scoprì di saper parlare ma le sue parole non erano come quelle degli altri uomini era un canto\, il primo canto del mondo. L’opera varia di Franco Fratantonio presente alla Cappella dell’Incoronata si traduce nel concetto di Immersione che nasce da un’esperienza giovanile di quando lui si tuffava nel mare. Questo concetto si evince nelle varie installazioni minimali di una visione ascensionale dello spazio. L’uso della scrittura si traduce nel concetto di immagine\, parola\, suono e infine diventa Luminessenza\, cioè l’essenza della luce. \nLa mostra\, organizzata e promossa dall’Associazione culturale “L’uomo sulla terra”\, sarà inaugurata il 24 luglio alle ore 18.00. Sono stati invitati a presenziare l’Assessore regionale ai Beni Culturali e dell’identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato\, l’arcivescovo di Palermo\, Corrado Lorefice e altre espressioni della politica e delle istituzioni. \nL’evento vanta l’egida del Museo regionale d’arte moderna e contemporanea Riso. La mostra si avvale di diciotto opere tra quadri (pastelli\, oli e acquarelli)\, neon\, video (Pozzo Paradiso) che raccontano il rapporto sempre forte ed evidente tra luce e colore che negli anni è diventata la cifra artistica del talentuoso pittore siciliano. \nGli orari di apertura al pubblico sono i seguenti: tutti i giorni\, dal lunedì a domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00; mercoledì pomeriggio apertura pomeridiana dalle ore 14.30 alle ore 17.00. \nIl curatore Bruno Corà è stato professore e accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti ”Pietro Vannucci” di Perugia. Presidente della Fondazione Burri è stato direttore di Palazzo Fabroni Arti visive Contemporanee di Pistoia\, del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato\, del Centro d’arte moderna e contemporanea della Spezia\, del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Lugano nonché docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. \nCorà ha curato diverse biennali internazionali d’arte. \nDal 2012 al 2016 ha ideato e diretto la rivista Mozart dedicata all’arte contemporanea. \nUfficio Stampa: Marco Sammito
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SUMMARY:NOTTI DEL CONTEMPORANEO
DESCRIPTION:Arte\, vino e emozioni sotto le stelle di Palermo12 | 21 | 28 agosto 2025 \nDurante le affascinanti sere d’estate\, il Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Belmonte Riso apre le sue porte per un ciclo di visite serali pensate per chi desidera vivere l’arte in modo diverso: immersi nella bellezza\, avvolti dalla quiete della sera\, accompagnati da un calice di vino firmato Duca di Salaparuta. \n🖼️ Un viaggio tra le forme del presente\nIl percorso guidato conduce i visitatori attraverso oltre sessant’anni di arte contemporanea\, con opere di artisti siciliani\, italiani e internazionali. Al centro della visita\, il potente ciclo “Percorsi di Memoria” esplora i temi universali della vita\, della morte e del corpo\, in un dialogo visivo e emotivo profondo. \nTra le novità in mostra\, spiccano le recenti acquisizioni: \n\n–  La Sicilia e altre figure di Flavio Favelli\n–  Cicero di William Kentridge\n–  A Brighter Tomorrow del collettivo Claire Fontaine Opere che intrecciano memoria\, identità e visione contemporanea\, offrendo spunti di riflessione e meraviglia.\n\n🍷 Arte da gustare\nAl termine della visita\, gli ospiti potranno brindare con un calice di vino della rinomata cantina Duca di Salaparuta\, in un’atmosfera intima e suggestiva\, dove l’arte incontra il gusto nel cuore pulsante di Palermo. \nℹ️ Informazioni utili\n\n\n\n\n\n📍 Location\nPalazzo Belmonte Riso – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\n\n\n\n\n🎟️ Prezzo\n€ 5\,00 (visita didattica serale)\n\n\n⏱️ Durata\n1 ora\n\n\n👥 Adatto a\nSingoli e gruppi\n\n\n📅 Date\n12 – 21 – 28 Agosto 2025\n\n\n🕗 Orari\nOre 20:00 e ore 21:00\n\n\n✅ Incluso\nVisita didattica serale\n\n\n❌ Escluso\nBiglietto d’ingresso al museo\n\n\n📲 Prenotazioni\nPrenota online:https://www.coopculture.it/…/notti-del-contemporaneo/
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SUMMARY:CINQUANT’ANNI ANNI DI CONSERVAZIONE DELLA NATURA IN SICILIA 1975–2025
DESCRIPTION:GIORNATA MONDIALE DELL’HABITAT: TAVOLA ROTONDA IN COLLABORAZIONE CON LA SOCIETÀ SICILIANA DI SCIENZE NATURALI E INTITOLAZIONE DELLA SEZIONE NATURALISTICA DEL MUSEO REGIONALE DI STORIA NATURALE DI TERRASINI \nIn occasione della Giornata Mondiale dell’Habitat (World Habitat Day) istituita dalle Nazioni Unite nel 1985 e celebrata ogni anno in ottobre per riflettere sullo stato degli habitat naturali e sul diritto fondamentale a un ambiente sano e sostenibile\, il Museo Regionale di Storia Naturale in stretta collaborazione con la Società Siciliana di Scienze Naturali intende offrire una riflessione a più voci\, fra studiosi\, collezionisti\, istituzioni\, cittadini\, giovani generazioni sul lungo cammino che\, a partire dagli anni Settanta\, ha portato l’Isola a dotarsi di strumenti di conoscenza\, sensibilizzazione e protezione del proprio patrimonio naturalistico\, grazie a figure come Marcello Carapezza\, Vittorio Emanuele Orlando\, Fulco Pratesi\, Franco Russo\, protagonisti a partire da quegli anni\, di importanti battaglie per la conservazione della natura in Sicilia. \nCinquant’anni di natura. Una storia che ci riguarda tutti. Al centro dell’iniziativa vi sono due importanti pubblicazioni del 1974\, che\, partendo dal focus sulla Sicilia\, hanno segnato una svolta nella coscienza ambientale italiana e contribuito a gettare le basi della tutela delle bellezze naturali siciliane: “Dati preliminari per un’analisi della degradazione ambientale ed elenco delle aree dell’isola di maggiore interesse naturalistico” di Silvano Riggio e Bruno Massa in “Problemi di conservazione della natura in Italia: Atti del IV Simposio Nazionale sulla Conservazione della Natura”\, Bari\, 23-26 aprile 1974; “Guida alla Natura della Sicilia” di Fulco Pratesi e Franco Tassi\, edita da Arnoldo Mondadori Editore nel 1974\, pubblicato in collaborazione con il World Wildlife Fund (WWF)\, che ebbe grande risonanza a livello nazionale. Due pubblicazioni che oggi\, a mezzo secolo di distanza\, tornano ad essere punto di riferimento per comprendere i progressi compiuti e per interrogarsi sulle sfide ancora aperte. \nIn apertura\, gli interventi istituzionali\, estesi ai rami dell’Amministrazione preposti\, offriranno testimonianza del proficuo dialogo con la ricerca scientifica per la tutela\, salvaguardia\, gestione e valorizzazione del patrimonio ambientale e naturalistico della nostra regione: Bruno Massa ripercorrerà gli anni delle prime battaglie ambientaliste in Sicilia attraverso i personaggi che dal mondo della scienza\, della cultura e della società civile ne furono alla guida; Rafael da Silveira Bueno\, Vincenzo Di Dio\, Tommaso La Mantia e Fabio Lo Valvo\, condurranno la riflessione a più voci su cosa è stato salvato e cosa è andato perduto\, quali obiettivi restano da raggiungere. \n«A distanza di cinquant’anni dal momento in cui l’opinione pubblica iniziò a manifestare una forte coscienza ecologica\, è fondamentale riflettere sul cammino compiuto»\, sottolinea il presidente della Società Siciliana di Scienze Naturali\, Attilio Carapezza\, ricordando come la rinascita della Società negli anni Settanta si inserì in un clima internazionale di crescente sensibilità ambientale. \n«L’eredità di un passato che ha visto l’amministrazione e l’ordinamento dei beni culturali in Sicilia estendere ai beni naturalistici le competenze degli istituti\, soprintendenze e musei\, preposti alla tutela e alla valorizzazione\, ci rende oggi maggiormente responsabili nel non arretrare nella cura dell’habitat\, nel suo insieme di bellezza intesa come valore etico dell’esperienza umana\, del singolo e della comunità. In tal senso l’arte del nostro tempo è ora anticipatrice\, ora interprete: la accessibilità tecnica\, il rispetto e reimpiego di materiali poveri cui dare nuova vita\, la circolarità e prossimità\, la dimensione pubblica e partecipativa\, sono valori che l’arte condivide con la sensibilità e rispetto ambientale»\, sostiene la dirigente del Museo regionale di Terrasini\, Evelina De Castro. \n«Preservare il nostro patrimonio naturalistico significa preservare\, tutelare e soprattutto tramandare la storia e le radici della nostra Isola – ha detto l’Assessore ai Beni Culturali e Identità Siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato –. La tutela della bellezza\, dell’arte\, della natura e dell’identità siciliana\, restano un caposaldo della nostra azione di governo. Aderire alla Giornata mondiale dell’Habitat ci riempie di gioia e di orgoglio\, convinti della responsabilità e del ruolo che abbiamo nel tramandare alle future generazioni il concetto di eredità da proteggere.». \nL’intitolazione della Sezione Naturalistica a Vittorio Emanuele Orlando\, storico sindaco di Terrasini\, sarà l’occasione per mettere in risalto il legame necessario fra comunità\, enti locali e istituti preposti. A lui si deve la nascita del Museo con la sua imponente collezione di oltre 500.000 reperti tra paleontologia\, malacologia\, entomologia\, ornitologia\, mineralogia e geologia\, uno dei più importanti musei naturalistici del Mezzogiorno e un presidio culturale e scientifico per la ricerca e la divulgazione\, grazie alla attività interna svolta da un qualificato comitato tecnico scientifico. La collaborazione con la Società Siciliana di Scienze Naturali\, rifondata oltre 40 anni fa per diffondere la cultura scientifica e naturalistica nell’Isola\, riafferma la centralità del dialogo tra istituzioni\, università e comunità per una tutela che non riguarda solo il passato\, ma si proietta sulle nuove generazioni. \nL’evento mira a estendere la partecipazione dall’Assessorato e Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana\, alla istituzione regionale preposta all’Ambiente\, dello Sviluppo rurale e territoriale\, insieme a enti gestori delle Aree Protette e studiosi delle università siciliane\, in un confronto che intende legare memoria e prospettiva\, ricerca e responsabilità civile. Con questa iniziativa\, il Museo di Terrasini e la Società Siciliana di Scienze Naturali aderiscono alla Giornata Mondiale dell’Habitat con un messaggio forte: il futuro della Sicilia\, come quello del pianeta\, passa dalla capacità di riconoscere nella natura non solo un’eredità da proteggere\, ma un orizzonte condiviso da abitare con rispetto e consapevolezza. \nInformazioni per il pubblico e la stampa \nMuseo Regionale di Storia Naturale e Mostra Permanente del Carretto Siciliano – Palazzo d’Aumale\nLungomare Peppino Impastato\, Terrasini (PA)\nTel. +39 091 8810989 | E-mail: museo.terrasini@regione.sicilia.it \n______________________\nSegue locandina
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SUMMARY:MACCHIA MEDITERRANEA
DESCRIPTION:Giusi Sferruggia \nMacchia Mediterranea \nA cura di Marcello Carriero \n4-14 ottobre 2025 – Museo Riso\, spazio vetrina\, Via Vittorio Emanuele 365\, Palermo \nL’installazione Macchia Mediterranea\, che si inaugura giorno 4 ottobre presso lo spazio vetrina di Palazzo Belmonte Riso\, è realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Palermo\, nell’ambito di un protocollo di intesa con il Museo Riso e fa parte degli eventi di preview della biennale iDesign\, la design week palermitana la cui XIII edizione si svolgerà nell’autunno del 2026. \nL’installazione\, curata da Marcello Carriero\, è dedicata alla recente produzione pittorica della giovanissima artista palermitana Giusi Sferruggia. Si tratta di un’opera accuratamente selezionata da un corpus più ampio che spazia dalla installazione alla performance\, dalla fotografia alla pittura. La scelta è ricaduta su Macchia Mediterranea che allude alla particolare tecnica di esecuzione\, simile alla gouache e al contempo celebra le sue radici e la sua fonte di ispirazione primaria: la Sicilia che conserva l’eco di una vegetazione tipica dell’intero bacino del mediterraneo con il suo aspetto unitamente ameno e fragile. Il Mar Mediterraneo\, che divide ed unisce\, conservando in sé testimonianze del presente e dell’antico\, è rappresentato dalla natura liquida dei dipinti dell’artista e si apre su cromatismi che alternano la brillantezza dei riflessi alla cupezza degli abissi. \nInfo \nGiusi Sferruggia\nMacchia Mediterranea\na cura di Marcello Carriero\nspazio caffetteria e vetrina del Museo Riso\, Via Vittorio Emanuele 365\, Palermo\ndal 4 al 14 ottobre 2025  \nGiusi Sferruggia (Palermo 1992) vive e lavora a Palermo\, ha studiato al biennio specialistico in pittura all’Accademia di Belle Arti. La sua ricerca affonda le radici in un’analisi meticolosa dell’ordinario\, delle modalità dello stare al mondo e dei materiali che ne costituiscono il contorno. Pur rimanendo profondamente legato a un’idea di pittura\, infatti\, il suo lavoro può svilupparsi nello spazio spinto dall’interesse dell’artista nei confronti dei più diversi materiali e tecniche. Il ragionamento sull’esistenza si accompagna a quello sul corpo\, prima immediata forma dell’esserci e i materiali utilizzati dall’artista si snodano nell’ambiente ricalcando il pulsare della vita\, divenendo organo di un corpo non umano. Giusi Sferruggia ha all’attivo le seguenti mostre: Der Natur entommen 31 Haus der kunst\, Palermo\, 2015. The Island Is What the Sea Surrounds a cura di Maren Richter St. Elmo Examination Centre\, Valletta\, Malta\, 2018. Progetto Qanat 2 Studio Mascal\, Palermo\, 2018 Polizzi Generosa Arte Contemporanea progetto di ABA Palermo Palazzo della Cultura\, Polizzi Generosa\, 2021. Sospensione orizzontale mostra personale a cura di Alessia Coppolino\, La Siringe\, Palermo\, 2022 Bandi: Vincitrice della seconda edizione di A Priori Magazine\, Roma\, 2023. Mostra collettiva\, Osservatorio Futura\,Zone\, di libera inflessione a cura di Carlo Corona\, Torino2024.
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SUMMARY:SUBLIME DI MELCHIORRE NAPOLITANO
DESCRIPTION:SUBLIME \nSpazialità Fisiche Essenziali \nMostra dell’artista Melchiorre Napolitano \nLa mostra\, iniziativa direttamente promossa dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’identità siciliana\, è curata da Francesco Gallo Mazzeo e sarà fruibile fino all’8 novembre 2025 \nA Palermo\, mercoledì 8 Ottobre\, alle ore 18\, presso la Cappella dell’Incoronata\, si inaugura la mostra personale dell’artista Melchiorre Napolitano: SUBLIME Spazialità.Fisiche.Essenziali. La mostra\, curata da Francesco Gallo Mazzeo\, sarà visitabile fino a sabato 8 novembre. \n“La mostra di Napolitano – ha detto l’Assessore ai Beni culturali e identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato – conferma l’impegno di questo Assessorato nel promuovere la creatività contemporanea siciliana\nvalorizzando il nostro patrimonio culturale sia attraverso la scelta del luogo dell’esposizione\, la storica Cappella dell’Incoronata di Palermo\, sia attraverso le opere stesse dell’artista che si ispirano alle bellezze archeologiche\, architettoniche e paesaggistiche del nostro territorio e non solo”. \nIl progetto espositivo della mostra di Melchiorre Napolitano contempla un insieme di opere ispirate dalle bellezze archeologiche\, architettoniche e paesaggistiche alle quali l’artista ha attinto nei suoi numerosi viaggi di osservazione e di studio in varie parti del mondo. Opere ispirate non soltanto dalla reale composizione paesaggistica della materia rocciosa rappresentata ma\, anche\, dalle suggestioni che un segno\, una macchia o un graffito rinvenuti su di essa\, unitamente a cieli e nuvole inquietanti\, contribuiscono a dare forma originaria ad una nuova e personale visione dell’originale paesaggio immaginario\, espressa\, anche\, come una speciale e sui generis  invenzione del paesaggio.  \nL’artista\, suggestionato\, non solo esteticamente\, della storia e sacralità che suscita la Cappella della Incoronazione\, luogo speciale in cui svolge la mostra\, ha voluto rivolgere un omaggio particolare ad alcune “eroine della fede”\, che con grande forza d’animo e spirito di abnegazione hanno saputo incidere nella storia di questa iconica città di Palermo. Il riferimento\, così come sottolinea Francesco Gallo Mazzeo nel suo testo di presentazione in catalogo\, è “…agli omaggi fatte alle quattro sante\, di quattro stagioni della fede e della devozione\, a cui Napolitano volge lo sguardo\, ma non allo scopo di illustrarle e magnificarle in maniera ordinaria\, bensì di investirle di un ulteriore ruolo di guida verso un avvenire…”. Rosalia e ancora le altre compatrone Agata\, Ninfa\, Cristina ed Oliva\, seppero affrontare anche il martirio pur di rimanere fedeli al loro credo cristiano\, che oltre ad essere religioso e simbolo di civiltà\, si riferisce a tutta l’umanità\, non più solo dell’uomo\, ma dell’uomo e della donna insieme. \nLa mostra comprende circa 45 opere\, tra pitture\, bassorilievi ed installazioni. Un’antologia di lavori realizzati negli ultimi vent’anni\, la maggior parte delle quali non sono mai state esposte a Palermo. Un equilibrio armonioso della complessità\, della luce e dell’incombere delle ombre\, in intreccio di luci ed ombre\, pieni e vuoti\, forme e colori\, di cui l’artista si è sempre nutrito nella sua terra di origine\, la Sicilia\, con lo sguardo di chi\, esaminato il passato\, vive il presente con la speranza di un futuro salvifico.  \nNote biografiche \nMelchiorre Napolitano è nato a Palermo nel 1949 ed ha completato gli studi nella sua città. Laureato in architettura\, dal 1973 al 2007 è stato docente di Discipline pittoriche presso il Liceo artistico statale “E. Catalano” di Palermo. Dal 1966\, ad oggi\, ha partecipato a numerose esposizioni collettive ed allestito mostre personali sia in Italia che all’estero\, presso Istituzioni pubbliche museali e gallerie d’arte private\, in Svizzera\, Olanda\, Francia\, Jugoslavia\, Turchia\, Corea del Sud\, Argentina\, Brasile\, Russia.
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SUMMARY:FRAMING THE BORDES
DESCRIPTION:Quando l’arte incontra la vita: moda\, fotografia e comunità a Danisinni \nA pochi passi dal cuore monumentale di Palermo\, il quartiere di Danisinni custodisce un’energia autentica\, fatta di storie\, desideri e relazioni.\nDa questo luogo nasce Framing the Borders\, un progetto che intreccia arte\, moda e partecipazione per ridefinire i confini tra centro e margine\, realtà e immaginazione. \nIdeato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo nell’ambito del corso di Comunicazione Multimediale guidato dalla prof.ssa Jacqueline Ceresoli\, il progetto ha coinvolto diversi indirizzi accademici — Fashion Design\, Exhibition Design\, Fotografia\, Audio Video e Multimedia\, Graphic Design — in un percorso creativo collettivo. \nIn collaborazione con i giovani del quartiere\, gli studenti hanno realizzato una collezione di abiti genderless come libera espressione dell’identità personale.\nIl risultato è un racconto visivo intenso e autentico: uno shooting fotografico che trasforma i ragazzi e le ragazze di Danisinni nei protagonisti di una nuova narrazione condivisa. \nRealizzato il 22 maggio 2025\, lo shooting è stato interamente curato dagli studenti — dalla scelta delle location alla direzione artistica\, dalla produzione alla post-produzione — in collaborazione con la redazione di pa.arte\, la rivista universitaria dell’Accademia.\nUn’esperienza che ha superato i confini dell’aula\, trasformandosi in un incontro umano e creativo fondato sull’ascolto e sulla collaborazione. \nOra Framing the Borders approda\, nell’ambito di un protocollo di intesa tra l’Accademia di Belle Arti di Palermo e il Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\, alla Foresteria di Palazzo Belmonte Riso – spazio simbolico di dialogo tra istituzioni e comunità.\nLa mostra presenta una selezione di scatti che restituiscono la forza poetica e sociale di un progetto capace di connettere mondi diversi attraverso la moda e l’immagine. \nNato come progetto didattico\, Framing the Borders si è trasformato in un atto poetico e politico: una dichiarazione di fiducia nella capacità dell’arte di unire\, includere e trasformare.\nPerché Danisinni non è periferia\, ma centro di futuro\, di storie e di possibilità. \n  \nInformazioni\nMostra fotografica: _Framing the Border_ \nA cura di:\nStudenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo – Corso di Comunicazione Multimediale \nInaugurazione\nLuogo: Foresteria di Palazzo Riso – Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia\, Palermo_\nDate: _7-8-9 Novembre 2025_\nOrario: _9AM to 8PM_ \nDocente referente:\n_Comunicazione Multimediale_ – Prof.ssa Jacqueline Ceresoli \nDocenti:\n_Fashion Design_ – Prof. Sergio Daricello\n_Exhibition Design_ – Prof. essa Mariafrancesca Giglia\n_Fotografia_ – Prof. Sandro Scalia\n_Audio Video e Multimedia_ – Prof. Marco Battaglia\n_Graphic Design_ – Prof. Fausto Gristina \nIn collaborazione con:\nPa.arte\, rivista universitaria dell’Accademia di Belle Arti di Palermo
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SUMMARY:50° Festival di Morgana - Pupi Videodrome
DESCRIPTION:Pupi videodrome\, mostra diffusa multimediale e transdisciplinare\, raccoglie una sezione dedicata all’Opera dei pupi\, iscritta nel 2001 nella lista Unesco dei Capolavori del patrimonio culturale immateriale dell’umanità\, su candidatura del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino di Palermo. \nAllestita nella sala della Foresteria di Palazzo Belmonte Riso\, la mostra presenta una selezione di opere\, tra videoarte e installazioni etnografiche\, che aprono alle trasmutazioni dell’Opera dei pupi nella contemporaneità\, invitando ad assumere posizioni nuove da cui rileggere la complessa e sfuggente realtà che ci circonda. \nA introdurci in modo insolito nell’universo dell’Opera dei pupi è la video installazione The Palace of Raw Dreams dell’artista britannica Judith Cowan: posizionando le telecamere sulla testa delle marionette\, l’artista fa adottare allo spettatore il punto di vista dei pupi sulla scena\, provocando un capovolgimento di prospettiva che non soltanto lo rende protagonista\, ma lo porta nel cuore di quelle battaglie che\, spogliate di ogni forma di eroismo retorico e strumentale\, appaiono ora controverse e oblique. \nLe efferate conseguenze di quelle battaglie diventano più esplicitamente manifeste nell’installazione etnografica Homo homini lupus\, di Rosario Perricone e Virgil Scripcariu\, che ricreano un paesaggio archeo-logico di corpi: quelli dei pupi che\, frammentariamente disseminati su una coltre di grano\, evocano non più e non solo le eroiche imprese cavalleresche ma anche il dolore e la distruzione di un presente ancora tristemente segnato dalla guerra. \nIl tema della futilità della guerra ritorna nella video installazione Pupidrama\, degli artisti tedeschi Stefan Panhans & Andrea Winkler\, realizzata in collaborazione con il Museo delle marionette e presentata in prima nazionale. L’opera affronta in modo originale e visionario i temi della crisi identitaria\, della decostruzione dei miti e della ricerca di nuove possibilità di convivenza in un contesto segnato da tensioni globali\, crisi valoriali e modelli obsoleti. I pupi\, ora ricoperti di corazze e vesti\, appaiono in preda all’incertezza ma anche sensibili alla necessità di trovare insieme nuove strade e soluzioni che siano capaci di porre fine ai loro perpetui e insensati combattimenti. \nQuesta sezione dedicata all’Opera dei pupi è in dialogo diretto con l’installazione allestita nella sede del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino\, dove Pupi videodrome prosegue la riflessione critica sul tema della guerra. In No War\, di Rosario Perricone\, e Resurrectio\, di Enzo Venezia\, esposte al Pasqualino\, l’immagine del pupo esploso\, squarciato e mutilato evoca un movimento di frantumazione e dissoluzione che allude ad una apocalisse ma\, implicitamente\, anche ad una rinascita\, ad una resurrezione possibile\, alimentando la speranza di un riscatto. Le installazioni contemporanee al Museo dialogano direttamento con i manufatti esposti\, di stile palermitano e catanese\, che si animano in Pupi a 360 gradi di Alessandra Grassi\, film documentario fruibile mediante appositi visori VR che riproduce uno spettacolo integrale dell’Opera dei pupi. \n  \nDopo l’esposizione presso il Museo Scoala de la Piscu\, in Romania\, da marzo a giugno 2025\, Pupi videodrome rivive a Palermo in un nuovo allestimento diffuso che si fa sempre con maggiore forza promotore di pace e dialogo interculturale e invita ad una riflessione critica sul presente attraverso l’arte e il patrimonio immateriale dell’Opera dei pupi. \n____ \nLa mostra a Palazzo Belmonte Riso sarà visitabile fino al 28 novembre 2025\, nei giorni e orari di apertura del Museo regionale d’arte moderna e contemporanea. Per info sugli orari di apertura si rimanda al sito https://www.museoartecontemporanea.it/orari-e-tariffe/ \nL’ingresso alla mostra Pupi videodrome è gratuito.
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SUMMARY:"A UN'ETERNA LUCE" MOSTRA PERSONALE DI ERNESTO MORALES
DESCRIPTION:Morales è reduce dai pregevoli successi di “The beginning and the light” al Rothko Museum\, in Lettonia\, paese natale dell’artista Mark Rothko e di “Tra le ombre dorate del silenzio” grande mostra presso il Museo dell’Opera del Duomo e il Complesso Monumentale di San Domenico di Prato dove le sue opere pittoriche hanno dialogato con i capolavori dei grandi maestri del Rinascimento italiano presenti in raccolta\, tra cui Filippo Lippi\, Donatello\, Paolo Uccello altresì opere di artisti contemporanei della Minimal Art americana degli ’60 e ’70.  \nIn questo appuntamento palermitano l’artista decide di dialogare\, in un anelito al sublime\, con la Cappella normanna\, una delle sedi espositive del Museo Riso: circa una decina di opere delineano un percorso artistico fascinoso e accattivante. Le pitture di Morales\, che ci richiamano alla mente lo spettacolo del cosmo si stagliano sulle pareti di possente pietra dorata della Cappella.  \nLa mostra vuole essere una vera meditazione visiva sulla luce e un omaggio a quella siciliana; questa luce di Sicilia che intrise la pittura del più grande isolano\, Antonello\, e che da sempre è cantata\, descritta\, amata nella sua eccezionalità e nelle sue infinite variazioni\, dai più significativi letterati e poeti di Trinacria: da Jacopo da Lentini a Sciascia\, da Piccolo a Vincenzo Consolo.  \nEd è proprio all’ispirazione a quest’ultimo che si deve il titolo della mostra. Nel breve saggio Paesaggi di Luce\, Consolo scrive: “Luogo di luci\, di incroci o giochi di luce è ad esempio quell’isola del Mediterraneo che si chiama Sicilia”. E nell’appassionata dichiarazione d’amore alla sua terra natìa\, Consolo si definisce “affisso a un’eterna luce“. Condizione che Ernesto Morales riconosce anche come propria\, nel suo innamoramento perenne per la luce\, nell’avere totalmente compenetrato la propria ricerca ad essa. Luce come idea\, luce come principio immateriale\, ma luce anche come sostanza incandescente che dà vita alla pittura stessa. Nel dipingere la presenza della luce\, Ernesto Morales usufruisce di una tecnica assolutamente inedita e di un pigmento da lui stesso formulato\, come un alchimista del colore. È lo stesso Morales a raccontare: “Per me la luce è principio e misura di ogni percezione\, è energia che struttura lo spazio e rivela l’essenza delle forme. Nel mio lavoro\, attraverso il colore e la materia\, cerco di renderla visibile come forza che connette ciò che è tangibile con ciò che trascende la materia\, aprendo uno spazio in cui il visibile e l’invisibile si incontrano. Dipingere la luce significa per me entrare in dialogo con il tempo sospeso\, con la tensione tra presenza e assenza\, tra intensità e silenzio. Il continuo mutare della luce nelle mie opere apre la possibilità di trasformare anche la percezione della realtà: ciò che appare familiare può rivelarsi nuovo\, mostrando rapporti inediti tra spazio\, colore e tempo. In ogni opera cerco di restituire questa forza che unisce l’esperienza sensibile alla dimensione metafisica\, offrendo allo sguardo un percorso che va oltre la superficie\, verso ciò che sfugge ma permane nell’esperienza dell’essere”. \nScrive di lui la curatrice Serena Ribaudo: “L’idea di realizzare una mostra personale di Ernesto Morales qui alla Cappella dell’Incoronata nasce in seguito ad una conversazione tenutasi tra Ernesto e me durante un momento fondamentale del suo percorso artistico\, la sua esposizione al Rothko Museum. In quella circostanza mi tornarono alla mente gli incorruttibili scritti di Mark Rothko che furono per noi motivo di un confronto dialogico da cui fiorirono\, in maniera estremamente bilanciata\, una serie di considerazioni sulla pittura\, sull’arte\, sull’essere artista\, sulla vita\, sulla luce. Scriveva Rothko: “L’arte è per me un evento dello spirito: solo nell’arte lo spirito trova una forma concreta e il senso della sua vivacità o della sua quiete”. Mai avrei potuto trovare parole più acconce per descrivere la mia emozione dinanzi ad un’opera di Ernesto Morales; gli eventi spettacolari\, i frammenti di cosmo si inverano nella sua pittura che ci consegna delle visioni assolute\, delle apparizioni di cromo e di luce di inestinguibile Bellezza. Le sue sono melodie aurorali\, potenti\, da cui guizza il bagliore di fiamma\, si rinovella il segreto di natura”. \nSono previsti dei talk per approfondire l’ opera di Ernesto Morales e il tema della luce. \n  \nBiografia \nErnesto Morales nasce nel 1974 a Montevideo\, in Uruguay\, e inizia il suo percorso artistico a Buenos Aires\, dove vive fino al 2006\, anno in cui si trasferisce in Europa. Dopo un primo periodo a Parigi\, stabilisce il suo studio in Italia\, inizialmente a Roma e\, dal 2011\, a Torino. Negli ultimi venti anni\, la sua ricerca artistica lo ha portato a esporre in musei e gallerie internazionali in Europa\, America e Sud-Est asiatico. Tra il 2009 e il 2025 ha rappresentato istituzionalmente Italia\, Argentina e Uruguay in una serie di importanti esposizioni personali. Tra le mostre più significative degli ultimi anni si annoverano: nel 2019\, la retrospettiva Mindscapes presso il Consolato della Repubblica Argentina a New York; nel 2023\, Come fosse luce\, in dialogo con l’opera di Lucio Fontana\, presso la Fondazione La Crescentina in Piemonte; nel 2025\, The Beginning and the Light al Rothko Museum in Lettonia e Tra le ombre dorate del silenzio presso il Duomo di Prato. Ernesto Morales è stato Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Buenos Aires (2000-2006) e Professore di Pittura presso l’Universidad de Buenos Aires (1999-2006)\, oltre a collaborare come docente in diversi istituti accademici internazionali. È fondatore e co-direttore di Artefora – Centro per l’Arte Contemporanea\, situato tra le colline delle Langhe. \n INFO \nErnesto Morales\nA UN’ETERNA LUCE\na cura di Serena Ribaudo  \nCappella dell’Incoronata > Riso – Museo Regionale di Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\nVia dell’Incoronazione 13\, Palermo  \nVernissage 14 Novembre 2025 ore 18:00\n15 Novembre 2025 | 9 Gennaio 2026 \nOrari: lun-ven 9.00 – 13.00; 14.30 – 17.00; domenica 9.00 – 13.00 Sabato chiuso \nIngresso gratuito \nUFFICIO STAMPA RP/Press – Marcella Russo\nM.+39 349 3999037 | e-mail: press@rp-press.it | www.rp-press.it \n  \n_____________\nSegue locandina
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SUMMARY:“IL SEGNO DEI TRE” RENATO GUTTUSO\, IGNAZIO BUTTITTA\, NINO MAGGIO
DESCRIPTION:“Il segno dei tre” \nRenato Guttuso\, Ignazio Buttitta\, Nino Maggio \nMuseo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo \n29 novembre – 28 dicembre 2025 \nPalermo\, sabato 29 novembre alle ore 17.00 presso la sede del Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea\, Palazzo Belmonte Riso\, si inaugura la mostra “Il segno dei tre” Ignazio Buttitta\, Renato Guttuso\, Nino Maggio\, a cura di Nara Bernardi\, Evelina De Castro\, Salvatore D’Onofrio. \nLa mostra\, finanziata dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana\, rientra nell’ambito delle attività promosse dal Museo per porre in risalto le molteplici articolazioni del Contemporaneo\, in continuità con la programmazione dello scorso anno che\, con la mostra “Oltre Quasimodo. Le 27 gouaches. Sapevo già tutto\, e volli peccare”\, ha presentato il poeta Salvatore Quasimodo\, pittore una tantum.  \n “Proseguiamo nel solco della valorizzazione e della scoperta di opere meno conosciute al grande pubblico\, ma firmate da grandi maestri come Guttuso\, Buttitta\, Maggio – ha detto l’Assessore dei Beni Culturali e Identità Siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato –. Questa mostra rappresenta un’occasione preziosa non solo per visitare il museo\, ma anche per immergersi in un dialogo tra diverse forme d’arte\, pittura\, letteratura\, scultura\, che insieme raccontano la ricchezza della nostra cultura. Conoscere queste opere significa riconoscerne la bellezza\, il valore\, la grandezza”. \n Si consolida il percorso critico del Museo\, volto a indagare i contesti e le relazioni tra arti visive\, poesia e letteratura\, tra artisti\, poeti e critici che hanno caratterizzato il secondo Novecento\, a partire dal titolo della mostra tratto da un fortunato saggio di Umberto Eco e Thomas Sebeok che mutua il “paradigma indiziario” del romanzo giallo come metodo di ricerca tout court volto a valorizzare i dettagli apparentemente trascurabili. A partire dalla presentazione di documenti inediti\, si riflette sull’importanza dell’apparente “dettaglio” rimasto nascosto tra le pieghe di sodalizi intellettuali e affettivi di tre personalità artistiche\, altrimenti ben note e studiate. Il percorso mostra integra i lavori dei tre protagonisti e i diversi generi\, presentando produzioni poco note al largo pubblico o del tutto inedite o anche variazioni autografe ex post dello stesso autore. Sarà l’occasione anche per riflettere sul rapporto tra linguaggio visivo e linguaggio verbale\, letteratura e pratica artistica\, che caratterizza tanta parte della produzione contemporanea. \nEvelina De Castro\, Responsabile del Museo: “Il segno dei tre” prende avvio dall’analisi del momento iniziale della formazione di Renato Guttuso\, attratto da differenti linguaggi creativi\, dalla rappresentazione\, alla poesia\, alle arti visive. Si prevede l’esposizione\, per la prima volta in mostra\, dei quaderni di Renato Guttuso (Bagheria 1911 – Roma 1987) studente liceale\, donati dal pittore alla primogenita di Ignazio Buttitta\, Flora. I quaderni contengono numerosi schizzi e\, in esposizione\, saranno accompagnati da una produzione audiovideo. Saranno esposte anche la Natura morta del 1929 e un’opera grafica\, Girasole\, entrata nella collezione del Museo Riso e qui presentata per la prima volta in relazione al tema linguaggio verbale – linguaggio visivo che costituisce una delle chiavi di lettura del progetto mostra. \n In tal senso si esprime la selezione di opere di Ignazio Buttitta (Bagheria 1899 – 1997)\, alcune sue prime stesure di poesie che saranno presentate con cancellature\, varianti\, note a margine o integrazioni apportate\, a testimonianza del suo intenso lavoro di revisione. Correda l’esposizione un supporto audio e una selezione di documenti. \n La scultura è presente in mostra con una selezione di opere lignee\, alcune inedite\, di Nino Maggio (Sambuca di Sicilia 1924 – Bagheria 2001)\, scultore formatosi\, dopo gli studi nell’Isola\, all’Accademia di Brera a Milano\, divenuta sua città d’elezione. Entrato nella famiglia Buttitta\, sposando Flora\, lo scultore entra in sodalizio con il poeta Ignazio e dalla Lombardia\, dove ha realizzato numerose opere e installazioni\, in dialogo con le correnti astrattiste prima e di arte povera dopo\, decide di tornare in Sicilia\, tra Bagheria e Sambuca\, continuando la sua attività artistica. In mostra\, sculture in legno e opere su carta\, testimonianza di quel delicato equilibrio da lui trovato tra memoria dei dispositivi tecnici della civiltà contadina e le soluzioni ardite di automatismi e macchine complesse”. \n Ha collaborato alla realizzazione della mostra la Fondazione Ignazio Buttitta. \nINFO MUSEO \n29 novembre – 28 dicembre 2025 \nRISO Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea \ncorso Vittorio Emanuele 365 – Palermo \nOrari: da martedì a sabato 9 :00/18:30\ndomenica e festivi 9:00 / 13:00\nUltimo ingresso 30 minuti prima dell’orario di chiusura\nlunedì chiuso\, eccetto i festivi \nInfo e contatti: \nurp.museo.riso.bci@regione.sicilia.it \nwww.museoartecontemporanea.it \nBiglietteria e accoglienza: CoopCulture \n______________\nSegue locandina
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SUMMARY:CAMBIARE LA SCUOLA\, CAMBIARE LA CITTÀ
DESCRIPTION:Cambiare la scuola\, cambiare la città chiama esperti\, attivisti e studiosi a riflettere e portare esperienze sulle potenzialità della scuola come motore di trasformazione sociale e sulla capacità dei laboratori urbani di promuovere processi di rigenerazione e innovazione nelle città esauste. \nIn un’epoca segnata da profonde crisi\, da dispersione scolastica\, disagio giovanile\, marginalizzazione\, la crisi della scuola e della città compromette le risposte alle nuove domande sociali\, al diritto di tutti a un diverso presente. Palermo diventa luogo emblematico da cui avviare una riflessione collettiva per una nuova proposta di scuola\, di città\, di futuro. \nLe giornate si articolano in conversazioni e laboratori tematici\, per offrire uno spazio plurale e far dialogare approcci teorici ed esperienze sul campo\, riflessione ed esercizio pratico. Le #Conversazioni si svolgono nei pomeriggi del 5 e del 6 dicembre. Sono confronti tra esperti su tematiche specifiche. I #Laboratori tematici si svolgono la mattina del 6 dicembre\, sono momenti di partecipazione attiva per approfondire metodologie e tecniche applicabili al proprio contesto. \n___________\nSegue programma \n \n \n \n \n \n 
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SUMMARY:"A UN'ETERNA LUCE" FINISSAGE  E DIALOGO CON L'ARTISTA
DESCRIPTION:A chiusura della mostra personale di Ernesto Morales “A un’ Eterna Luce” a cura di Serena Ribaudo\, e a conferma del significativo riscontro di pubblico e di critica\, la Cappella dell’Incoronata RISO Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea ospita il Finissage e dialogo con l’ artista nella giornata di mercoledì 21 Gennaio alle ore 10\,30.\nInsieme con Ernesto Morales intervengono Evelina De Castro direttrice del RISO\, Marcello Carriero docente di Fenomenologia delle arti contemporanee presso l’ Accademia di Belle Arti di Palermo e Giovanna Filippello docente di Tecniche pittoriche e Cromatologia presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Modera Serena Ribaudo curatrice della mostra.\n \n \nErnesto Morales è reduce dai pregevoli successi di “The beginning and the light” al Rothko Museum\, in Lettonia\, paese natale dell’artista Mark Rothko; e di “Tra le ombre dorate del silenzio” grande mostra presso il Museo dell’Opera del Duomo e il Complesso Monumentale di San Domenico di Prato dove le sue opere pittoriche hanno dialogato con i capolavori dei grandi maestri del Rinascimento italiano presenti in raccolta\, tra cui Filippo Lippi\, Donatello\, Paolo Uccello altresì opere di artisti contemporanei della Minimal Art americana degli ’60 e ’70. \nIn questo appuntamento palermitano alla Cappella dell’ Incoronata\, Morales si è confrontato\, in un percorso di 11 opere\, con la cappella normanna\, una delle più affascinanti sedi del RISO.\nA un’ Eterna Luce è stata una vera meditazione visiva sulla luce ed un omaggio alla luce di Sicilia; questa luce di Sicilia che intrise la pittura del più grande isolano\, Antonello\, e che da sempre è stata cantata\, descritta\, amata nella sua eccezionalità e nelle sue infinite variazioni\, dai più significativi letterati e poeti di Trinacria: da Jacopo da Lentini a Sciascia\, da Piccolo a Vincenzo Consolo. \nEd è proprio all’ ispirazione a quest’ ultimo che si è dovuto il titolo della mostra. Nel breve saggio Paesaggi di Luce\, Consolo scrive: “Luogo di luci\, di incroci o giochi di luce è ad esempio quell’isola del Mediterraneo che si chiama Sicilia”. E nell’appassionata dichiarazione d’amore alla sua terra natìa\, Consolo si definisce “affisso a un’ eterna luce”. Condizione che Ernesto Morales riconosce anche come propria\, nel suo innamoramento perenne per la luce\, nell’avere totalmente compenetrato la propria ricerca ad essa. Luce come idea\, luce come principio immateriale\, ma luce anche come sostanza incandescente che dà vita alla pittura stessa. Nel dipingere la presenza della luce\, Ernesto Morales usufruisce di una tecnica assolutamente inedita e di un pigmento da lui stesso formulato\, come un alchimista del colore. È lo stesso Morales a raccontare il suo rapporto con la luce: “Per me la luce è principio e misura di ogni percezione\, è energia che struttura lo spazio e rivela l’essenza delle forme. Nel mio lavoro\, attraverso il colore e la materia\, cerco di renderla visibile come forza che connette ciò che è tangibile con ciò che trascende la materia\, aprendo uno spazio in cui il visibile e l’invisibile si incontrano. Dipingere la luce significa per me entrare in dialogo con il tempo sospeso\, con la tensione tra presenza e assenza\, tra intensità e silenzio. Il continuo mutare della luce nelle mie opere apre la possibilità di trasformare anche la percezione della realtà: ciò che appare familiare può rivelarsi nuovo\, mostrando rapporti inediti tra spazio\, colore e tempo. In ogni opera cerco di restituire questa forza che unisce l’esperienza sensibile alla dimensione metafisica\, offrendo allo sguardo un percorso che va oltre la superficie\, verso ciò che sfugge ma permane nell’esperienza dell’essere”.\nScrive di lui la curatrice Serena Ribaudo: \n“L’ idea di realizzare una mostra personale di Ernesto Morales qui alla Cappella dell’ Incoronata nasce in seguito ad una conversazione tenutasi tra Ernesto e me durante un momento fondamentale del suo percorso artistico\, la sua esposizione al Rothko Museum.\nIn quella circostanza mi tornarono alla mente gli incorruttibili scritti di Mark Rothko che furono per noi motivo di un confronto dialogico da cui fiorirono\, in maniera estremamente bilanciata\, una serie di considerazioni sulla pittura\, sull’arte\, sull’ essere artista\, sulla vita\, sulla luce. Scriveva Rothko: “L’ arte è per me un evento dello spirito: solo nell’ arte lo spirito trova una forma concreta e il senso della sua vivacità o della sua quiete”.\nMai avrei potuto trovare parole più acconce per descrivere la mia emozione dinanzi ad un’ opera di Ernesto Morales; gli eventi spettacolari\, i frammenti di cosmo si inverano nella sua pittura che ci consegna delle visioni assolute\, delle apparizioni di cromo e di luce di inestinguibile Bellezza. Le sue sono melodie aurorali\, potenti\, da cui guizza il bagliore di fiamma\, si rinovella il segreto di natura”.\n \nFinissage e Talk\nMercoledì 21 Gennaio alle ore 10:30\n \n \nINFO\n \nErnesto Morales\nA UN’ ETERNA LUCE\na cura di Serena Ribaudo \nCappella dell’ Incoronata\nvia dell‘ Incoronazione 13 \nPalermo \n \nUfficio Stampa RP Press
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SUMMARY:DIALOGO CON ATERRATERRA
DESCRIPTION:Museo Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\nPalazzo Belmonte Riso\, Via Vittorio Emanuele n. 365 – Palermo\nmercoledì 28 gennaio 2026 ore 18:00\nConversazioni contemporanee #1\na cura di Diego Mantoan\, cattedra di Storia dell’arte contemporanea\nDipartimento di Scienze Umanistiche\, Università degli Studi di Palermo \nIl Museo Civico di Castelbuono è lieto di presentare Dialogo con Aterraterra al Museo Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo. L’incontro si svolge mercoledì 28 gennaio 2026\, e inaugura un ciclo di conversazioni organizzate dalla cattedra di Storia dell’arte contemporanea del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo\, a cura di Diego Mantoan. Il ciclo prevede momenti di approfondimento con protagonisti della scena artistica nazionale e internazionale.\n \nIl primo appuntamento\, in collaborazione con il Museo Civico di Castelbuono (PA)\, ospitato a RISO – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\, presenta al pubblico il libro Postvarietal Community del duo artistico Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)\, edito da Palermo Publishing\, realizzato nell’ambito di Ecosistemi Connessi. Museo e comunità postvarietali progetto vincitore del PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La conversazione è condotta da Diego Mantoan\, con gli interventi di Evelina De Castro\, Direttrice del Museo Riso\, Laura Barreca\, direttrice del Museo Civico di Castelbuono\, Maria Rosa Sossai\, curatrice del progetto e il duo di artisti Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani).\n \nIl libro include contributi di Laura Barreca\, Aterraterra\, Valentina Bruschi\, Eliza Collin\, Alice Labor\, Anastasia Lobanova e Federico Musciotto\, Ginevra Ludovici\, Institute for Postnatural Studies\, Felice Moramarco e Maria Rosa Sossai (p. 1). Sono raccolti testi critici\, materiali scientifici\, fotografie e documenti delle attività pubbliche che hanno animato l’intero progetto e ampliato il dialogo con comunità\, istituzioni e visitatori: un manifesto di coesistenza in cui il museo diventa parte attiva all’interno di un ecosistema complesso.\n \n\nBIOGRAFIE\nAterraterra è un duo formato da Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani la cui pratica multidisciplinare interseca arte\, agricoltura e scienza. La ricerca di Aterraterra si interroga sulla possibilità di forme di coltivazione e alimentazione critiche nei confronti delle forme di potere e consapevoli del proprio antropocentrismo. I progetti artistici di Aterraterra affrontano questioni relative alle relazioni multispecie\, alle forme di disciplina genetica nell’agricoltura industriale\, alle prospettive post-agricole e post-linguistiche\, al foraging come pratica di resistenza e al limite culturale – sempre mobile – del concetto di commestibilità. Il duo indaga inoltre il difficult heritage delle piante alimentari\, il rapporto tra istituzioni culturali e forme di vita non umane e le trasformazioni ecologiche determinate dai cambiamenti climatici. Tra i lavori\, i workshop e le food performance del duo: Hybridising Scentscapes\, in collaborazione con Eliza Collin\, Design Museum\, Londra; Not From Here: Plant Migrations and Human Narratives\, Museum MMK für Moderne Kunst\, Francoforte\, Someone told us a story about nature and purity\, ZACentrale\, Fondazione Merz\, Palermo\, Foodscape 5\, Photoforum Pasquart\, Biel/Bienne.\n \nDiego Mantoan è professore associato di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Palermo ed è tra gli autori principali di Wikiradio – Le voci della storia su Rai Radio3. Scrive su Burlington Contemporary\, Artribune e doppiozero. Ha collaborato con Biennale di Venezia\, Peggy Guggenheim Collection\, Sigmar Polke Estate\, Julia Stoschek Foundation\, Douglas Gordon studio\, ArtVerona e Museo Mario Rimoldi.\n \nLa mostra Postvarietal Communities di Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)\, a cura di Maria Rosa Sossai\, è in corso al Museo Civico di Castelbuono fino al 1 febbraio 2026.\n \nIniziativa realizzata nell’ambito del progetto Ecosistemi Connessi: Museo e Comunità Post-Varietali del collettivo Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)\, a cura di Maria Rosa Sossai\, vincitore dell’avviso pubblico PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.\n\n \n\n \n\n \nHashtag: #DGCC #CreativitaContemporanea #PAC2024\n\n \n 
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SUMMARY:L'ISOLA DESERTA E ALTRE STORIE DI STEFANIA GALEGATI
DESCRIPTION:“A stare dentro\, il tempo non passa.\nIn quel poco tempo che ho trascorso in carcere l’ho percepito dilatato. Le persone detenute mi hanno ringraziato  perché i progetti artistici non le facevano pensare.\n‘Grazie che così non penso\,  perché qui c’è troppo tempo per pensare’\nC’è però pensare e pensare.\nC’è pensare e ripensare.\nC’è pensare e fare. E a volte sono la stessa cosa.\nE poi c’è tanto\, troppo tempo”.\nStefania Galegati \n  \nDal 2 febbraio al 1 marzo 2026\, il Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo ospita negli spazi della Cappella dell’Incoronata la mostra di Stefania Galegati L’isola deserta e altre storie\, risultato del ciclo di workshop destinato a un gruppo di donne detenute presso la Casa Circondariale Pagliarelli – Antonio Lorusso di Palermo. Condotto dall’artista settimanalmente\, da settembre a marzo 2025\, il progetto è stato realizzato in occasione del progetto Spazio Acrobazie. Laboratorio di produzione e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica\, di cui il Museo Riso è stato partner. \nIl laboratorio è stato immaginato come un viaggio alla scoperta di un’isola deserta\, uno spazio dal tempo sospeso in cui poter ripartire utopicamente da zero\, in cui rimodellare la propria esperienza di vita attraverso l’arte\, la lettura\, la scrittura\, la pittura\, il cucito e la creta come strumenti per ripensare le istituzioni\, le relazioni\, il rapporto con il denaro e con il tempo. Attraverso il gioco del “cosa sarebbe accaduto se”\, l’artista ha chiesto alle partecipanti di interrogandosi sul ruolo svolto dalla famiglia\, dalla scuola\, dallo stesso carcere\, mettendo a disposizione quaderni e “pizzini” in cui raccogliere i propri pensieri\, i sogni\, le paure\, e le cose da cancellare\, o da bruciare attraverso un rituale. Le storie ascoltate sono state restituite attraverso due opere che trasformano in immagini\, narrazioni e scrittura le parole dette.\nIl video L’isola deserta (2026) racconta attraverso la voce narrante di Stefania Galegati i pensieri che hanno attraversato i laboratori\, i dialoghi sul tempo\, sul femminismo\, sulle prigioni nelle\nisole\, sull’acqua troppo calda\, e le frasi che le sono state consegnate\, per liberarsi da pesi e da desideri infranti. “Le sbarre vorrei che diventassero di cioccolato”. \nLa grande tela a forma di isola\, I guai della pentola (li sa il cucchiaio che arrimina)\, 2026\, costruita insieme alle donne detenute\, è stata pensata come un abito da indossare. Il mare dipinto è diventato il fondale dove far galleggiare pesci\, fiori\, alberi\, montagne poi ricoperte dalla scrittura che contiene le memorie e le tante storie emerse. Pace\, solitudine e libertà\, le parole più ricorrenti. Un’isola dove infine poter cambiare abitudini e ritornare nel mondo con un vestito nuovo\, complice l’arte. \n  \nSi ringraziano:\nMaria Luisa Malato\, direttrice Casa Circondariale Pagliarelli – Antonio Lorusso di Palermo.\nSimona Patelmo\, educatrice Casa Circondariale Pagliarelli – Antonio Lorusso di Palermo\nAntonina Vitale\nMaria Cristina Catalano\nMarina Motta\nMartina De Luca\nLoredana Casella\nMaria Francesca Nicotra\nElisabetta Di Mari\nSebastiana Messina\nGiuseppa Pannuccio\nPatrizia Del Popolo\nGalleria FPAC\, Palermo\, Vito Planeta e Angelo Leonardo \nStefania Galegati\nStefania Galegati (Bagnacavallo\, 1973) ha studiato arti visive all’Accademia di Belle Arti di Bologna e a Brera con Alberto Garutti. Ha fatto parte di Via Fiuggi\, un gruppo di giovani artisti che viveva a Milano alla fine degli anni novanta. Lavora con diversi media innestando meccanismi di spostamento semantico nelle cose e nelle persone.\nHa esposto per la prima volta nel 1994 nello spazio milanese Viafarini. Nel 2003 ha vinto l’International Studio Program al PS1 MoMA di New York\, dove ha risieduto sino al 1998. Dal 2008 vive a Palermo. Da una quindicina di anni si appassiona di pedagogia radicale dell’arte cercando di portare le sperimentazioni di esperienze come Counterproduction (associazione che organizza una scuola estiva dal 2015) all’Accademia di Belle Arti di Palermo dove ora insegna pittura. Nel 2024 vince il primo premio BPER di Arte Fiera\, Bologna e il finanziamento della tredicesima edizione dell’Italian Council promosso dal DGCC con cui porta il progetto l’Isola delle Femmine in Indonesia e Tanzania.\n 
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SUMMARY:LE POLVERI DI CARNEVALI DI ERIO CARNEVALI
DESCRIPTION:Palermo\, venerdì 13 marzo 2026\, alle ore 17:00\, presso la Cappella dell’Incoronata\, via Incoronazione 13\, si inaugurerà la mostra “Le Polveri di Carnevali” di Erio Carnevali. \nL’esposizione propone una significativa selezione di lavori recenti di Erio Carnevali\, artista che da decenni conduce una ricerca rigorosa e poetica sul colore\, sulla materia e sulle possibilità percettive della pittura. Le opere in mostra appartengono al ciclo delle “polveri”\, esiti di una pratica pittorica sperimentale che si colloca in continuità con l’astrazione lirica e con una profonda riflessione sul rapporto tra visibile e invisibile\, tra esperienza sensoriale e dimensione mentale. \n“…L’apertura al mistero sembra essere il punto di svolta che le ultime opere di Carnevali ci rivelano perché in esse vi è una sincera ansia di capire il senso segreto di ciò che avviene non nascondendosi più che c’è qualcosa che ci sovrasta e potrebbe aiutarci a capire ed orientarci ad agire. Si osservino attentamente le polveri. Richiamano alla memoria immagini sature di colore una serie di esperienze di cose: per esempio la luce filtrata dalle palpebre quando d’estate ci si rivolge al sole senza altra difesa. I colori si alternano con diversa intensità e si compenetrano con una vis che ha qualcosa di creativo e l’occhio riceve uno stimolo più mentale che visivo. Non sappiamo se vediamo o semplicemente pensiamo il colore e se il nostro ruolo è attivo o passivo. Indubbiamente Carnevali con questi suoi esperimenti indaga il mistero delle coincidenze non alla ingenua ricerca di formule che consentano di tradurre un linguaggio in un altro\, ma per il gusto di attingere al terreno fertile delle Correspondances cantato da Baudelaire.” \nPaolo Portoghesi\nda “Erio Carnevali. Una pittura di polvere”\, Gangemi Editore\, Roma \nErio Carnevali nasce a Modena e avvia la sua carriera artistica all’inizio degli anni Settanta. La sua pittura su tela riprende il filo dell’astrazione lirica\, del colore inteso come risonanza interiore e come spazio di meditazione\, condividendo la filosofia pittorica di grandi maestri quali Kandinskij e Rothko. Parallelamente alla ricerca pittorica\, Carnevali ha trasposto la propria visione artistica nell’ambito dell’arte pubblica e del design\, sperimentando materiali e tecniche quali il mosaico\, il vetro artistico\, la ceramica e la porcellana. Ha collaborato con affermati architetti\, tra cui Paolo Portoghesi\, e i suoi manufatti decorano numerose città. Le sue opere sono presenti in musei\, collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Vanta oltre settanta mostre personali e periodi di studio e ricerca in Italia\, Germania\, Francia e Stati Uniti. \n  \nINFORMAZIONI\nSede espositiva : Cappella dell’Incoronata – Via Incoronazione\, 13 – Palermo\nPeriodo: 13 marzo – 21 aprile 2026\nInaugurazione: 13 marzo 2026\, ore 17:00\nOrari di apertura:\nLunedì – venerdì: ore 9:00 – 13:00\nSabato\, domenica e festivi: chiuso\nIngresso Libero \n___________\nSegue locandina
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SUMMARY:CANTIERE CULTURA E DEL CONTEMPORANEO
DESCRIPTION:PALERMO. Un cantiere non è un luogo ordinato\, ma uno spazio aperto\, attraversato da idee\, visioni\, punti di vista che si confrontano\, a volte si scontrano\, sempre costruiscono. È da questa immagine concreta – il lavoro in corso\, la struttura che prende forma sotto gli occhi di tutti – che nasce “Cantiere Cultura e del Contemporaneo. Idee\, esperienze e visioni sulla società di oggi”\, ciclo di incontri che dal 14 marzo al 2 ottobre a Palermo\, trasformerà il RISO – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea\, in un laboratorio pubblico di pensiero. \nPromosso dal Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana e dal Museo RISO\, prodotto e realizzato da Globart in collaborazione con CoopCulture\, Federalberghi Palermo e Accademia di Belle Arti\, ideato da Roberto Grossi e curato con il direttore del Museo RISO\, Evelina De Castro\, il progetto non si esaurisce in una semplice rassegna di conferenze\, ma costruisce un percorso di confronto sull’esistenza dell’uomo nella società di oggi.  \nAd aprire il percorso\, sabato 14 marzo alle 18\, sarà un confronto che mette insieme\, per la prima volta\, un artista tra i più influenti del Novecento e un regista premio Oscar\, Emilio Isgrò e Giuseppe Tornatore. Discuteranno con lo storico dell’arte Gabriele Simongini (tra i maggiori esperti italiani di Astrattismo)\, su “L’arte al servizio della comunità. Quando la creatività diventa bene comune: l’arte che genera legami e trasformazioni”. Diversità di linguaggi e vedute\, nascita comune in un’Isola che centellina il suo valore ma è molto presente come fonte d’ispirazione: Isgrò e Tornatore porteranno le loro visioni\, esperienze nell’arte\, suggestioni per il futuro. Ingresso libero. \n “Un confronto fattivo tra istituzioni\, direttori di museo\, artisti e curatori sulle diverse sfaccettature del mondo dell’arte contemporanea: per tracciare l’attualità\, interrogarsi sul presente” spiega Mario La Rocca\, dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali. “Nella giornata in cui ricordiamo un archeologo illuminato come Sebastiano Tusa\, RISO presenta un progetto centrato su parola e dialogo. Ciascuno degli incontri porterà voci e esperienze di protagonisti dell’età presente e dei suoi “sintomi” impressi nelle opere della collezione di Riso\, che rappresenta il divenire dell’arte in Sicilia” interviene Evelina De Castro\, direttore di RISO. Un cantiere\, appunto: dove l’arte dialoga con le istituzioni\, con la memoria\, con la responsabilità sociale; dove le domande contano più delle risposte definitive. “Mentre le bombe distruggono e uccidono\, la cultura è un “cantiere” che costruisce\, rigenera e unisce. Un progetto controcorrente nel cuore della Sicilia\, un laboratorio di pensiero e creatività per renderci più consapevoli e costruire\, insieme\, una società migliore” dice l’ideatore della rassegna e manager culturale Roberto Grossi. “Una rassegna di pensiero\, un’elaborazione sull’arte contemporanea: non manufatti in mostra\, ma confronto tra idee” dice il vicesindaco Giampiero Cannella. Partner importante del progetto è Federalberghi Palermo. “La cultura nel turismo non è un abbellimento\, un contorno\, un programma serale per intrattenere chi ha già prenotato. È la ragione per cui qualcuno decide di prenotare. E la cultura fa tornare” interviene il presidente Rosa di Stefano. \nNel secondo appuntamento\, venerdì 17 aprile alle 18\, partendo dalla più alta istituzione dello Stato con l’architetto della Presidenza della Repubblica Alessia Cellitti\, esperta di rapporti istituzionali\, il “Cantiere” si misura con le regole\, le politiche culturali\, il rapporto – spesso delicato – tra libertà creativa e sostegno pubblico esplorando anche le nuove tendenze del mercato. Insieme alla giornalista e curatrice Adriana Polveroni\, direttrice del progetto Arte in Nuvola a Roma\, e\, nell’anno di Gibellina prima capitale italiana dell’Arte contemporanea\, con il suo direttore artistico Andrea Cusumano. Modera Guido Talarico\, direttore di InsideArt sul tema: “Le dinamiche dell’arte contemporanea e il ruolo delle istituzioni. Il talento e le generazioni creative negli ultimi decenni in Italia. L’azione di sostegno pubblico”. \nIl 12 giugno alle 18\, due direttori tra i più importanti musei del mondo – Christian Greco\, direttore del Museo Egizio di Torino\, e Barbara Jatta\, direttrice dei Musei Vaticani – dialogheranno su un tema di grande rilevanza: “L’arte è sempre contemporanea? La memoria e i grandi musei di arte antica e moderna. Tra tutela e innovazione: l’eredità culturale come risorsa per comprendere il nostro tempo”. Per riscoprire\, nella società di oggi\, il valore della cultura e dell’arte che proviene dal passato come materia viva\, tra tutela\, gestione e promozione. Modererà il dibattito Cesare Biasini Selvaggi\, direttore editoriale di Exibart.  \nChiude il ciclo\, venerdì 2 ottobre alle 18\, l’incontro tra lo scrittore e psicoanalista Massimo Ammaniti e il mecenate visionario\, creatore di Fiumara d’Arte e Librino\, Antonio Presti. Discuteranno su “Produzione artistica e accesso alla cultura. Valori e scelte per una società vitale e sana. Tra innovazione\, partecipazione e responsabilità sociale”.  Temi questi fondamentali e stringenti che legano le dinamiche della società ai destini di ogni individuo. Modera Paolo Conti\, editorialista del Corriere della Sera.  \nQuattro incontri\, quattro nodi centrali del nostro tempo. Ma soprattutto un metodo: mettere insieme direttori\, artisti\, curatori\, studiosi per costruire un dialogo alto ma non distante\, radicato in una Sicilia che\, per storia e stratificazioni\, è essa stessa un cantiere permanente di culture. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Perché un cantiere\, per definizione\, è aperto. \nRISO\, Museo d’arte Moderna e Contemporanea \nPALERMO | Palazzo Riso | corso Vittorio Emanuele 365 \n\n\nSabato 14 marzo – “L’arte al servizio della comunità. Quando la creatività diventa bene comune: l’arte che genera legami e trasformazioni”. \n\n\nCon Emilio Isgrò e Giuseppe Tornatore. Modera Gabriele Simongini \n\n\nVenerdì 17 aprile – “Le dinamiche dell’arte contemporanea e il ruolo delle istituzioni. Il talento e le generazioni creative negli ultimi decenni in Italia. L’azione di sostegno pubblico”. \n\n\nCon Alessia Cellitti\, Andrea Cusumano e Adriana Polveroni. Modera Guido Talarico. \n\n\nVenerdì 12 giugno – “L’arte è sempre contemporanea? La memoria e i grandi musei di arte antica e moderna. Tra tutela e innovazione: l’eredità culturale come risorsa per comprendere il nostro tempo”. \n\n\nCon Christian Greco e Barbara Jatta. Modera Cesare Biasini Selvaggi. \n\n\nVenerdì 2 ottobre – “Produzione artistica e accesso alla cultura. Valori e scelte per una società vitale e sana. Tra innovazione\, partecipazione e responsabilità sociale”.  \n\n\nCon Massimo Ammaniti e Antonio Presti. Modera Paolo Conti. \n \ninfo.cantierecultura@gmail.com \n  \nComunicazione e ufficio stampa \n \nSimonetta Trovato | +39.333.5289457 \nsimonettatrovato@gmail.com \nsegreteria@associazioneglobart.it \n  \n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n \n  \n 
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SUMMARY:GLASS-ROOM: ARTE IN TRASPARENZA
DESCRIPTION:Il Riso – Museo Regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo e l’Accademia di Belle Arti di Palermo\, in collaborazione con CoopCulture\, sono lieti di invitarvi alla conferenza stampa di presentazione del progetto\n \nGLASSROOM | Arte in trasparenza\nche si terrà giovedì 19 marzo alle ore 11:30\npresso il Museo Riso di Palermo \nin Via Vittorio Emanuele 365\, Palermo\n \nLa conferenza si svolgerà al piano terra. Coopculture provvederà alla fornitura delle attrezzature tecniche; il Museo assicurerà la disponibilità dei complimenti d’arredo e delle sedute.\nL’incontro sarà occasione per presentare al pubblico e alla stampa un progetto che nasce dal dialogo tra istituzioni culturali e formative\, con l’obiettivo di promuovere nuove prospettive artistiche e valorizzare i linguaggi contemporanei.\nSarà presentato il progetto Staffage di Tindara Azzaro di cui si comunica l’avvenuta installazione della prima opera della serie presso gli spazi espositivi esterni del Museo Riso. L’intervento artistico è ospitato all’interno della vetrina dedicata.\n \nInterverranno:\n\n\nEvelina De Castro\, Direttrice Riso – Museo regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo\n\n\nUmberto De Paola\, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo\n\n\nDaniele Franzella\, Professore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e curatore del progetto Glassroom
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SUMMARY:GLASS-ROOM – Arte in trasparenza
DESCRIPTION:PALERMO. Un “tramonto al contrario” che si pone come un anfitrione nei confronti dello spettatore. Che si ferma\, osserva\, si lascia trasportare in uno spazio senza tempo\, un occhio aperto sulla strada che pare rimandare a qualcosa che si evolve all’interno\, una struttura labirintica\, una piega da va continuamente aperta e percorsa. È il primo intervento di Glass-room – arte in trasparenza\, nuovo progetto proposto da CoopCulture a RISO\, Museo d’arte moderna e contemporanea e all’Accademia di Belle Arti: la vetrina su strada si trasforma in uno spazio espositivo permanente e accessibile ventiquattr’ore su ventiquattro. Il front del RISO ha sempre ospitato interventi creativi – non ultimo “Tra cielo e terra” di Claire Fontaine –  ma per la prima volta è oggetto di un progetto unitario a tappe di tre giovani artisti alle prese con materiali inusuali. La prima a scendere in campo è così Maria Tindara Azzaro [Sant’Agata di Militello\, 1999] che per la vetrina del RISO ha creato “Staffage” un mondo morbido fatto di pieghe\, montagne immaginarie\, stratificazioni modellate in polistirolo e rivestite di tessuti diversi che si dispongono in profondità\, costruendo una scena che è insieme naturale e artificiale\, reale e mentale. Influenzata da Gilles Deleuze  la Azzaro si muove sulla soglia tra dentro e fuori\, materia e percezione\, costruendo un paesaggio da attraversare con lo sguardo prima ancora che con il corpo. La vetrina non mostra più oggetti – scrive Alessandro Pinto nell’introduzione al progetto –  ma ne occulta la presenza: ciò che appare ha soltanto una parvenza di riconoscibilità formale che resta deliberatamente indeterminata. Al centro di “Staffage” – parola tedesca mutuata dal francese estaffage\, “arredo”-  un drappeggio trasparente sospeso come una pioggia o un banco di nebbia interrompe lo sguardo e lo rilancia verso altri rilievi sullo sfondo. La piega diventa struttura dello spazio e del tempo: increspa la superficie\, modula la luce\, trasforma il limite in accesso a una tridimensionalità interiore. \n  \n“La collaborazione tra RISO e Accademia agisce su più fronti: i ragazzi lavorano sulle vetrine che diventano un diaframma tra interno ed esterno\, arte partecipata che entra nel nostro tempo e vive con noi” ha spiegato Evelina de Castro\, direttore del RISO mentre il direttore dell’Accademia di Belle Arti\, Umberto De Paola e il docente di Scultura Daniele Franzella\, sottolineano come questo “sarà un test per i nostri ragazzi: la pratica poietica del fare è collegata allo sperimentare. Per la prima volta sono a contatto con quello che è realmente il sistema dell’arte”. \n  \nDall’Accademia di Belle Arti\, oltre a Maria Tindara Azzaro\, lavoreranno a ruota anche Tony Lombardo (Palermo\,2001) che immaginerà una fabbrica di metamorfosi tra pet shop e wunderkammer; e Aurora Amorelli (Caltanissetta\, 2000) che userà invece la gommapiuma per ideare un luogo dell’ inconscio; cinquanta giorni a testa\, un flusso continuo di opere che cambiano\, si sostituiscono\, si raccontano. CoopCulture sta curando\, oltre alle installazioni\, anche workshop con gli artisti\, laboratori tematici e talk pubblici: ogni opera diventerà così occasione di incontro\, formazione e dialogo. \n  \nUfficio stampa CoopCulture Sicilia > Simonetta Trovato | 333.5289457 \n  \nMaria Tindara Azzaro – Staffage \nMaria Tindara Azzaro trasforma la vetrina del RISO in una finestra su un mondo fatto di montagne immaginarie\, pieghe e stratificazioni. Sagome montuose modellate in polistirolo e rivestite di tessuti diversi si dispongono in profondità\, costruendo una scena che è insieme naturale e artificiale\, reale e mentale. Al centro\, un drappeggio trasparente sospeso come una pioggia o un banco di nebbia interrompe lo sguardo e lo rilancia verso altri rilievi retroilluminati sullo sfondo. La piega diventa struttura dello spazio e del tempo: increspa la superficie\, modula la luce\, trasforma il limite in accesso a una tridimensionalità interiore. Influenzata dal pensiero di Gilles Deleuze\, la Azzaro si muove sulla soglia tra dentro e fuori\, materia e percezione\, costruendo un paesaggio da attraversare con lo sguardo prima ancora che con il corpo. \n  \nMaria Tindara Azzaro è nata nel 1999 a Sant’Agata di Militello\, vive e lavora tra Caronia e Palermo. Ha conseguito il diploma accademico di secondo livello in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Dal 2023 al 2025 ha realizzato il Premio Genio Città di Palermo. Nel 2024 è stata tra gli artisti selezionati dal PNA – Premio nazionale delle Arti. Nel 2025 ha vinto il bando per la residenza d’artista del Verein Dusseldorf Palermo e. V. a Düsseldorf\, e nella stessa città ha seguito l’Erasmus organizzato dall’Accademia di Belle Arti di Palermo. Tra le mostre: 2026 Generazione Sicilia: collezione Elenk’Art a cura di Alessandro Pinto e Sergio Troisi\, per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026\, MAC- Museo di Arte Contemporanea\, Gibellina; 2025 Winter Ausstellung V Ed. curated by Verein Düsseldorf Palermo e V.\, Haus der kunst\, Cantieri Culturali alla Zisa\, Palermo; 2025 Schrecklich/Schön- Patagonisch a cura di Michael Kortländer\, Freibad\, Düsseldorf; 2025 Residenzen-Palermo/Düsseldorf\, Mostra di fine residenza con Inessa Emmer\, a cura di Michael Kortländer\, Verein Düsseldorf Palermo e V. Düsseldorf; 2024 Winterausstellung IV Ed. curated by Verein Düsseldorf Palermo e V.\, Haus der kunst\, Cantieri Culturali alla Zisa\, Palermo; 2025 Con il sole al tramonto a cura di Carlo Corona\, La Siringe\, Palermo; 2024 Zone di libera inflessione – Mostra collettiva a cura di Carlo Corona + Osservatorio Futura\, Torino; 2024 KLASSE 2 – Mostra collettiva a cura di Alessandro Bazan e Daniele Franzella- Verein Düsseldorf Palermo e V. Haus Der kunst\, Cantieri culturali alla Zisa\, Palermo. \n  \nPROSSIME RESIDENZE \nTony Lombardo \nNel suo intervento nella Glass-room\, Tony Lombardo immagina la vetrina come un set\, un market-officina\, una piccola fabbrica di metamorfosi in cui ogni corpo\, umano e animale\, si rompe e si ricompone. Stand in ferro trattato espongono “merci” ibride – museruole\, collari\, protesi\, targhette – sospese tra pet shop e Wunderkammer\, tra cura e controllo. La scena rimanda agli animali che accompagnavano i soldati nei conflitti e ai mutilati di guerra riportati alla vita grazie alle protesi\, evocando la Palermo dei primi del Novecento e una storia industriale e medica quasi dimenticata. Cavi intrecciati\, pareti in legno forato\, neon freddi e una patina monocroma costruiscono un ambiente che sembra un documento d’archivio e allo stesso tempo una visione distopica. Ne nasce una narrazione che incrina i confini tra naturale e artificiale\, organico e sintetico\, abbandono e addomesticamento. \n  \nAurora Amorelli \nIl suo materiale per scelta è la gommapiuma\, organica\, morbida\, inclina a modellarsi: la ricerca di Aurora Amorelli si muove costantemente tra i poli di forma\, materia e spazio\, ogni sua creazione non è che la materializzazione di una visione interiore\, un processo che nasce nella mente per trovare compimento in un corpo plastico\, essenziale a se stesso e al contesto che lo ospita. Negli ultimi anni\, il suo lavoro si è concentrato sul concetto di dualità: la coesistenza di forze opposte che definiscono l’esperienza umana. Interpreta l’identità come il risultato di una stratificazione dinamica tra conscio e inconscio\, due dimensioni inseparabili la cui interazione genera equilibrio anziché conflitto. \n  \nUfficio stampa CoopCulture: Simonetta Trovato | 333 5289457 | \nsimonettatrovato@gmail.com \nComunicazione sito web e social media: Lorenzo Calì\nlorenzo.cali@regione.sicilia.it \n  \n📸 Per i contenuti multimediali\, visita la nostra pagina Facebook: https://www.facebook.com/museorisopalermo/
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SUMMARY:CANTIERE CULTURA E DEL CONTEMPORANEO
DESCRIPTION:CANTIERE CULTURA E DEL CONTEMPORANEO \nIdee\, esperienze e visioni sulla società di oggi \nRiso – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea | 14 marzo > 2 ottobre \nEmilio Isgrò e Giuseppe Tornatore si rincontrano dopo quasi mezzo secolo a Palermo e dialogano sulla responsabilità civile dell’arte. Isgrò annuncia un nuovo lavoro\, voluto da Papa Francesco e confermato da Papa Leone: “cancellare” l’enciclica “Laudato si’” \nPALERMO\, 16 marzo. Emilio Isgrò e Giuseppe Tornatore non si incontravano dal 1979\, da quando il regista aveva diretto la messinscena di “San Rocco legge la lista dei miracoli e degli orrori“\, “processione in versi” di Isgrò alle Orestiadi di Gibellina: allora fu un progetto fortemente richiesto da Ludovico Corrao\, che volle il santo taumaturgo come monito contro ogni guerra.  \nSabato scorso a Palermo\, in un museo Riso gremito di pubblico\, tra curatori\, direttori di museo\, artisti\, docenti di Belle Arti e tantissimi studenti\, i due artisti (anzi\, Tornatore ama autodefinirsi “artigiano di immagini e parole”) si sono rincontrati\, e il loro dialogo pubblico con Gabriele Simongini ha aperto il ciclo di quattro incontri “Cantiere Cultura e del Contemporaneo” ideato da Roberto Grossi e curato con la direttrice del museo\, Evelina de Castro. Sul tavolo un tema enorme come la responsabilità civile dell’artista – “L’arte al servizio della comunità. Quando la creatività diventa bene comune: l’arte che genera legami e trasformazioni” – su cui Isgrò e Tornatore si sono trovati perfettamente d’accordo: l’artista deve far suo il dialogo\, può veramente essere un utensile di pace. La funzione e la responsabilità dell’artista\, in qualsiasi campo egli si muova\, è quella di confrontarsi con uomini e territori\, cercando connessioni. Proprio per questo Emilio Isgrò ha voluto annunciare da Palermo\, l’incarico di papa Leone XIV: poco prima della sua morte\, Papa Francesco aveva chiesto all’artista delle “cancellature” di intervenire sulla sua seconda enciclica “Laudato si’“. Ora papa Leone ha voluto confermare il progetto e Emilio Isgrò si è messo all’opera.   \nINTERVISTA AI DUE ARTISTI \n“Cantiere Cultura e del Contemporaneo. Idee\, esperienze e visioni sulla società di oggi” è un ciclo di incontri che fino al 2 ottobre a Palermo\, trasforma il RISO – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea\, in un laboratorio pubblico di pensiero. Promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana e dal Museo RISO\, prodotto e realizzato da Globart in collaborazione con CoopCulture\, Federalberghi Palermo e Accademia di Belle Arti\, ideato da Roberto Grossi e curato con il direttore del Museo RISO\, Evelina De Castro\, il progetto non si esaurisce in una semplice rassegna di conferenze\, ma costruisce un percorso di confronto sull’esistenza dell’uomo nella società di oggi. Un cantiere\, appunto: dove l’arte dialoga con le istituzioni\, con la memoria\, con la responsabilità sociale. \nIl prossimo appuntamento – venerdì 17 aprile alle 18 – sarà dedicato ad un tema delicato come il ruolo delle istituzioni e il rapporto – spesso delicato – tra libertà creativa e sostegno pubblico. Ne discuteranno l’architetto della Presidenza della Repubblica Alessia Cellitti\, esperta di rapporti istituzionali\, la giornalista e curatrice Adriana Polveroni\, direttrice del progetto Arte in Nuvola a Roma\, e\, nell’anno di Gibellina prima capitale italiana dell’Arte contemporanea\, il suo direttore artistico Andrea Cusumano. Modera Guido Talarico\, direttore di InsideArt. Il progetto proseguirà il 12 giugno con due direttori tra i più importanti musei del mondo\, Christian Greco\, del Museo Egizio di Torino\, e Barbara Jatta\, a capo dei Musei Vaticani in dialogo con Cesare Biasini Selvaggi\, direttore editoriale di Exibart; e venerdì 2 ottobre si chiuderà con lo scrittore e psicoanalista Massimo Ammaniti e il mecenate visionario\, creatore di Fiumara d’Arte e Librino\, Antonio Presti\, in dialogo con Paolo Conti\, editorialista del Corriere della Sera.  \nRISO\, Museo d’arte Moderna e Contemporanea \nPALERMO | Palazzo Riso | corso Vittorio Emanuele 365 \n\n\nVenerdì 17 aprile – “Le dinamiche dell’arte contemporanea e il ruolo delle istituzioni. Il talento e le generazioni creative negli ultimi decenni in Italia. L’azione di sostegno pubblico”. \n\n\nCon Alessia Cellitti\, Andrea Cusumano e Adriana Polveroni. Modera Guido Talarico. \n\n\nVenerdì 12 giugno – “L’arte è sempre contemporanea? La memoria e i grandi musei di arte antica e moderna. Tra tutela e innovazione: l’eredità culturale come risorsa per comprendere il nostro tempo”. \n\n\nCon Christian Greco e Barbara Jatta. Modera Cesare Biasini Selvaggi. \n\n\nVenerdì 2 ottobre – “Produzione artistica e accesso alla cultura. Valori e scelte per una società vitale e sana. Tra innovazione\, partecipazione e responsabilità sociale”.  \n\n\nCon Massimo Ammaniti e Antonio Presti. Modera Paolo Conti. \n—————– \nIdee\, esperienze e visioni sulla società di oggi \nUn ciclo di incontri al \nRiso – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea \nda 14 marzo al 2 ottobre \nIdeato da Roberto Grossi \ne curato con Evelina De Castro \nPALERMO. Un cantiere non è un luogo ordinato\, ma uno spazio aperto\, attraversato da idee\, visioni\, punti di vista che si confrontano\, a volte si scontrano\, sempre costruiscono. È da questa immagine concreta – il lavoro in corso\, la struttura che prende forma sotto gli occhi di tutti – che nasce “Cantiere Cultura e del Contemporaneo. Idee\, esperienze e visioni sulla società di oggi”\, ciclo di incontri che dal 14 marzo al 2 ottobre a Palermo\, trasformerà il RISO – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea\, in un laboratorio pubblico di pensiero. \nPromosso dal Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana e dal Museo RISO\, prodotto e realizzato da Globart in collaborazione con CoopCulture\, Federalberghi Palermo e Accademia di Belle Arti\, ideato da Roberto Grossi e curato con il direttore del Museo RISO\, Evelina De Castro\, il progetto non si esaurisce in una semplice rassegna di conferenze\, ma costruisce un percorso di confronto sull’esistenza dell’uomo nella società di oggi. Un cantiere\, appunto: dove l’arte dialoga con le istituzioni\, con la memoria\, con la responsabilità sociale; dove le domande contano più delle risposte definitive. E in un cantiere servono maestri d’opera. \nNon a caso il progetto è stato proposto e viene realizzato a Palermo in Sicilia\, per la sua storia straordinaria ed unica di incontri tra culture ed identità diverse\, contaminazioni di arte e produzione creativa\, in un percorso continuo di bellezza e trasformazione.  \nAd aprire il percorso\, sabato 14 marzo alle 18\, sarà un confronto che mette insieme\, per la prima volta\, un artista tra i più influenti del Novecento e un regista premio Oscar\, Emilio Isgrò e Giuseppe Tornatore. Discuteranno con lo storico dell’arte Gabriele Simongini (tra i maggiori esperti italiani di Astrattismo)\, su “L’arte al servizio della comunità. Quando la creatività diventa bene comune: l’arte che genera legami e trasformazioni”. Diversità di linguaggi e vedute\, nascita comune in un’Isola che centellina il suo valore ma è molto presente come fonte d’ispirazione: Isgrò e Tornatore porteranno le loro visioni\, esperienze nell’arte\, suggestioni per il futuro.  \nNel secondo appuntamento\, venerdì 17 aprile alle 18\, partendo dalla più alta istituzione dello Stato con l’architetto della Presidenza della Repubblica Alessia Cellitti\, esperta di rapporti istituzionali\, il “Cantiere” si misura con le regole\, le politiche culturali\, il rapporto – spesso delicato – tra libertà creativa e sostegno pubblico esplorando anche le nuove tendenze del mercato. Insieme alla giornalista e curatrice Adriana Polveroni\, direttrice del progetto Arte in Nuvola a Roma\, e\, nell’anno di Gibellina prima capitale italiana dell’Arte contemporanea\, con il suo direttore artistico Andrea Cusumano. Modera Guido Talarico\, direttore di InsideArt sul tema: “Le dinamiche dell’arte contemporanea e il ruolo delle istituzioni. Il talento e le generazioni creative negli ultimi decenni in Italia. L’azione di sostegno pubblico”. \nIl 12 giugno alle 18\, due direttori tra i più importanti musei del mondo – Christian Greco\, direttore del Museo Egizio di Torino\, e Barbara Jatta\, direttrice dei Musei Vaticani – dialogheranno su un tema di grande rilevanza: “L’arte è sempre contemporanea? La memoria e i grandi musei di arte antica e moderna. Tra tutela e innovazione: l’eredità culturale come risorsa per comprendere il nostro tempo”. Per riscoprire\, nella società di oggi\, il valore della cultura e dell’arte che proviene dal passato come materia viva\, tra tutela\, gestione e promozione. Modererà il dibattito Cesare Biasini Selvaggi\, direttore editoriale di Exibart.  \nChiude il ciclo\, venerdì 2 ottobre alle 18\, l’incontro tra lo scrittore e psicoanalista Massimo Ammaniti e il mecenate visionario\, creatore di Fiumara d’Arte e Librino\, Antonio Presti. Discuteranno su “Produzione artistica e accesso alla cultura. Valori e scelte per una società vitale e sana. Tra innovazione\, partecipazione e responsabilità sociale”.  Temi questi fondamentali e stringenti che legano le dinamiche della società ai destini di ogni individuo. Modera Paolo Conti\, editorialista del Corriere della Sera.  \nQuattro incontri\, quattro nodi centrali del nostro tempo. Ma soprattutto un metodo: mettere insieme direttori\, artisti\, curatori\, studiosi per costruire un dialogo alto ma non distante\, radicato in una Sicilia che\, per storia e stratificazioni\, è essa stessa un cantiere permanente di culture. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Perché un cantiere\, per definizione\, è aperto. \nRISO\, Museo d’arte Moderna e Contemporanea \nPALERMO | Palazzo Riso | corso Vittorio Emanuele 365 \n\n\nSabato 14 marzo – “L’arte al servizio della comunità. Quando la creatività diventa bene comune: l’arte che genera legami e trasformazioni”. \n\n\nCon Emilio Isgrò e Giuseppe Tornatore. Modera Gabriele Simongini \n\n\nVenerdì 17 aprile – “Le dinamiche dell’arte contemporanea e il ruolo delle istituzioni. Il talento e le generazioni creative negli ultimi decenni in Italia. L’azione di sostegno pubblico”. \n\n\nCon Alessia Cellitti\, Andrea Cusumano e Adriana Polveroni. Modera Guido Talarico. \n\n\nVenerdì 12 giugno – “L’arte è sempre contemporanea? La memoria e i grandi musei di arte antica e moderna. Tra tutela e innovazione: l’eredità culturale come risorsa per comprendere il nostro tempo”. \n\n\nCon Christian Greco e Barbara Jatta. Modera Cesare Biasini Selvaggi. \n\n\nVenerdì 2 ottobre – “Produzione artistica e accesso alla cultura. Valori e scelte per una società vitale e sana. Tra innovazione\, partecipazione e responsabilità sociale”.  \n\n\nCon Massimo Ammaniti e Antonio Presti. Modera Paolo Conti. \n  \ninfo.cantierecultura@gmail.com \n  \nComunicazione e ufficio stampa \n \nSimonetta Trovato | +39.333.5289457 \nsimonettatrovato@gmail.com \nsegreteria@associazioneglobart.it
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SUMMARY:Lucía Vallejo Garay POWER AND EMPTINESS a cura di Hervé Mikaeloff
DESCRIPTION:Lucía Vallejo Garay\nPOWER AND EMPTINESS\na cura di Hervé Mikaeloff \nPalermo – Cappella dell’Incoronata\nRiso\, Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea \nVilla Igiea \n16 maggio – 15 giugno 2026 \nPresentazione alla stampa \nGiovedì 14 maggio ore 18\,00\nPalermo\, Villa Igiea – Salita Belmonte\, 43 \nOpening istituzionale\nVenerdì 15 maggio ore 18\,00\nPalermo\, Cappella dell’Incoronata\, Via dell’Incoronazione\, 13 \nIl Museo Regionale d’arte Moderna e Contemporanea ospita\, dal 15 maggio al 15 giugno 2026\, presso la Cappella dell’Incoronata di Palermo\, la mostra curata da Hervé Mikaeloff “Power and Emptiness” prima personale in Sicilia della scultrice spagnola Lucía Vallejo Garay che nei suoi lavori indaga il lato oscuro del potere come trappola di vita. \nLa mostra raccoglie le suggestioni legate alla ricorrenza\, nel 2027\, dell’Anno Europeo dei Normanni\, trovando il sostegno del Governo di Spagna\, Ministero della Cultura\, dell’Oficina Cultural dell’Ambasciata di Spagna in Italia\, dell’Istituto Cervantes di Palermo. \nLa scelta del luogo della mostra da parte di Hervé Mikaeloff si lega\, infatti\, alla narrazione leggendaria della incoronazione dei sovrani normanni nel sito medievale della Cappella dell’Incoronata. \n(Madrid / Palermo) L’oro come promessa e come trappola. Come luce divina e come peso insopportabile. Lucía Vallejo Garay (Bilbao\, 1975) trasforma lo spazio intriso di storia\, potere e simbolismo nel palcoscenico di una riflessione contemporanea sull’ambivalenza del potere e sul vuoto che esso può celare. Il progetto nasce dal fascino di Vallejo per i re normanni\, figure storiche capaci di unire culture latina\, islamica e bizantina\, trasformando il potere in convivenza culturale\, ricchezza estetica e raffinatezza simbolica. Questa eredità si materializza nell’installazione centrale\, The Golden Ceiling\, reinterpretazione contemporanea delle volte dorate della Cappella Palatina. Sospeso sopra lo spettatore\, il metallo dorato non illumina ma mette a confronto: uno splendore che contiene insieme gloria e peso\, richiamando la dualità dell’oro come simbolo divino di Dio e come rappresentazione più terrena del denaro. \nIl percorso prosegue con opere che evocano l’oro nel suo stato più primordiale come materia prima del potere\, spogliata di artifici — a ricordare che ogni grandezza nasce da ciò che è essenziale e tangibile. Il pezzo principale dell’installazione si ispira a La madre dell’ucciso dell’artista italiano Francesco Ciusa\, che colpì profondamente la scultrice per la rappresentazione del dolore di una madre che ha perso il figlio a causa della violenza scatenata dalle lotte di potere. L’opera presentata a Palermo riflette la tensione tra vicinanza al potere e perdita personale\, evocando come la complicità con il potere possa privarci di ciò che più amiamo. \nVallejo gioca con la dualità tra apparenza e realtà: un’opera sospesa rivela i due lati del metallo dorato — uno brillante\, l’altro opaco e cavo — invitando a riflettere sull’ammirazione cieca per lo splendore e sulle maschere del potere. Materiali umili come legno\, juta e canapa dialogano con finiture metalliche dorate\, creando una tensione tra luminosità e fragilità\, ambizione e vulnerabilità\, luce e l’ombra che inevitabilmente accompagna la gloria. \nNella Loggia\, elementi circolari in vetro di Murano fusi con tessuto offrono un epilogo visivo: il tessuto\, segnato dal vetro\, lascia tracce di cenere che evocano fragilità e il passare del tempo. Disposte a forma di corona\, queste opere invitano all’introspezione: cosa si perde nel cammino verso l’ambizione\, il successo o il potere? Cosa rimane quando il traguardo materiale non è più sufficiente? «Il mio lavoro trasmette le mie ferite\, la mia memoria e i miei sentimenti in modo spontaneo. Lavoro con tessuti e vetro\, ma ora mi sto concentrando su quest’ultimo perché ha una componente magica e sfidante — non fa ciò che voglio. Ho con lui un rapporto di amore-odio»\, spiega l’artista. \n“Power and Emptiness si sviluppa come un viaggio tra splendore e vuoto\, gloria e silenzio — un promemoria del fatto che il potere può tanto abbagliare quanto imprigionare. Vallejo trasforma l’oro in uno specchio della nostra ambizione e di ciò che\, nella sua assenza\, rivela la vera essenza di chi siamo.” Si tratta della seconda mostra in cui collabora con Hervé Mikaeloff\, consulente d’arte indipendente e curatore per il gruppo Louis Vuitton Moët Hennessy (LVMH). Mikaeloff ricorda di aver scoperto «una delle mostre più impressionanti che abbia mai visto» quando incontrò il lavoro della scultrice in Our Cages\, Our Thoughts\, installata al Lazareto di Minorca. Per Mikaeloff\, l’incontro con il lavoro di Lucía fu «uno shock»\, descrivendo l’artista come una sorta di «alchimista davvero capace di far dialogare materiali come vetro e tessuto». In Power and Emptiness\, afferma\, i visitatori si immergeranno in una mostra di arte contemporanea che\, oltre alla sua bellezza\, è profondamente connessa alla storia grazie agli «strati su strati di storia accumulati a Palermo». \nVilla Igiea ospita una selezione di lavori dell’artista allestiti negli spazi comuni dello storico albergo\, scrigno del Liberty in Sicilia\, un ulteriore prestigioso richiamo internazionale alla Mostra della Cappella dell’Incoronata. Villa Igiea\, Rocco Forte Hotels\, è partner espositivo del progetto e sede del cocktail preview riservato a stampa e VIP. \n\nINFO\nTitolo: Power and Emptiness\nCuratela: Hervé Mikaeloff \nSedi:\nCappella dell’Incoronata\, Via dell’Incoronazione\, 13 – Palermo\nVilla Igiea\, Rocco Forte Hotels\, Salita Belmonte 43 – Palermo \nDate:\n16 maggio – 15 giugno 2026 \nInaugurazione:\n15 maggio ore 18:00 \nOrari:\ndal lunedì al venerdì\, 9:00 – 13:00\nVisite su appuntamento per gruppi e istituzioni \nPromossa da:\nAssessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana\, Museo Riso \nPatrocini Con il Patrocinio di:\nGoverno Spagnolo\, Ministero della Cultura – Officina Culturale spagnola presso l’Ambasciata di Spagna a Roma \nCon il Sostegno di:\nIstituto Cervantes di Palermo\, Fondazione Sicilia \nPartners tecnici:\nVilla Igiea\, Rocco Forte Hotels – Planeta Wines \nMedia Partner:\nI love Sicilia \nUfficio stampa\nMarta Suárez\nTel: (+34) 610987241\nEmail: marta_sso@yahoo.es \nFotografie di Lucía Vallejo e Hervé Mikaeloff\nCredits: Jaime Partearroy \nCoordinamento Mostra e Promozione\nMLC Comunicazione\nMaria Letizia Cassata / Chiara Lodato\nTel. (+39) 3389701502 / (+39) 329 795 6778\nEmail: mlc.comunicazione@gmail.com \n\nIniziativa organizzata da \nStand Florio ETS\nVia Messina Marine\, 40 – 90123 Palermo\nTel. 091 730 8360 – 351 570 2022\nEmail: associazione@standflorio.it
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SUMMARY:I CATALANO 1893 – 2026   LA MACCHINA DELL’ARTE Un secolo di creatività attraverso tre generazioni
DESCRIPTION:Cento anni di storia\, tre sguardi diversi\, un’unica pulsione creativa si incontrano a Palermo per celebrare un percorso artistico lungo più di un secolo. Apre al pubblico la mostra I Catalano 1893 – 2026. La Macchina dell’Arte\, un itinerario espositivo – ospitato presso il Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea e organizzato dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana – che celebra l’essenza di una famiglia che ha fatto dell’espressione visiva il proprio fil rouge esistenziale. \nQuesto racconto prende vita il 28 maggio attraverso un doppio appuntamento che ne riflette l’anima. \nSi comincia alle 17\,30 a Palazzetto Agnello (via dell’Incoronazione)\, dove Palermo accoglie per la prima volta un micro museo della grafica che ripropone l’eredità della storica “Stamperia d’Arte al Borgo”. Lo spazio nasce grazie ai materiali d’archivio e ai torchi d’epoca generosamente donati da Maurilio Catalano. Questa apertura anticiperà l’inaugurazione ufficiale della mostra\, prevista per le 18\,30 a Palazzo Belmonte Riso (via Vittorio Emanuele\, 365). \nUn viaggio che si snoda come un dialogo transgenerazionale attraverso un secolo di arte italiana\, trovando il proprio baricentro nel rigore poetico di Eustachio Catalano\, capostipite e figura centrale del Novecento. La sua opera mette in luce la peculiare sensibilità di un tratto capace di fondere il post-impressionismo con una solida struttura compositiva: un segno mai casuale\, ma strumento di indagine della realtà e dell’anima\, dove la luce diventa protagonista assoluta nel descrivere paesaggi e volti con un’eleganza sobria e senza tempo. \nDal silenzio contemplativo di Eustachio\, la “macchina dell’arte” accelera e si trasforma nell’energia vitale di Maurilio Catalano. Qui l’esposizione esplode in una profluvio di colori vibranti e simboli metafisici. Il Mediterraneo emerge prepotente attraverso le sue iconiche barchette\, le fiocine e gli strumenti della pesca\, che perdono la loro funzione pratica per farsi icone pop di un’appartenenza ancestrale. La pittura di Maurilio agisce come un ponte tra terra e mare\, trasformando l’oggetto d’uso in un feticcio poetico e universale\, denso di una materia cromatica che sembra pulsare sotto gli occhi dell’osservatore. \nIl percorso trova infine la sua evoluzione contemporanea nella visione di Chiara Catalano\, che porta l’eredità di famiglia oltre i confini della tela e anche del paese. Per Chiara\, l’arte abbandona la staticità della cornice trasformandosi in un’esperienza quotidiana e tattile. La tradizione pittorica dei Catalano incontra l’immaginario pop protagonista di una collezione dove il design si intreccia alla narrazione. È la chiusura di un cerchio perfetto: l’opera non è più solo oggetto di contemplazione\, ma diventa un elemento vivo che abita il quotidiano\, adattandosi alle forme del corpo e portando la storia dei Catalano nel movimento della vita moderna.  \nSull’importanza di questo progetto interviene l’Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana\, Francesco Scarpinato: “Con la mostra dedicata ai Catalano\, l’Assessorato celebra un eccezionale percorso narrativo che mette tre generazioni di artisti a confronto. Non si tratta solo di un’esposizione\, ma di un dialogo vibrante tra passato\, presente e futuro: un filo rosso che lega la memoria storica alle visioni contemporanee\, offrendo uno spettacolo unico del panorama artistico siciliano. Questo evento incarna la missione del nostro Assessorato: custodire l’identità siciliana come materia viva che si rigenera. Vedere tre generazioni dialogare ci permette di mostrare una Sicilia capace di innovare restando fedele alle proprie radici\, trasformando il talento individuale in un patrimonio collettivo che è\, allo stesso tempo\, eredità e promessa per il domani”.  \nQuesta evoluzione non procede per compartimenti stagni: l’allestimento rinuncia infatti alla rigidità delle sezioni cronologiche per favorire un’esposizione fluida. Le opere dei tre artisti convivono e dialogano costantemente attraverso trame di corrispondenze — una risonanza cromatica\, un’affinità tematica o la persistenza di un oggetto — che accostano i lavori di generazioni diverse per evidenziarne\, in un unico sguardo\, la profonda continuità e l’inevitabile metamorfosi del segno. \nA definire il perimetro critico dell’esposizione è la direzione stessa del Museo: ‘’La mostra interpreta la linea curatoriale di Riso\, impegnato – dice Evelina De Castro\, alla guida del Museo – a dare senso al concetto di arte contemporanea nei termini di continuità di produzione culturale che in ogni epoca consegna il presente al futuro. Fin dal titolo la mostra propone un itinerario attraverso il susseguirsi delle importanti stagioni artistiche di Palermo\, interpretate dalla dinastia dei Catalano\, proposti in mostra non esclusivamente come artisti\, essendo ben noti\, ma come animatori di una ampia articolazione di molteplici settori della cultura e della sua produzione e comunicazione\, così da estendere il raggio di attenzione dall’artista al contesto\, ove si evidenzia la modernità dei Catalano’’. \nProprio questa visione di continuità poggia su un gesto che unisce memoria familiare e bene comune: la volontà dei Catalano di rendere collettivo un patrimonio di affetti e saperi. La nuova vita data ai torchi d’epoca e ai materiali storici della stamperia\, oggi fruibili dal pubblico grazie alla sinergia con l’Assessorato e il Museo Riso\, trasforma così il ricordo privato in una risorsa culturale permanente. Questi strumenti – ora ospitati permanentemente all’interno del micro museo di via dell’Incoronazione – debitamente ricollocati\, ricreeranno l’ambientazione originale di quella che fu la prima stamperia d’arte di Palermo. Nata – negli Anni ’70 – dalla volontà di giovani artisti e diretta nel tempo da Maurilio Catalano\, l’officina non era solo un luogo di produzione\, ma un punto di ritrovo per intellettuali e collezionisti. A essa va il merito di aver democratizzato l’arte attraverso la realizzazione del multiplo\, consentendo a un vasto pubblico di possedere opere autentiche e firmate. \nUn passaggio di testimone\, dai torchi storici al design contemporaneo\, che rivela l’anima profonda di una famiglia che ha scelto di abitare l’arte come una dimora comune. È proprio questa dimensione di vicinanza affettiva\, prima ancora che stilistica\, a essere colta da Enzo Venezia – curatore dell’allestimento insieme a Ignazio Lo Manto – il quale scorge nel percorso espositivo non tanto un distacco temporale\, quanto una continuità sentimentale: “Tre generazioni non a confronto\, ma una accanto all’altra. Ognuna in un suo posto di connivenza con gli altri. Pur appartenenti a epoche diverse\, tutti e tre sempre con la stessa voglia di narrazione\, con la stessa volontà di testimoniare emozioni\, raccontare aspetti della vita. Questa mostra\, ancor prima di essere una mostra di opere\, è la manifestazione di una complicità\, di un rapporto\, di un’intesa profonda tra i componenti di una famiglia: ed è proprio questo\, che è un valore in sé\, il vero soggetto di questa mostra. La rappresentazione di un modo di vivere\, di amare l’arte\, intesa come un compito da tramandare da padre in figlio\, come un principio di buon insegnamento\, una missione da compiere”.  \nQuesta “missione” di famiglia ha finito per influenzare non solo chi l’ha vissuta dall’interno\, ma anche chi\, da osservatore esterno\, ne ha assorbito l’immaginario e la forza evocativa. Lo scrittore Gaetano Savatteri restituisce perfettamente il senso di questo impatto culturale\, ricordando come il mondo dei Catalano sia stato capace di ridefinire persino i confini geografici e sensoriali della Sicilia: “Ho scoperto il mare con Maurilio Catalano. Può sembrare un paradosso\, ma suona bene. Il mare\, in realtà\, lo conoscevo. E sapevo anche di Maurilio\, della sua galleria “Arte al Borgo” dove quasi giornalmente passava Leonardo Sciascia. Ma per me\, ragazzo di Racalmuto\, sia il mare che la galleria di Maurilio erano echi lontani\, riverberi di una realtà vissuta per sentito dire. Per un ragazzo di un paese dell’interno\, il mare era miraggio e spavento\, abbaglio e seduzione\, una costa difficile da raggiungere e sentire propria. La galleria di Maurilio era invece nel cuore di Palermo\, frequentata da artisti e intellettuali\, troppo distante dal mondo di uno studente della provincia di Agrigento”.  \nUn’eco di rimandi tra arte e vita sottolineata anche da Franca Soncini – storica firma della comunicazione e considerata ‘’l’intellettuale delle pubbliche relazioni” – che analizza il peso e il fascino di un’eredità così densa\, osservando come il destino di chi cresce tra un nonno e un padre artisti possa oscillare solo tra la ribellione totale o la prosecuzione di quel cammino sotto nuove forme. Proprio in questa tensione\, Soncini rintraccia l’originalità dell’ultima generazione dei Catalano\, capace di far “camminare” l’arte fuori dalle gallerie: ‘’La ribellione ha trovato il suo spazio perché\, anziché limitarsi a riempire le tele\, l’arte ha scelto di vestire la quotidianità\, trasformando pezzi dell’abbigliamento in opere di rara unicità. Sono dipinti che camminano per le strade del mondo\, da New York a Tokyo\, da Los Angeles a Milano: ovunque è possibile imbattersi in donne e uomini che indossano queste creazioni\, portando il colore e la storia dei Catalano nel movimento della vita contemporanea”. Questa visione conferma come la moda e l’arte siano fenomeni culturali complessi e intrecciati\, capaci di riflettere i cambiamenti della società e di trasformare l’opera in un elemento vivo e tattile. \nL’esposizione convergerà in una pubblicazione dove la lettura critica di Aldo Gerbino dialoga con gli interventi di Soncini\, Venezia\, Savatteri\, De Castro e Luciana Giunta\, delineando il profilo corale di un vissuto artistico in perenne divenire. \nTitolo: I Catalano 1893 – 2026 . La Macchina dell’Arte\nSede: Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea – Via Vittorio Emanuele 365\nFino a: 28 giugno 2026\nOrari: Da martedì a sabato dalle 9 alle 18\,30 – Domenica e festivi dalle 9 alle 13 \nIngresso: Libero \nNote: \nEustachio Catalano (1902-1975): Figura centrale del Novecento pittorico siciliano\, noto per i suoi ritratti e paesaggi soffusi di una luce intima. Artista molto apprezzato nel suo tempo\, è stato più volte invitato alla Biennale di Venezia\, è stato pure direttore della Accademia di Belle Arti di Palermo. \nMaurilio Catalano: Noto per il suo legame indissolubile con il mare e la Sicilia\, le sue opere sono caratterizzate da un cromatismo audace e un’iconografia pop-mediterranea. Ha diretto la galleria Arte Al Borgo e la stamperia d’arte annessa. \nChiara Catalano: Designer e artista\, ha saputo coniugare la tradizione pittorica di famiglia con il design e il fashion\, creando collezioni che fondono artigianato e visione artistica. \nAddetto Stampa Fondazione Catalano\nViviana Cinque\n \n  \n_________\nSegue locandina
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SUMMARY:Warhol\, Arman\, Rotella: a Palermo il grande racconto dell’immagine consumata
DESCRIPTION:Ottanta opere mettono in dialogo Pop Art e Nouveau Réalisme nella mostra curata da Alberto Fiz con Edoardo Falcioni \nPalermo\, 11 giugno 2026 – Un inedito confronto tra Andy Warhol\, Arman e Mimmo Rotella che mette in dialogo Pop Art americana e Nouveau Réalisme. È stata presentata stamattina all’Albergo dei Poveri di Palermo – struttura settecentesca che amplia gli spazi espositivi del Museo Riso – la mostra La forma consumata. Arman\, Rotella\, Warhol che sviluppa una lettura attuale sul destino dell’oggetto e dell’icona nella cultura visiva contemporanea. L’esposizione resterà aperta sino al 27 dicembre 2026.  \n      Promossa dal Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e realizzata da RISO – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo con Bottega Creativa\, la mostra\, curata da Alberto Fiz con la collaborazione di Edoardo Falcioni\, riunisce 81 opere tra il 1954 e il 2004 provenienti da collezioni private: 35 lavori di Warhol\, tra acrilici e serigrafie su carta e tela\, inclusi esemplari unici come Hammer & Sickle (1977); 18 accumulazioni e sculture di Arman; 27 opere di Rotella tra décollage\, artypo e riporti fotografici; e Rejected Flowers\, accumulazione di serigrafia su carta realizzata a quattro mani da Arman e Warhol nel 1970. \n    Il Real Albergo dei Poveri – dove è stato appena completato un intervento di musealizzazione innovativo che amplifica gli spazi pur salvaguardando la storicità dell’edificio – ospita quindi una riflessione sul consumo dell’immagine nella società contemporanea\, mettendo in relazione tre figure centrali del secondo Novecento che\, con linguaggi autonomi\, hanno indagato il rapporto tra oggetto\, icona\, riproducibilità e comunicazione di massa. \n     Con un allestimento aperto a rimandi e contrasti\, la rassegna supera la scansione cronologica e privilegia il dialogo tra opere attraverso otto nuclei tematici: Ritratti introduce identità e autorappresentazione con l’Autoritratto di Warhol (1977)\, i ritratti di Arman eseguiti da Warhol e l’Autoritratto napoleonico di Rotella; Riproducibilità affronta\, invece\, la serializzazione dell’immagine con Mao della Reversal Series di Warhol\, In Favor of Admission\, Bird of Paradise realizzati da Arman e Assemblage San Pellegrino\, un artypo di Rotella\, dove immagine e oggetto si moltiplicano. Con Politica e Marilyn il percorso indaga l’immaginario collettivo: da Uniti a Dux di Rotella\, da Hammer & Sickle a Electric Chair di Warhol\, fino al confronto tra le Marilyn dell’artista americano e quelle di Rotella\, emerge una riflessione sulla costruzione mediatica di potere\, trauma e mito. \n      Celebrities\, Sovrapposizioni e Materie ampliano poi il discorso con figure iconiche\, immagini stratificate e materiali residuali: da Mick Jagger\, James Dean e Alessandro Magno di Warhol ai décollage e artypo di Rotella\, fino alle Impronte di Arman e a Untitled\, il violino sezionato e congelato nella resina. Il nucleo conclusivo\, intitolato Con tutto\, mette in relazione L’Auto Perfetta di Rotella\, Violoncello di Arman e il dialogo tra un décollage del 1961 e un’opera di Warhol dove compare la scritta “Pentiti e non peccare più”\, a testimonianza di come consumo\, memoria\, immagine e tensione spirituale si sovrappongono. \n      Nel confronto tra accumulazione\, décollage\, appropriazione e ripetizione seriale\, La forma consumata offre una prospettiva inedita su tre protagonisti del secondo Novecento e una chiave di lettura particolarmente attuale sulla civiltà mediatica\, richiamando il pensiero di Pierre Restany\, fondatore nel 1960 del Nouveau Réalisme\, esperienza a cui parteciparono\, tra gli altri\, Arman e Rotella che si potrebbe considerare come la risposta europea alla Pop Art americana. \n       La rassegna è accompagnata da una serie di ritratti di Arman\, Rotella e Warhol realizzati da Fabrizio Garghetti\, storico fotografo milanese che con i suoi scatti ha documentato l’arte e alcuni dei suoi maggiori protagonisti dagli anni Settanta a oggi. Questi gli orari espositivi: da martedì a venerdì 9:00-18:00\, ultimo ingresso 17.30; sabato\, domenica e festivi 9:00 – 13:00\, ultimo ingresso 12:30\, lunedì chiusura settimanale. Fino al 30 giugno\, la mostra sarà aperta alla città gratuitamente\, poi è previsto un ticket: intero 8\,00 euro – ridotto 4\,00 euro. \n Ufficio stampa nazionale\nFabrizio Kühne cell. 339 83 83 413 e Brunella Bianchi cell. 331 26 30 029 \nE-mail: comunicazione@fabriziokuhne.com\n \nUfficio stampa regionale\nSimonetta Trovato cell. 333 528 9457 \nE-mail: simonettatrovato@gmail.com
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SUMMARY:CANTIERE CULTURA E DEL CONTEMPORANEO
DESCRIPTION:Idee\, esperienze e visioni sulla società di oggi\nPALERMO | Riso – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea | \n  \nVENERDÌ 12 giugno\, alle 17:30\nL’arte è sempre contemporanea? La memoria e i grandi musei di arte antica e moderna.\nTra tutela e innovazione: l’eredità culturale come risorsa per comprendere il nostro tempo \nDialogo tra Christian Greco\, direttore del Museo Egizio di Torino\, e Francesca Cappelletti\, direttrice della Galleria Borghese di Roma \n  \nPALERMO\, 29 maggio. Due musei che negli ultimi anni hanno cambiato radicalmente il loro modo di raccontare il patrimonio culturale\, trasformandosi da contenitori di straordinarie collezioni\, in luoghi vivi di ricerca\, divulgazione e confronto con il presente. Il Museo Egizio e la Galleria Borghese sono oggi considerati esperienze avanzate di gestione museale\, capaci di coniugare tutela e innovazione\, studio e comunicazione\, memoria e nuovi linguaggi. Da questo confronto nasce il terzo incontro del ciclo “Cantiere Cultura e del Contemporaneo” a Palermo: venerdì 12 giugno alle 17:30 al Museo d’arte moderna e contemporanea RISO\, Christian Greco\, direttore del Museo Egizio di Torino\, e Francesca Cappelletti\, direttrice della Galleria Borghese di Roma dialogheranno su un tema di grande rilevanza: “L’arte è sempre contemporanea? La memoria e i grandi musei di arte antica e moderna. Tra tutela e innovazione: l’eredità culturale come risorsa per comprendere il nostro tempo”.  \nL’incontro partirà proprio da una domanda centrale: l’arte antica e quella moderna appartengono davvero soltanto al passato? O possono ancora parlare a nuovi pubblici\, diventando strumenti per comprendere la società contemporanea? I risultati ottenuti dai due musei negli ultimi anni – crescita dei visitatori\, ampliamento delle fasce di pubblico\, qualità dei percorsi didattici e divulgativi\, utilizzo dei social e dei nuovi mezzi di comunicazione – dimostrano come il patrimonio culturale possa essere restituito come materia viva\, accessibile e condivisa\, in grado di produrre benessere verso ogni individuo e la società attraverso la bellezza e la conoscenza. Il dialogo tra i due direttori moderato da Cesare Biasini Selvaggi\, curatore indipendente e direttore editoriale di Exibart toccherà anche il ruolo delle istituzioni culturali: custodire la memoria significa infatti renderla continua\, aperta\, capace di arrivare a tutti esprimendo ancora con forza il proprio valore nella vita di tutti i giorni. \n“Cantiere Cultura e del Contemporaneo. Idee\, esperienze e visioni sulla società di oggi” è un ciclo di incontri tra le professionalità del mondo dell’arte e della cultura\, ideato da Roberto Grossi e curato con la direttrice del museo Riso Evelina De Castro. Non una rassegna\, ma un dispositivo vivo: uno spazio in cui l’arte viene interrogata\, messa in relazione con la società\, con la memoria e con la responsabilità collettiva. Promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana e ospitato al Museo RISO\, il progetto è prodotto e realizzato da Globart in collaborazione con CoopCulture\, Federalberghi Palermo e Accademia di Belle Arti di Palermo col patrocinio dell’ Università degli Studi di Palermo. \n  \n12 giugno 2026\nRISO\, Museo d’arte Moderna e Contemporanea\nPALERMO | Palazzo Riso | corso Vittorio Emanuele 365 \n  \n  \nPROSSIMO APPUNTAMENTO \n●      Venerdì 2 ottobre – “Produzione artistica e accesso alla cultura. Valori e scelte per una società vitale e sana. Tra innovazione\, partecipazione e responsabilità sociale”. Con  lo scrittore e psicoanalista Massimo Ammaniti\, il mecenate visionario Antonio Presti\, fondatore di Fiumara d’Arte e promotore del progetto Librino\, in dialogo con  Paolo Conti editorialista del Corriere della Sera. \n\n\n\n\n  \n\n— \n\n\nSimonetta Trovato\ngiornalista\nsimonettatrovato@gmail.com \n\n\n\n  \nChristian Greco\, direttore del Museo Egizio di Torino \n  \nCesare Biasini Selvaggi\, curatore e direttore editoriale di Exibart \n  \nFrancesca Cappelletti\, direttrice della Galleria Borghese di Roma
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SUMMARY:12. Un Tempo Sacro
DESCRIPTION:Installazione immersiva site-specific di Micaela Cometa Xerra:\nun percorso contemplativo e sensoriale sul sacro\, omaggio a Santa Rosalia \n11 luglio -11 settembre 2026\nVernissage: 10 luglio 2026\, ore 18.30\n \nCappella dell’Incoronata – Palazzo Riso\nVia Incoronazione 13\, 90134 – Palermo \nPalermo\, giugno 2026 | Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta dall’11 luglio all’11 settembre 2026\, presso la Cappella dell’Incoronata\, “12. Un Tempo Sacro”\, installazione immersiva site-specific di Micaela Cometa Xerra\, a cura di Pyanocrea.Studio\, che si configura come un’esperienza artistica tra pittura\, performance e dimensione rituale. \nIl progetto\, promosso e sostenuto dalla Regione Siciliana\, nasce come omaggio a Santa Rosalia\, figura centrale della devozione palermitana\, e prende ispirazione dai dodici anni trascorsi dalla Santa in isolamento nella grotta di Monte Pellegrino. Questo periodo di reclusione\, preghiera e trasformazione spirituale diventa la matrice simbolica dell’intero lavoro\, che traduce il tempo sacro in un percorso immersivo\, sensoriale e contemplativo. È un progetto che si configura come atto di devozione e riflessione sul tempo interiore. Le opere astratte diventano così “reliquie contemporanee”\, presenze silenziose che restituiscono la dimensione dell’attesa\, della trasformazione e della santità vissuta nel quotidiano. \nDal 2024 la partecipazione attiva del Museo Riso alle celebrazioni rosaliane si concentra su Rosalia come portatrice di valori universali e sempre attuali come dimostra la immediatezza multiforme\, varia e creativa con cui gli artisti del nostro tempo accolgono il tema e lo restituiscono alla collettività. In particolare\, quest’anno\, con il progetto di Cometa Xerra\, il linguaggio del contemporaneo si applica a uno degli aspetti identitari da più di quattrocento anni delle celebrazioni di Santa Rosalia. Il festino si fonda sulla partecipazione e immedesimazione del singolo nel prodigio spettacolare che si ripete ogni anno e ciò accade anche quest’anno. nella cappella dell’Incoronata\, l’opera di Cometa Xerra interpreta il rito collettivo del Festino. \nLa pratica di Micaela Cometa Xerra\, artista nata a Palermo e attualmente residente a Lanzarote\, si fonda su una pittura espansa che integra materiali organici e vulcanici\, trasformando la superficie in un campo di forze fisiche e simboliche. Influenzata dai paesaggi della Sicilia e di Lanzarote\, la sua ricerca indaga le relazioni tra accumulo\, erosione e memoria\, dando forma a un linguaggio visivo essenziale e profondamente materico. \nLa Cappella dell’Incoronata viene interpretata da Micaela Cometa Xerra come spazio di soglia\, riletto come dispositivo immersivo e rituale. La scelta dello spazio non è casuale: la sua dimensione raccolta e la matericità della pietra diventano metafora fisica e sensoriale della grotta di Santa Rosalia. Oscurata e rivestita da drappi\, la cappella assume la forma evocativa di una grotta contemporanea\, in continuità con la ricerca dell’artista sulla materia\, sul sacro e sulla trasformazione percettiva dello spazio. \nL’ambiente è concepito come un luogo di immersione totale\, in cui il visitatore è invitato a entrare in una dimensione intima e sacrale\, compiendo un vero e proprio pellegrinaggio interiore. Le opere si presentano come reliquie contemporanee\, accompagnate da candele secondo un gesto votivo e devozionale che attraversa l’intero allestimento. \nIl percorso espositivo si sviluppa come un cammino simbolico: le opere iniziali\, caratterizzate da tonalità terrose\, rimandano alla dimensione originaria della grotta attraverso forme circolari\, linee geometriche e strutture cubiche che evocano gli elementi essenziali dello spazio vissuto dalla Santa. Proseguendo\, si attiva una progressiva trasformazione cromatica in cui i colori della terra lasciano spazio a tonalità di rosa e nero\, simboli legati alla città di Palermo e al periodo della peste\, segnando il passaggio verso la dimensione salvifica di Santa Rosalia. \nLe opere\, realizzate su lino con materiali e pigmenti materici\, si dispongono verticalmente nello spazio come icone contemporanee. Foglie\, cenere\, terra di lava e pigmenti naturali costruiscono superfici stratificate che indagano la relazione tra memoria\, corpo e paesaggio e che evocano fede e speranza. Alla base di ogni lavoro si trovano fiori e candele\, elementi votivi che rafforzano la dimensione rituale dell’installazione\, mentre le cromie seguono una progressione simbolica che dalla terra conduce ai toni del rosa e del nero. \nIl percorso culmina nell’altare sconsacrato\, dove è collocata un’immagine iconica di Santa Rosalia\, opera che l’artista dona al museo: punto di approdo di un’esperienza che intreccia contemplazione e trasformazione. L’ingresso stesso alla mostra è concepito come una soglia teatrale che separa il mondo esterno dallo spazio sacro dell’opera\, introducendo il visitatore in un ambiente sospeso in cui materia\, luce e suono costruiscono una narrazione sensoriale sul tempo\, sull’isolamento e sulla rigenerazione spirituale. \nIl progetto si inserisce in un momento simbolico per la città di Palermo\, in occasione del Festino di Santa Rosalia (14 luglio)\, celebrazione che ricorda la liberazione della città dalla peste del 1624 grazie all’intercessione della “Santuzza”. In questo contesto\, l’iniziativa contribuisce a un dialogo tra arte contemporanea\, territorio e comunità\, attivando una riflessione condivisa sul rapporto tra memoria\, devozione e identità collettiva. \nMicaela Cometa Xerra (Palermo\, 1985) è un’artista italiana con esperienza internazionale\, la cui ricerca si sviluppa attorno all’intersezione tra materialità\, corporeità e forze naturali attraverso una pratica di pittura espansa. La sua opera nasce da un rapporto diretto con la materia – cenere\, terra di lava\, sabbia\, sale\, pigmenti organici e talvolta elementi più estremi come il sangue – che viene trasformata in superfici pittoriche dense\, stratificate e cariche di energia simbolica. Dopo gli studi in Pubblicità presso l’Università di Palermo\, si trasferisce a Milano nel 2005\, dove lavora come Account Manager per Saatchi & Saatchi; nel 2015 si stabilisce a Lanzarote\, paesaggio che diventa centrale nella sua ricerca visiva e concettuale. Dal 2020 si dedica in modo esclusivo alla pittura\, dopo anni in cui l’arte rappresentava uno spazio personale e di elaborazione interiore. La sua pratica\, influenzata dai paesaggi vulcanici siciliani e canari\, riflette processi geologici ed emotivi di accumulo\, erosione e trasformazione\, traducendo memoria e identità in strutture visive essenziali ma profondamente narrative. Attraverso un linguaggio che dialoga con il neo-espressionismo\, l’artista mette in discussione i confini della pittura tradizionale\, lasciando che la materia agisca come soggetto attivo dell’opera e generi un’esperienza immersiva e sensoriale per lo spettatore. Le sue opere sono state esposte in contesti internazionali tra Europa e Stati Uniti e sono presenti in collezioni private e pubbliche. Negli ultimi anni il lavoro di Micaela Cometa è stato presentato in contesti internazionali di rilievo\, tra cui Art Basel a Basilea (sia nel 2023 sia nel 2025 nella sezione Kabinett)\, il Carrousel du Louvre a Parigi nel 2025 e la Biennale di Venezia presso la Galleria Cipriani nel 2024. Nel 2023 ha esposto con la mostra “Los Colores de La Isla” presso la Lanzarote Art Gallery e all’Aeroporto César Manrique di Lanzarote\, oltre a una personale presso la NYC Art Gallery di Nolita\, a New York. La sua presenza internazionale include anche Art Basel Miami nel 2022\, la Biennale di Genova e la Lacuna Art Gallery nel 2020\, segnando un percorso espositivo continuo tra Europa e Stati Uniti. Le prossime tappe del suo percorso includono Art Basel 2026\, una mostra a Madrid\, presso l’aeroporto Adolfo Suárez Madrid-Barajas nel mese di agosto e infine a settembre a Barcellona all’aeroporto Josep Tarradellas Barcelona-El Prat. \n  \nINFORMAZIONI MOSTRA \n12. Un Tempo Sacro\nInstallazione immersiva site-specific di Micaela Cometa Xerra \nMuseo:\nRiso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea\, Palermo \nLuogo:\nCappella dell’Incoronata\nVia Incoronazione 13\, 90134 – Palermo \nPeriodo:\n11 luglio – 11 settembre 2026\nVernissage:\n10 luglio 2026\, ore 18.30\n\nIngresso: libero \nUFFICIO STAMPA\nLaura Cometa\npress@lauracometa.com | + 39 3271778443
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SUMMARY:Nuove acquisizioni PAC2025 - Flavio Favelli e MASBEDO entrano nella collezione del Museo Riso
DESCRIPTION:Dal 25 settembre 2026 il Museo Riso presenta al pubblico le opere di Flavio Favelli e MASBEDO\, acquisite nell’ambito di “Percorsi di memoria #3”\, progetto vincitore del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2025. \nIl Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta al pubblico\, dal 25 settembre 2026\, le nuove opere di Flavio Favelli e MASBEDO\, acquisite nell’ambito di “Percorsi di memoria #3”\, progetto vincitore del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2025\, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. \nLa collezione si arricchisce di La Sicilia e altre figure (2024) di Flavio Favelli e di tre opere video dei MASBEDO: Videomobile (2018)\, Blind Mirrors (2019) e Protocol no. 90/6 (2018). \nLe nuove acquisizioni proseguono la ricerca del Museo sulla memoria del territorio\, mettendo in relazione la collezione con alcune esperienze significative della scena artistica contemporanea sviluppatesi a Palermo e in Sicilia. \nL’opera di Favelli\, composta da 89 numeri originali della rivista Sicilia\, rielaborati attraverso interventi di collage\, interroga la costruzione dell’immagine dell’isola attraverso la cultura visiva\, la pubblicità e la rappresentazione del territorio. \nI tre lavori dei MASBEDO nascono dalla ricerca condotta a Palermo in occasione di Manifesta 12 e costruiscono un archivio di voci\, immagini e memorie della città\, attraverso il cinema\, le sue figure e i suoi luoghi. \n📍 Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\n📅 Apertura al pubblico: venerdì 25 settembre 2026 \n 
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