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SUMMARY:GLASS-ROOM: ARTE IN TRASPARENZA
DESCRIPTION:Il Riso – Museo Regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo e l’Accademia di Belle Arti di Palermo\, in collaborazione con CoopCulture\, sono lieti di invitarvi alla conferenza stampa di presentazione del progetto\n \nGLASSROOM | Arte in trasparenza\nche si terrà giovedì 19 marzo alle ore 11:30\npresso il Museo Riso di Palermo \nin Via Vittorio Emanuele 365\, Palermo\n \nLa conferenza si svolgerà al piano terra. Coopculture provvederà alla fornitura delle attrezzature tecniche; il Museo assicurerà la disponibilità dei complimenti d’arredo e delle sedute.\nL’incontro sarà occasione per presentare al pubblico e alla stampa un progetto che nasce dal dialogo tra istituzioni culturali e formative\, con l’obiettivo di promuovere nuove prospettive artistiche e valorizzare i linguaggi contemporanei.\nSarà presentato il progetto Staffage di Tindara Azzaro di cui si comunica l’avvenuta installazione della prima opera della serie presso gli spazi espositivi esterni del Museo Riso. L’intervento artistico è ospitato all’interno della vetrina dedicata.\n \nInterverranno:\n\n\nEvelina De Castro\, Direttrice Riso – Museo regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo\n\n\nUmberto De Paola\, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo\n\n\nDaniele Franzella\, Professore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e curatore del progetto Glassroom
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SUMMARY:CANTIERE CULTURA E DEL CONTEMPORANEO
DESCRIPTION:PALERMO. Un cantiere non è un luogo ordinato\, ma uno spazio aperto\, attraversato da idee\, visioni\, punti di vista che si confrontano\, a volte si scontrano\, sempre costruiscono. È da questa immagine concreta – il lavoro in corso\, la struttura che prende forma sotto gli occhi di tutti – che nasce “Cantiere Cultura e del Contemporaneo. Idee\, esperienze e visioni sulla società di oggi”\, ciclo di incontri che dal 14 marzo al 2 ottobre a Palermo\, trasformerà il RISO – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea\, in un laboratorio pubblico di pensiero. \nPromosso dal Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana e dal Museo RISO\, prodotto e realizzato da Globart in collaborazione con CoopCulture\, Federalberghi Palermo e Accademia di Belle Arti\, ideato da Roberto Grossi e curato con il direttore del Museo RISO\, Evelina De Castro\, il progetto non si esaurisce in una semplice rassegna di conferenze\, ma costruisce un percorso di confronto sull’esistenza dell’uomo nella società di oggi.  \nAd aprire il percorso\, sabato 14 marzo alle 18\, sarà un confronto che mette insieme\, per la prima volta\, un artista tra i più influenti del Novecento e un regista premio Oscar\, Emilio Isgrò e Giuseppe Tornatore. Discuteranno con lo storico dell’arte Gabriele Simongini (tra i maggiori esperti italiani di Astrattismo)\, su “L’arte al servizio della comunità. Quando la creatività diventa bene comune: l’arte che genera legami e trasformazioni”. Diversità di linguaggi e vedute\, nascita comune in un’Isola che centellina il suo valore ma è molto presente come fonte d’ispirazione: Isgrò e Tornatore porteranno le loro visioni\, esperienze nell’arte\, suggestioni per il futuro. Ingresso libero. \n “Un confronto fattivo tra istituzioni\, direttori di museo\, artisti e curatori sulle diverse sfaccettature del mondo dell’arte contemporanea: per tracciare l’attualità\, interrogarsi sul presente” spiega Mario La Rocca\, dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali. “Nella giornata in cui ricordiamo un archeologo illuminato come Sebastiano Tusa\, RISO presenta un progetto centrato su parola e dialogo. Ciascuno degli incontri porterà voci e esperienze di protagonisti dell’età presente e dei suoi “sintomi” impressi nelle opere della collezione di Riso\, che rappresenta il divenire dell’arte in Sicilia” interviene Evelina De Castro\, direttore di RISO. Un cantiere\, appunto: dove l’arte dialoga con le istituzioni\, con la memoria\, con la responsabilità sociale; dove le domande contano più delle risposte definitive. “Mentre le bombe distruggono e uccidono\, la cultura è un “cantiere” che costruisce\, rigenera e unisce. Un progetto controcorrente nel cuore della Sicilia\, un laboratorio di pensiero e creatività per renderci più consapevoli e costruire\, insieme\, una società migliore” dice l’ideatore della rassegna e manager culturale Roberto Grossi. “Una rassegna di pensiero\, un’elaborazione sull’arte contemporanea: non manufatti in mostra\, ma confronto tra idee” dice il vicesindaco Giampiero Cannella. Partner importante del progetto è Federalberghi Palermo. “La cultura nel turismo non è un abbellimento\, un contorno\, un programma serale per intrattenere chi ha già prenotato. È la ragione per cui qualcuno decide di prenotare. E la cultura fa tornare” interviene il presidente Rosa di Stefano. \nNel secondo appuntamento\, venerdì 17 aprile alle 18\, partendo dalla più alta istituzione dello Stato con l’architetto della Presidenza della Repubblica Alessia Cellitti\, esperta di rapporti istituzionali\, il “Cantiere” si misura con le regole\, le politiche culturali\, il rapporto – spesso delicato – tra libertà creativa e sostegno pubblico esplorando anche le nuove tendenze del mercato. Insieme alla giornalista e curatrice Adriana Polveroni\, direttrice del progetto Arte in Nuvola a Roma\, e\, nell’anno di Gibellina prima capitale italiana dell’Arte contemporanea\, con il suo direttore artistico Andrea Cusumano. Modera Guido Talarico\, direttore di InsideArt sul tema: “Le dinamiche dell’arte contemporanea e il ruolo delle istituzioni. Il talento e le generazioni creative negli ultimi decenni in Italia. L’azione di sostegno pubblico”. \nIl 12 giugno alle 18\, due direttori tra i più importanti musei del mondo – Christian Greco\, direttore del Museo Egizio di Torino\, e Barbara Jatta\, direttrice dei Musei Vaticani – dialogheranno su un tema di grande rilevanza: “L’arte è sempre contemporanea? La memoria e i grandi musei di arte antica e moderna. Tra tutela e innovazione: l’eredità culturale come risorsa per comprendere il nostro tempo”. Per riscoprire\, nella società di oggi\, il valore della cultura e dell’arte che proviene dal passato come materia viva\, tra tutela\, gestione e promozione. Modererà il dibattito Cesare Biasini Selvaggi\, direttore editoriale di Exibart.  \nChiude il ciclo\, venerdì 2 ottobre alle 18\, l’incontro tra lo scrittore e psicoanalista Massimo Ammaniti e il mecenate visionario\, creatore di Fiumara d’Arte e Librino\, Antonio Presti. Discuteranno su “Produzione artistica e accesso alla cultura. Valori e scelte per una società vitale e sana. Tra innovazione\, partecipazione e responsabilità sociale”.  Temi questi fondamentali e stringenti che legano le dinamiche della società ai destini di ogni individuo. Modera Paolo Conti\, editorialista del Corriere della Sera.  \nQuattro incontri\, quattro nodi centrali del nostro tempo. Ma soprattutto un metodo: mettere insieme direttori\, artisti\, curatori\, studiosi per costruire un dialogo alto ma non distante\, radicato in una Sicilia che\, per storia e stratificazioni\, è essa stessa un cantiere permanente di culture. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Perché un cantiere\, per definizione\, è aperto. \nRISO\, Museo d’arte Moderna e Contemporanea \nPALERMO | Palazzo Riso | corso Vittorio Emanuele 365 \n\n\nSabato 14 marzo – “L’arte al servizio della comunità. Quando la creatività diventa bene comune: l’arte che genera legami e trasformazioni”. \n\n\nCon Emilio Isgrò e Giuseppe Tornatore. Modera Gabriele Simongini \n\n\nVenerdì 17 aprile – “Le dinamiche dell’arte contemporanea e il ruolo delle istituzioni. Il talento e le generazioni creative negli ultimi decenni in Italia. L’azione di sostegno pubblico”. \n\n\nCon Alessia Cellitti\, Andrea Cusumano e Adriana Polveroni. Modera Guido Talarico. \n\n\nVenerdì 12 giugno – “L’arte è sempre contemporanea? La memoria e i grandi musei di arte antica e moderna. Tra tutela e innovazione: l’eredità culturale come risorsa per comprendere il nostro tempo”. \n\n\nCon Christian Greco e Barbara Jatta. Modera Cesare Biasini Selvaggi. \n\n\nVenerdì 2 ottobre – “Produzione artistica e accesso alla cultura. Valori e scelte per una società vitale e sana. Tra innovazione\, partecipazione e responsabilità sociale”.  \n\n\nCon Massimo Ammaniti e Antonio Presti. Modera Paolo Conti. \n \ninfo.cantierecultura@gmail.com \n  \nComunicazione e ufficio stampa \n \nSimonetta Trovato | +39.333.5289457 \nsimonettatrovato@gmail.com \nsegreteria@associazioneglobart.it \n  \n  \n\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n\n  \n 
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SUMMARY:L'ISOLA DESERTA E ALTRE STORIE DI STEFANIA GALEGATI
DESCRIPTION:“A stare dentro\, il tempo non passa.\nIn quel poco tempo che ho trascorso in carcere l’ho percepito dilatato. Le persone detenute mi hanno ringraziato  perché i progetti artistici non le facevano pensare.\n‘Grazie che così non penso\,  perché qui c’è troppo tempo per pensare’\nC’è però pensare e pensare.\nC’è pensare e ripensare.\nC’è pensare e fare. E a volte sono la stessa cosa.\nE poi c’è tanto\, troppo tempo”.\nStefania Galegati \n  \nDal 2 febbraio al 1 marzo 2026\, il Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo ospita negli spazi della Cappella dell’Incoronata la mostra di Stefania Galegati L’isola deserta e altre storie\, risultato del ciclo di workshop destinato a un gruppo di donne detenute presso la Casa Circondariale Pagliarelli – Antonio Lorusso di Palermo. Condotto dall’artista settimanalmente\, da settembre a marzo 2025\, il progetto è stato realizzato in occasione del progetto Spazio Acrobazie. Laboratorio di produzione e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica\, di cui il Museo Riso è stato partner. \nIl laboratorio è stato immaginato come un viaggio alla scoperta di un’isola deserta\, uno spazio dal tempo sospeso in cui poter ripartire utopicamente da zero\, in cui rimodellare la propria esperienza di vita attraverso l’arte\, la lettura\, la scrittura\, la pittura\, il cucito e la creta come strumenti per ripensare le istituzioni\, le relazioni\, il rapporto con il denaro e con il tempo. Attraverso il gioco del “cosa sarebbe accaduto se”\, l’artista ha chiesto alle partecipanti di interrogandosi sul ruolo svolto dalla famiglia\, dalla scuola\, dallo stesso carcere\, mettendo a disposizione quaderni e “pizzini” in cui raccogliere i propri pensieri\, i sogni\, le paure\, e le cose da cancellare\, o da bruciare attraverso un rituale. Le storie ascoltate sono state restituite attraverso due opere che trasformano in immagini\, narrazioni e scrittura le parole dette.\nIl video L’isola deserta (2026) racconta attraverso la voce narrante di Stefania Galegati i pensieri che hanno attraversato i laboratori\, i dialoghi sul tempo\, sul femminismo\, sulle prigioni nelle\nisole\, sull’acqua troppo calda\, e le frasi che le sono state consegnate\, per liberarsi da pesi e da desideri infranti. “Le sbarre vorrei che diventassero di cioccolato”. \nLa grande tela a forma di isola\, I guai della pentola (li sa il cucchiaio che arrimina)\, 2026\, costruita insieme alle donne detenute\, è stata pensata come un abito da indossare. Il mare dipinto è diventato il fondale dove far galleggiare pesci\, fiori\, alberi\, montagne poi ricoperte dalla scrittura che contiene le memorie e le tante storie emerse. Pace\, solitudine e libertà\, le parole più ricorrenti. Un’isola dove infine poter cambiare abitudini e ritornare nel mondo con un vestito nuovo\, complice l’arte. \n  \nSi ringraziano:\nMaria Luisa Malato\, direttrice Casa Circondariale Pagliarelli – Antonio Lorusso di Palermo.\nSimona Patelmo\, educatrice Casa Circondariale Pagliarelli – Antonio Lorusso di Palermo\nAntonina Vitale\nMaria Cristina Catalano\nMarina Motta\nMartina De Luca\nLoredana Casella\nMaria Francesca Nicotra\nElisabetta Di Mari\nSebastiana Messina\nGiuseppa Pannuccio\nPatrizia Del Popolo\nGalleria FPAC\, Palermo\, Vito Planeta e Angelo Leonardo \nStefania Galegati\nStefania Galegati (Bagnacavallo\, 1973) ha studiato arti visive all’Accademia di Belle Arti di Bologna e a Brera con Alberto Garutti. Ha fatto parte di Via Fiuggi\, un gruppo di giovani artisti che viveva a Milano alla fine degli anni novanta. Lavora con diversi media innestando meccanismi di spostamento semantico nelle cose e nelle persone.\nHa esposto per la prima volta nel 1994 nello spazio milanese Viafarini. Nel 2003 ha vinto l’International Studio Program al PS1 MoMA di New York\, dove ha risieduto sino al 1998. Dal 2008 vive a Palermo. Da una quindicina di anni si appassiona di pedagogia radicale dell’arte cercando di portare le sperimentazioni di esperienze come Counterproduction (associazione che organizza una scuola estiva dal 2015) all’Accademia di Belle Arti di Palermo dove ora insegna pittura. Nel 2024 vince il primo premio BPER di Arte Fiera\, Bologna e il finanziamento della tredicesima edizione dell’Italian Council promosso dal DGCC con cui porta il progetto l’Isola delle Femmine in Indonesia e Tanzania.\n 
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SUMMARY:DIALOGO CON ATERRATERRA
DESCRIPTION:Museo Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\nPalazzo Belmonte Riso\, Via Vittorio Emanuele n. 365 – Palermo\nmercoledì 28 gennaio 2026 ore 18:00\nConversazioni contemporanee #1\na cura di Diego Mantoan\, cattedra di Storia dell’arte contemporanea\nDipartimento di Scienze Umanistiche\, Università degli Studi di Palermo \nIl Museo Civico di Castelbuono è lieto di presentare Dialogo con Aterraterra al Museo Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo. L’incontro si svolge mercoledì 28 gennaio 2026\, e inaugura un ciclo di conversazioni organizzate dalla cattedra di Storia dell’arte contemporanea del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo\, a cura di Diego Mantoan. Il ciclo prevede momenti di approfondimento con protagonisti della scena artistica nazionale e internazionale.\n \nIl primo appuntamento\, in collaborazione con il Museo Civico di Castelbuono (PA)\, ospitato a RISO – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\, presenta al pubblico il libro Postvarietal Community del duo artistico Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)\, edito da Palermo Publishing\, realizzato nell’ambito di Ecosistemi Connessi. Museo e comunità postvarietali progetto vincitore del PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. La conversazione è condotta da Diego Mantoan\, con gli interventi di Evelina De Castro\, Direttrice del Museo Riso\, Laura Barreca\, direttrice del Museo Civico di Castelbuono\, Maria Rosa Sossai\, curatrice del progetto e il duo di artisti Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani).\n \nIl libro include contributi di Laura Barreca\, Aterraterra\, Valentina Bruschi\, Eliza Collin\, Alice Labor\, Anastasia Lobanova e Federico Musciotto\, Ginevra Ludovici\, Institute for Postnatural Studies\, Felice Moramarco e Maria Rosa Sossai (p. 1). Sono raccolti testi critici\, materiali scientifici\, fotografie e documenti delle attività pubbliche che hanno animato l’intero progetto e ampliato il dialogo con comunità\, istituzioni e visitatori: un manifesto di coesistenza in cui il museo diventa parte attiva all’interno di un ecosistema complesso.\n \n\nBIOGRAFIE\nAterraterra è un duo formato da Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani la cui pratica multidisciplinare interseca arte\, agricoltura e scienza. La ricerca di Aterraterra si interroga sulla possibilità di forme di coltivazione e alimentazione critiche nei confronti delle forme di potere e consapevoli del proprio antropocentrismo. I progetti artistici di Aterraterra affrontano questioni relative alle relazioni multispecie\, alle forme di disciplina genetica nell’agricoltura industriale\, alle prospettive post-agricole e post-linguistiche\, al foraging come pratica di resistenza e al limite culturale – sempre mobile – del concetto di commestibilità. Il duo indaga inoltre il difficult heritage delle piante alimentari\, il rapporto tra istituzioni culturali e forme di vita non umane e le trasformazioni ecologiche determinate dai cambiamenti climatici. Tra i lavori\, i workshop e le food performance del duo: Hybridising Scentscapes\, in collaborazione con Eliza Collin\, Design Museum\, Londra; Not From Here: Plant Migrations and Human Narratives\, Museum MMK für Moderne Kunst\, Francoforte\, Someone told us a story about nature and purity\, ZACentrale\, Fondazione Merz\, Palermo\, Foodscape 5\, Photoforum Pasquart\, Biel/Bienne.\n \nDiego Mantoan è professore associato di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Palermo ed è tra gli autori principali di Wikiradio – Le voci della storia su Rai Radio3. Scrive su Burlington Contemporary\, Artribune e doppiozero. Ha collaborato con Biennale di Venezia\, Peggy Guggenheim Collection\, Sigmar Polke Estate\, Julia Stoschek Foundation\, Douglas Gordon studio\, ArtVerona e Museo Mario Rimoldi.\n \nLa mostra Postvarietal Communities di Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)\, a cura di Maria Rosa Sossai\, è in corso al Museo Civico di Castelbuono fino al 1 febbraio 2026.\n \nIniziativa realizzata nell’ambito del progetto Ecosistemi Connessi: Museo e Comunità Post-Varietali del collettivo Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)\, a cura di Maria Rosa Sossai\, vincitore dell’avviso pubblico PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.\n\n \n\n \n\n \nHashtag: #DGCC #CreativitaContemporanea #PAC2024\n\n \n 
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SUMMARY:"A UN'ETERNA LUCE" FINISSAGE  E DIALOGO CON L'ARTISTA
DESCRIPTION:A chiusura della mostra personale di Ernesto Morales “A un’ Eterna Luce” a cura di Serena Ribaudo\, e a conferma del significativo riscontro di pubblico e di critica\, la Cappella dell’Incoronata RISO Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea ospita il Finissage e dialogo con l’ artista nella giornata di mercoledì 21 Gennaio alle ore 10\,30.\nInsieme con Ernesto Morales intervengono Evelina De Castro direttrice del RISO\, Marcello Carriero docente di Fenomenologia delle arti contemporanee presso l’ Accademia di Belle Arti di Palermo e Giovanna Filippello docente di Tecniche pittoriche e Cromatologia presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Modera Serena Ribaudo curatrice della mostra.\n \n \nErnesto Morales è reduce dai pregevoli successi di “The beginning and the light” al Rothko Museum\, in Lettonia\, paese natale dell’artista Mark Rothko; e di “Tra le ombre dorate del silenzio” grande mostra presso il Museo dell’Opera del Duomo e il Complesso Monumentale di San Domenico di Prato dove le sue opere pittoriche hanno dialogato con i capolavori dei grandi maestri del Rinascimento italiano presenti in raccolta\, tra cui Filippo Lippi\, Donatello\, Paolo Uccello altresì opere di artisti contemporanei della Minimal Art americana degli ’60 e ’70. \nIn questo appuntamento palermitano alla Cappella dell’ Incoronata\, Morales si è confrontato\, in un percorso di 11 opere\, con la cappella normanna\, una delle più affascinanti sedi del RISO.\nA un’ Eterna Luce è stata una vera meditazione visiva sulla luce ed un omaggio alla luce di Sicilia; questa luce di Sicilia che intrise la pittura del più grande isolano\, Antonello\, e che da sempre è stata cantata\, descritta\, amata nella sua eccezionalità e nelle sue infinite variazioni\, dai più significativi letterati e poeti di Trinacria: da Jacopo da Lentini a Sciascia\, da Piccolo a Vincenzo Consolo. \nEd è proprio all’ ispirazione a quest’ ultimo che si è dovuto il titolo della mostra. Nel breve saggio Paesaggi di Luce\, Consolo scrive: “Luogo di luci\, di incroci o giochi di luce è ad esempio quell’isola del Mediterraneo che si chiama Sicilia”. E nell’appassionata dichiarazione d’amore alla sua terra natìa\, Consolo si definisce “affisso a un’ eterna luce”. Condizione che Ernesto Morales riconosce anche come propria\, nel suo innamoramento perenne per la luce\, nell’avere totalmente compenetrato la propria ricerca ad essa. Luce come idea\, luce come principio immateriale\, ma luce anche come sostanza incandescente che dà vita alla pittura stessa. Nel dipingere la presenza della luce\, Ernesto Morales usufruisce di una tecnica assolutamente inedita e di un pigmento da lui stesso formulato\, come un alchimista del colore. È lo stesso Morales a raccontare il suo rapporto con la luce: “Per me la luce è principio e misura di ogni percezione\, è energia che struttura lo spazio e rivela l’essenza delle forme. Nel mio lavoro\, attraverso il colore e la materia\, cerco di renderla visibile come forza che connette ciò che è tangibile con ciò che trascende la materia\, aprendo uno spazio in cui il visibile e l’invisibile si incontrano. Dipingere la luce significa per me entrare in dialogo con il tempo sospeso\, con la tensione tra presenza e assenza\, tra intensità e silenzio. Il continuo mutare della luce nelle mie opere apre la possibilità di trasformare anche la percezione della realtà: ciò che appare familiare può rivelarsi nuovo\, mostrando rapporti inediti tra spazio\, colore e tempo. In ogni opera cerco di restituire questa forza che unisce l’esperienza sensibile alla dimensione metafisica\, offrendo allo sguardo un percorso che va oltre la superficie\, verso ciò che sfugge ma permane nell’esperienza dell’essere”.\nScrive di lui la curatrice Serena Ribaudo: \n“L’ idea di realizzare una mostra personale di Ernesto Morales qui alla Cappella dell’ Incoronata nasce in seguito ad una conversazione tenutasi tra Ernesto e me durante un momento fondamentale del suo percorso artistico\, la sua esposizione al Rothko Museum.\nIn quella circostanza mi tornarono alla mente gli incorruttibili scritti di Mark Rothko che furono per noi motivo di un confronto dialogico da cui fiorirono\, in maniera estremamente bilanciata\, una serie di considerazioni sulla pittura\, sull’arte\, sull’ essere artista\, sulla vita\, sulla luce. Scriveva Rothko: “L’ arte è per me un evento dello spirito: solo nell’ arte lo spirito trova una forma concreta e il senso della sua vivacità o della sua quiete”.\nMai avrei potuto trovare parole più acconce per descrivere la mia emozione dinanzi ad un’ opera di Ernesto Morales; gli eventi spettacolari\, i frammenti di cosmo si inverano nella sua pittura che ci consegna delle visioni assolute\, delle apparizioni di cromo e di luce di inestinguibile Bellezza. Le sue sono melodie aurorali\, potenti\, da cui guizza il bagliore di fiamma\, si rinovella il segreto di natura”.\n \nFinissage e Talk\nMercoledì 21 Gennaio alle ore 10:30\n \n \nINFO\n \nErnesto Morales\nA UN’ ETERNA LUCE\na cura di Serena Ribaudo \nCappella dell’ Incoronata\nvia dell‘ Incoronazione 13 \nPalermo \n \nUfficio Stampa RP Press
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SUMMARY:CAMBIARE LA SCUOLA\, CAMBIARE LA CITTÀ
DESCRIPTION:Cambiare la scuola\, cambiare la città chiama esperti\, attivisti e studiosi a riflettere e portare esperienze sulle potenzialità della scuola come motore di trasformazione sociale e sulla capacità dei laboratori urbani di promuovere processi di rigenerazione e innovazione nelle città esauste. \nIn un’epoca segnata da profonde crisi\, da dispersione scolastica\, disagio giovanile\, marginalizzazione\, la crisi della scuola e della città compromette le risposte alle nuove domande sociali\, al diritto di tutti a un diverso presente. Palermo diventa luogo emblematico da cui avviare una riflessione collettiva per una nuova proposta di scuola\, di città\, di futuro. \nLe giornate si articolano in conversazioni e laboratori tematici\, per offrire uno spazio plurale e far dialogare approcci teorici ed esperienze sul campo\, riflessione ed esercizio pratico. Le #Conversazioni si svolgono nei pomeriggi del 5 e del 6 dicembre. Sono confronti tra esperti su tematiche specifiche. I #Laboratori tematici si svolgono la mattina del 6 dicembre\, sono momenti di partecipazione attiva per approfondire metodologie e tecniche applicabili al proprio contesto. \n___________\nSegue programma \n \n \n \n \n \n 
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LOCATION:Museo Riso\, Via Vittorio Emanuele n. 365\, Palermo\, Italy
CATEGORIES:Arte contemporanea,Incontro,Laboratorio,Tavola rotonda
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SUMMARY:“IL SEGNO DEI TRE” RENATO GUTTUSO\, IGNAZIO BUTTITTA\, NINO MAGGIO
DESCRIPTION:“Il segno dei tre” \nRenato Guttuso\, Ignazio Buttitta\, Nino Maggio \nMuseo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo \n29 novembre – 28 dicembre 2025 \nPalermo\, sabato 29 novembre alle ore 17.00 presso la sede del Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea\, Palazzo Belmonte Riso\, si inaugura la mostra “Il segno dei tre” Ignazio Buttitta\, Renato Guttuso\, Nino Maggio\, a cura di Nara Bernardi\, Evelina De Castro\, Salvatore D’Onofrio. \nLa mostra\, finanziata dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana\, rientra nell’ambito delle attività promosse dal Museo per porre in risalto le molteplici articolazioni del Contemporaneo\, in continuità con la programmazione dello scorso anno che\, con la mostra “Oltre Quasimodo. Le 27 gouaches. Sapevo già tutto\, e volli peccare”\, ha presentato il poeta Salvatore Quasimodo\, pittore una tantum.  \n “Proseguiamo nel solco della valorizzazione e della scoperta di opere meno conosciute al grande pubblico\, ma firmate da grandi maestri come Guttuso\, Buttitta\, Maggio – ha detto l’Assessore dei Beni Culturali e Identità Siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato –. Questa mostra rappresenta un’occasione preziosa non solo per visitare il museo\, ma anche per immergersi in un dialogo tra diverse forme d’arte\, pittura\, letteratura\, scultura\, che insieme raccontano la ricchezza della nostra cultura. Conoscere queste opere significa riconoscerne la bellezza\, il valore\, la grandezza”. \n Si consolida il percorso critico del Museo\, volto a indagare i contesti e le relazioni tra arti visive\, poesia e letteratura\, tra artisti\, poeti e critici che hanno caratterizzato il secondo Novecento\, a partire dal titolo della mostra tratto da un fortunato saggio di Umberto Eco e Thomas Sebeok che mutua il “paradigma indiziario” del romanzo giallo come metodo di ricerca tout court volto a valorizzare i dettagli apparentemente trascurabili. A partire dalla presentazione di documenti inediti\, si riflette sull’importanza dell’apparente “dettaglio” rimasto nascosto tra le pieghe di sodalizi intellettuali e affettivi di tre personalità artistiche\, altrimenti ben note e studiate. Il percorso mostra integra i lavori dei tre protagonisti e i diversi generi\, presentando produzioni poco note al largo pubblico o del tutto inedite o anche variazioni autografe ex post dello stesso autore. Sarà l’occasione anche per riflettere sul rapporto tra linguaggio visivo e linguaggio verbale\, letteratura e pratica artistica\, che caratterizza tanta parte della produzione contemporanea. \nEvelina De Castro\, Responsabile del Museo: “Il segno dei tre” prende avvio dall’analisi del momento iniziale della formazione di Renato Guttuso\, attratto da differenti linguaggi creativi\, dalla rappresentazione\, alla poesia\, alle arti visive. Si prevede l’esposizione\, per la prima volta in mostra\, dei quaderni di Renato Guttuso (Bagheria 1911 – Roma 1987) studente liceale\, donati dal pittore alla primogenita di Ignazio Buttitta\, Flora. I quaderni contengono numerosi schizzi e\, in esposizione\, saranno accompagnati da una produzione audiovideo. Saranno esposte anche la Natura morta del 1929 e un’opera grafica\, Girasole\, entrata nella collezione del Museo Riso e qui presentata per la prima volta in relazione al tema linguaggio verbale – linguaggio visivo che costituisce una delle chiavi di lettura del progetto mostra. \n In tal senso si esprime la selezione di opere di Ignazio Buttitta (Bagheria 1899 – 1997)\, alcune sue prime stesure di poesie che saranno presentate con cancellature\, varianti\, note a margine o integrazioni apportate\, a testimonianza del suo intenso lavoro di revisione. Correda l’esposizione un supporto audio e una selezione di documenti. \n La scultura è presente in mostra con una selezione di opere lignee\, alcune inedite\, di Nino Maggio (Sambuca di Sicilia 1924 – Bagheria 2001)\, scultore formatosi\, dopo gli studi nell’Isola\, all’Accademia di Brera a Milano\, divenuta sua città d’elezione. Entrato nella famiglia Buttitta\, sposando Flora\, lo scultore entra in sodalizio con il poeta Ignazio e dalla Lombardia\, dove ha realizzato numerose opere e installazioni\, in dialogo con le correnti astrattiste prima e di arte povera dopo\, decide di tornare in Sicilia\, tra Bagheria e Sambuca\, continuando la sua attività artistica. In mostra\, sculture in legno e opere su carta\, testimonianza di quel delicato equilibrio da lui trovato tra memoria dei dispositivi tecnici della civiltà contadina e le soluzioni ardite di automatismi e macchine complesse”. \n Ha collaborato alla realizzazione della mostra la Fondazione Ignazio Buttitta. \nINFO MUSEO \n29 novembre – 28 dicembre 2025 \nRISO Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea \ncorso Vittorio Emanuele 365 – Palermo \nOrari: da martedì a sabato 9 :00/18:30\ndomenica e festivi 9:00 / 13:00\nUltimo ingresso 30 minuti prima dell’orario di chiusura\nlunedì chiuso\, eccetto i festivi \nInfo e contatti: \nurp.museo.riso.bci@regione.sicilia.it \nwww.museoartecontemporanea.it \nBiglietteria e accoglienza: CoopCulture \n______________\nSegue locandina
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SUMMARY:"A UN'ETERNA LUCE" MOSTRA PERSONALE DI ERNESTO MORALES
DESCRIPTION:Morales è reduce dai pregevoli successi di “The beginning and the light” al Rothko Museum\, in Lettonia\, paese natale dell’artista Mark Rothko e di “Tra le ombre dorate del silenzio” grande mostra presso il Museo dell’Opera del Duomo e il Complesso Monumentale di San Domenico di Prato dove le sue opere pittoriche hanno dialogato con i capolavori dei grandi maestri del Rinascimento italiano presenti in raccolta\, tra cui Filippo Lippi\, Donatello\, Paolo Uccello altresì opere di artisti contemporanei della Minimal Art americana degli ’60 e ’70.  \nIn questo appuntamento palermitano l’artista decide di dialogare\, in un anelito al sublime\, con la Cappella normanna\, una delle sedi espositive del Museo Riso: circa una decina di opere delineano un percorso artistico fascinoso e accattivante. Le pitture di Morales\, che ci richiamano alla mente lo spettacolo del cosmo si stagliano sulle pareti di possente pietra dorata della Cappella.  \nLa mostra vuole essere una vera meditazione visiva sulla luce e un omaggio a quella siciliana; questa luce di Sicilia che intrise la pittura del più grande isolano\, Antonello\, e che da sempre è cantata\, descritta\, amata nella sua eccezionalità e nelle sue infinite variazioni\, dai più significativi letterati e poeti di Trinacria: da Jacopo da Lentini a Sciascia\, da Piccolo a Vincenzo Consolo.  \nEd è proprio all’ispirazione a quest’ultimo che si deve il titolo della mostra. Nel breve saggio Paesaggi di Luce\, Consolo scrive: “Luogo di luci\, di incroci o giochi di luce è ad esempio quell’isola del Mediterraneo che si chiama Sicilia”. E nell’appassionata dichiarazione d’amore alla sua terra natìa\, Consolo si definisce “affisso a un’eterna luce“. Condizione che Ernesto Morales riconosce anche come propria\, nel suo innamoramento perenne per la luce\, nell’avere totalmente compenetrato la propria ricerca ad essa. Luce come idea\, luce come principio immateriale\, ma luce anche come sostanza incandescente che dà vita alla pittura stessa. Nel dipingere la presenza della luce\, Ernesto Morales usufruisce di una tecnica assolutamente inedita e di un pigmento da lui stesso formulato\, come un alchimista del colore. È lo stesso Morales a raccontare: “Per me la luce è principio e misura di ogni percezione\, è energia che struttura lo spazio e rivela l’essenza delle forme. Nel mio lavoro\, attraverso il colore e la materia\, cerco di renderla visibile come forza che connette ciò che è tangibile con ciò che trascende la materia\, aprendo uno spazio in cui il visibile e l’invisibile si incontrano. Dipingere la luce significa per me entrare in dialogo con il tempo sospeso\, con la tensione tra presenza e assenza\, tra intensità e silenzio. Il continuo mutare della luce nelle mie opere apre la possibilità di trasformare anche la percezione della realtà: ciò che appare familiare può rivelarsi nuovo\, mostrando rapporti inediti tra spazio\, colore e tempo. In ogni opera cerco di restituire questa forza che unisce l’esperienza sensibile alla dimensione metafisica\, offrendo allo sguardo un percorso che va oltre la superficie\, verso ciò che sfugge ma permane nell’esperienza dell’essere”. \nScrive di lui la curatrice Serena Ribaudo: “L’idea di realizzare una mostra personale di Ernesto Morales qui alla Cappella dell’Incoronata nasce in seguito ad una conversazione tenutasi tra Ernesto e me durante un momento fondamentale del suo percorso artistico\, la sua esposizione al Rothko Museum. In quella circostanza mi tornarono alla mente gli incorruttibili scritti di Mark Rothko che furono per noi motivo di un confronto dialogico da cui fiorirono\, in maniera estremamente bilanciata\, una serie di considerazioni sulla pittura\, sull’arte\, sull’essere artista\, sulla vita\, sulla luce. Scriveva Rothko: “L’arte è per me un evento dello spirito: solo nell’arte lo spirito trova una forma concreta e il senso della sua vivacità o della sua quiete”. Mai avrei potuto trovare parole più acconce per descrivere la mia emozione dinanzi ad un’opera di Ernesto Morales; gli eventi spettacolari\, i frammenti di cosmo si inverano nella sua pittura che ci consegna delle visioni assolute\, delle apparizioni di cromo e di luce di inestinguibile Bellezza. Le sue sono melodie aurorali\, potenti\, da cui guizza il bagliore di fiamma\, si rinovella il segreto di natura”. \nSono previsti dei talk per approfondire l’ opera di Ernesto Morales e il tema della luce. \n  \nBiografia \nErnesto Morales nasce nel 1974 a Montevideo\, in Uruguay\, e inizia il suo percorso artistico a Buenos Aires\, dove vive fino al 2006\, anno in cui si trasferisce in Europa. Dopo un primo periodo a Parigi\, stabilisce il suo studio in Italia\, inizialmente a Roma e\, dal 2011\, a Torino. Negli ultimi venti anni\, la sua ricerca artistica lo ha portato a esporre in musei e gallerie internazionali in Europa\, America e Sud-Est asiatico. Tra il 2009 e il 2025 ha rappresentato istituzionalmente Italia\, Argentina e Uruguay in una serie di importanti esposizioni personali. Tra le mostre più significative degli ultimi anni si annoverano: nel 2019\, la retrospettiva Mindscapes presso il Consolato della Repubblica Argentina a New York; nel 2023\, Come fosse luce\, in dialogo con l’opera di Lucio Fontana\, presso la Fondazione La Crescentina in Piemonte; nel 2025\, The Beginning and the Light al Rothko Museum in Lettonia e Tra le ombre dorate del silenzio presso il Duomo di Prato. Ernesto Morales è stato Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Buenos Aires (2000-2006) e Professore di Pittura presso l’Universidad de Buenos Aires (1999-2006)\, oltre a collaborare come docente in diversi istituti accademici internazionali. È fondatore e co-direttore di Artefora – Centro per l’Arte Contemporanea\, situato tra le colline delle Langhe. \n INFO \nErnesto Morales\nA UN’ETERNA LUCE\na cura di Serena Ribaudo  \nCappella dell’Incoronata > Riso – Museo Regionale di Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\nVia dell’Incoronazione 13\, Palermo  \nVernissage 14 Novembre 2025 ore 18:00\n15 Novembre 2025 | 9 Gennaio 2026 \nOrari: lun-ven 9.00 – 13.00; 14.30 – 17.00; domenica 9.00 – 13.00 Sabato chiuso \nIngresso gratuito \nUFFICIO STAMPA RP/Press – Marcella Russo\nM.+39 349 3999037 | e-mail: press@rp-press.it | www.rp-press.it \n  \n_____________\nSegue locandina
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SUMMARY:50° Festival di Morgana - Pupi Videodrome
DESCRIPTION:Pupi videodrome\, mostra diffusa multimediale e transdisciplinare\, raccoglie una sezione dedicata all’Opera dei pupi\, iscritta nel 2001 nella lista Unesco dei Capolavori del patrimonio culturale immateriale dell’umanità\, su candidatura del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino di Palermo. \nAllestita nella sala della Foresteria di Palazzo Belmonte Riso\, la mostra presenta una selezione di opere\, tra videoarte e installazioni etnografiche\, che aprono alle trasmutazioni dell’Opera dei pupi nella contemporaneità\, invitando ad assumere posizioni nuove da cui rileggere la complessa e sfuggente realtà che ci circonda. \nA introdurci in modo insolito nell’universo dell’Opera dei pupi è la video installazione The Palace of Raw Dreams dell’artista britannica Judith Cowan: posizionando le telecamere sulla testa delle marionette\, l’artista fa adottare allo spettatore il punto di vista dei pupi sulla scena\, provocando un capovolgimento di prospettiva che non soltanto lo rende protagonista\, ma lo porta nel cuore di quelle battaglie che\, spogliate di ogni forma di eroismo retorico e strumentale\, appaiono ora controverse e oblique. \nLe efferate conseguenze di quelle battaglie diventano più esplicitamente manifeste nell’installazione etnografica Homo homini lupus\, di Rosario Perricone e Virgil Scripcariu\, che ricreano un paesaggio archeo-logico di corpi: quelli dei pupi che\, frammentariamente disseminati su una coltre di grano\, evocano non più e non solo le eroiche imprese cavalleresche ma anche il dolore e la distruzione di un presente ancora tristemente segnato dalla guerra. \nIl tema della futilità della guerra ritorna nella video installazione Pupidrama\, degli artisti tedeschi Stefan Panhans & Andrea Winkler\, realizzata in collaborazione con il Museo delle marionette e presentata in prima nazionale. L’opera affronta in modo originale e visionario i temi della crisi identitaria\, della decostruzione dei miti e della ricerca di nuove possibilità di convivenza in un contesto segnato da tensioni globali\, crisi valoriali e modelli obsoleti. I pupi\, ora ricoperti di corazze e vesti\, appaiono in preda all’incertezza ma anche sensibili alla necessità di trovare insieme nuove strade e soluzioni che siano capaci di porre fine ai loro perpetui e insensati combattimenti. \nQuesta sezione dedicata all’Opera dei pupi è in dialogo diretto con l’installazione allestita nella sede del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino\, dove Pupi videodrome prosegue la riflessione critica sul tema della guerra. In No War\, di Rosario Perricone\, e Resurrectio\, di Enzo Venezia\, esposte al Pasqualino\, l’immagine del pupo esploso\, squarciato e mutilato evoca un movimento di frantumazione e dissoluzione che allude ad una apocalisse ma\, implicitamente\, anche ad una rinascita\, ad una resurrezione possibile\, alimentando la speranza di un riscatto. Le installazioni contemporanee al Museo dialogano direttamento con i manufatti esposti\, di stile palermitano e catanese\, che si animano in Pupi a 360 gradi di Alessandra Grassi\, film documentario fruibile mediante appositi visori VR che riproduce uno spettacolo integrale dell’Opera dei pupi. \n  \nDopo l’esposizione presso il Museo Scoala de la Piscu\, in Romania\, da marzo a giugno 2025\, Pupi videodrome rivive a Palermo in un nuovo allestimento diffuso che si fa sempre con maggiore forza promotore di pace e dialogo interculturale e invita ad una riflessione critica sul presente attraverso l’arte e il patrimonio immateriale dell’Opera dei pupi. \n____ \nLa mostra a Palazzo Belmonte Riso sarà visitabile fino al 28 novembre 2025\, nei giorni e orari di apertura del Museo regionale d’arte moderna e contemporanea. Per info sugli orari di apertura si rimanda al sito https://www.museoartecontemporanea.it/orari-e-tariffe/ \nL’ingresso alla mostra Pupi videodrome è gratuito.
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SUMMARY:FRAMING THE BORDES
DESCRIPTION:Quando l’arte incontra la vita: moda\, fotografia e comunità a Danisinni \nA pochi passi dal cuore monumentale di Palermo\, il quartiere di Danisinni custodisce un’energia autentica\, fatta di storie\, desideri e relazioni.\nDa questo luogo nasce Framing the Borders\, un progetto che intreccia arte\, moda e partecipazione per ridefinire i confini tra centro e margine\, realtà e immaginazione. \nIdeato dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo nell’ambito del corso di Comunicazione Multimediale guidato dalla prof.ssa Jacqueline Ceresoli\, il progetto ha coinvolto diversi indirizzi accademici — Fashion Design\, Exhibition Design\, Fotografia\, Audio Video e Multimedia\, Graphic Design — in un percorso creativo collettivo. \nIn collaborazione con i giovani del quartiere\, gli studenti hanno realizzato una collezione di abiti genderless come libera espressione dell’identità personale.\nIl risultato è un racconto visivo intenso e autentico: uno shooting fotografico che trasforma i ragazzi e le ragazze di Danisinni nei protagonisti di una nuova narrazione condivisa. \nRealizzato il 22 maggio 2025\, lo shooting è stato interamente curato dagli studenti — dalla scelta delle location alla direzione artistica\, dalla produzione alla post-produzione — in collaborazione con la redazione di pa.arte\, la rivista universitaria dell’Accademia.\nUn’esperienza che ha superato i confini dell’aula\, trasformandosi in un incontro umano e creativo fondato sull’ascolto e sulla collaborazione. \nOra Framing the Borders approda\, nell’ambito di un protocollo di intesa tra l’Accademia di Belle Arti di Palermo e il Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\, alla Foresteria di Palazzo Belmonte Riso – spazio simbolico di dialogo tra istituzioni e comunità.\nLa mostra presenta una selezione di scatti che restituiscono la forza poetica e sociale di un progetto capace di connettere mondi diversi attraverso la moda e l’immagine. \nNato come progetto didattico\, Framing the Borders si è trasformato in un atto poetico e politico: una dichiarazione di fiducia nella capacità dell’arte di unire\, includere e trasformare.\nPerché Danisinni non è periferia\, ma centro di futuro\, di storie e di possibilità. \n  \nInformazioni\nMostra fotografica: _Framing the Border_ \nA cura di:\nStudenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo – Corso di Comunicazione Multimediale \nInaugurazione\nLuogo: Foresteria di Palazzo Riso – Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia\, Palermo_\nDate: _7-8-9 Novembre 2025_\nOrario: _9AM to 8PM_ \nDocente referente:\n_Comunicazione Multimediale_ – Prof.ssa Jacqueline Ceresoli \nDocenti:\n_Fashion Design_ – Prof. Sergio Daricello\n_Exhibition Design_ – Prof. essa Mariafrancesca Giglia\n_Fotografia_ – Prof. Sandro Scalia\n_Audio Video e Multimedia_ – Prof. Marco Battaglia\n_Graphic Design_ – Prof. Fausto Gristina \nIn collaborazione con:\nPa.arte\, rivista universitaria dell’Accademia di Belle Arti di Palermo
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SUMMARY:SUBLIME DI MELCHIORRE NAPOLITANO
DESCRIPTION:SUBLIME \nSpazialità Fisiche Essenziali \nMostra dell’artista Melchiorre Napolitano \nLa mostra\, iniziativa direttamente promossa dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’identità siciliana\, è curata da Francesco Gallo Mazzeo e sarà fruibile fino all’8 novembre 2025 \nA Palermo\, mercoledì 8 Ottobre\, alle ore 18\, presso la Cappella dell’Incoronata\, si inaugura la mostra personale dell’artista Melchiorre Napolitano: SUBLIME Spazialità.Fisiche.Essenziali. La mostra\, curata da Francesco Gallo Mazzeo\, sarà visitabile fino a sabato 8 novembre. \n“La mostra di Napolitano – ha detto l’Assessore ai Beni culturali e identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato – conferma l’impegno di questo Assessorato nel promuovere la creatività contemporanea siciliana\nvalorizzando il nostro patrimonio culturale sia attraverso la scelta del luogo dell’esposizione\, la storica Cappella dell’Incoronata di Palermo\, sia attraverso le opere stesse dell’artista che si ispirano alle bellezze archeologiche\, architettoniche e paesaggistiche del nostro territorio e non solo”. \nIl progetto espositivo della mostra di Melchiorre Napolitano contempla un insieme di opere ispirate dalle bellezze archeologiche\, architettoniche e paesaggistiche alle quali l’artista ha attinto nei suoi numerosi viaggi di osservazione e di studio in varie parti del mondo. Opere ispirate non soltanto dalla reale composizione paesaggistica della materia rocciosa rappresentata ma\, anche\, dalle suggestioni che un segno\, una macchia o un graffito rinvenuti su di essa\, unitamente a cieli e nuvole inquietanti\, contribuiscono a dare forma originaria ad una nuova e personale visione dell’originale paesaggio immaginario\, espressa\, anche\, come una speciale e sui generis  invenzione del paesaggio.  \nL’artista\, suggestionato\, non solo esteticamente\, della storia e sacralità che suscita la Cappella della Incoronazione\, luogo speciale in cui svolge la mostra\, ha voluto rivolgere un omaggio particolare ad alcune “eroine della fede”\, che con grande forza d’animo e spirito di abnegazione hanno saputo incidere nella storia di questa iconica città di Palermo. Il riferimento\, così come sottolinea Francesco Gallo Mazzeo nel suo testo di presentazione in catalogo\, è “…agli omaggi fatte alle quattro sante\, di quattro stagioni della fede e della devozione\, a cui Napolitano volge lo sguardo\, ma non allo scopo di illustrarle e magnificarle in maniera ordinaria\, bensì di investirle di un ulteriore ruolo di guida verso un avvenire…”. Rosalia e ancora le altre compatrone Agata\, Ninfa\, Cristina ed Oliva\, seppero affrontare anche il martirio pur di rimanere fedeli al loro credo cristiano\, che oltre ad essere religioso e simbolo di civiltà\, si riferisce a tutta l’umanità\, non più solo dell’uomo\, ma dell’uomo e della donna insieme. \nLa mostra comprende circa 45 opere\, tra pitture\, bassorilievi ed installazioni. Un’antologia di lavori realizzati negli ultimi vent’anni\, la maggior parte delle quali non sono mai state esposte a Palermo. Un equilibrio armonioso della complessità\, della luce e dell’incombere delle ombre\, in intreccio di luci ed ombre\, pieni e vuoti\, forme e colori\, di cui l’artista si è sempre nutrito nella sua terra di origine\, la Sicilia\, con lo sguardo di chi\, esaminato il passato\, vive il presente con la speranza di un futuro salvifico.  \nNote biografiche \nMelchiorre Napolitano è nato a Palermo nel 1949 ed ha completato gli studi nella sua città. Laureato in architettura\, dal 1973 al 2007 è stato docente di Discipline pittoriche presso il Liceo artistico statale “E. Catalano” di Palermo. Dal 1966\, ad oggi\, ha partecipato a numerose esposizioni collettive ed allestito mostre personali sia in Italia che all’estero\, presso Istituzioni pubbliche museali e gallerie d’arte private\, in Svizzera\, Olanda\, Francia\, Jugoslavia\, Turchia\, Corea del Sud\, Argentina\, Brasile\, Russia.
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SUMMARY:MACCHIA MEDITERRANEA
DESCRIPTION:Giusi Sferruggia \nMacchia Mediterranea \nA cura di Marcello Carriero \n4-14 ottobre 2025 – Museo Riso\, spazio vetrina\, Via Vittorio Emanuele 365\, Palermo \nL’installazione Macchia Mediterranea\, che si inaugura giorno 4 ottobre presso lo spazio vetrina di Palazzo Belmonte Riso\, è realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Palermo\, nell’ambito di un protocollo di intesa con il Museo Riso e fa parte degli eventi di preview della biennale iDesign\, la design week palermitana la cui XIII edizione si svolgerà nell’autunno del 2026. \nL’installazione\, curata da Marcello Carriero\, è dedicata alla recente produzione pittorica della giovanissima artista palermitana Giusi Sferruggia. Si tratta di un’opera accuratamente selezionata da un corpus più ampio che spazia dalla installazione alla performance\, dalla fotografia alla pittura. La scelta è ricaduta su Macchia Mediterranea che allude alla particolare tecnica di esecuzione\, simile alla gouache e al contempo celebra le sue radici e la sua fonte di ispirazione primaria: la Sicilia che conserva l’eco di una vegetazione tipica dell’intero bacino del mediterraneo con il suo aspetto unitamente ameno e fragile. Il Mar Mediterraneo\, che divide ed unisce\, conservando in sé testimonianze del presente e dell’antico\, è rappresentato dalla natura liquida dei dipinti dell’artista e si apre su cromatismi che alternano la brillantezza dei riflessi alla cupezza degli abissi. \nInfo \nGiusi Sferruggia\nMacchia Mediterranea\na cura di Marcello Carriero\nspazio caffetteria e vetrina del Museo Riso\, Via Vittorio Emanuele 365\, Palermo\ndal 4 al 14 ottobre 2025  \nGiusi Sferruggia (Palermo 1992) vive e lavora a Palermo\, ha studiato al biennio specialistico in pittura all’Accademia di Belle Arti. La sua ricerca affonda le radici in un’analisi meticolosa dell’ordinario\, delle modalità dello stare al mondo e dei materiali che ne costituiscono il contorno. Pur rimanendo profondamente legato a un’idea di pittura\, infatti\, il suo lavoro può svilupparsi nello spazio spinto dall’interesse dell’artista nei confronti dei più diversi materiali e tecniche. Il ragionamento sull’esistenza si accompagna a quello sul corpo\, prima immediata forma dell’esserci e i materiali utilizzati dall’artista si snodano nell’ambiente ricalcando il pulsare della vita\, divenendo organo di un corpo non umano. Giusi Sferruggia ha all’attivo le seguenti mostre: Der Natur entommen 31 Haus der kunst\, Palermo\, 2015. The Island Is What the Sea Surrounds a cura di Maren Richter St. Elmo Examination Centre\, Valletta\, Malta\, 2018. Progetto Qanat 2 Studio Mascal\, Palermo\, 2018 Polizzi Generosa Arte Contemporanea progetto di ABA Palermo Palazzo della Cultura\, Polizzi Generosa\, 2021. Sospensione orizzontale mostra personale a cura di Alessia Coppolino\, La Siringe\, Palermo\, 2022 Bandi: Vincitrice della seconda edizione di A Priori Magazine\, Roma\, 2023. Mostra collettiva\, Osservatorio Futura\,Zone\, di libera inflessione a cura di Carlo Corona\, Torino2024.
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SUMMARY:CINQUANT’ANNI ANNI DI CONSERVAZIONE DELLA NATURA IN SICILIA 1975–2025
DESCRIPTION:GIORNATA MONDIALE DELL’HABITAT: TAVOLA ROTONDA IN COLLABORAZIONE CON LA SOCIETÀ SICILIANA DI SCIENZE NATURALI E INTITOLAZIONE DELLA SEZIONE NATURALISTICA DEL MUSEO REGIONALE DI STORIA NATURALE DI TERRASINI \nIn occasione della Giornata Mondiale dell’Habitat (World Habitat Day) istituita dalle Nazioni Unite nel 1985 e celebrata ogni anno in ottobre per riflettere sullo stato degli habitat naturali e sul diritto fondamentale a un ambiente sano e sostenibile\, il Museo Regionale di Storia Naturale in stretta collaborazione con la Società Siciliana di Scienze Naturali intende offrire una riflessione a più voci\, fra studiosi\, collezionisti\, istituzioni\, cittadini\, giovani generazioni sul lungo cammino che\, a partire dagli anni Settanta\, ha portato l’Isola a dotarsi di strumenti di conoscenza\, sensibilizzazione e protezione del proprio patrimonio naturalistico\, grazie a figure come Marcello Carapezza\, Vittorio Emanuele Orlando\, Fulco Pratesi\, Franco Russo\, protagonisti a partire da quegli anni\, di importanti battaglie per la conservazione della natura in Sicilia. \nCinquant’anni di natura. Una storia che ci riguarda tutti. Al centro dell’iniziativa vi sono due importanti pubblicazioni del 1974\, che\, partendo dal focus sulla Sicilia\, hanno segnato una svolta nella coscienza ambientale italiana e contribuito a gettare le basi della tutela delle bellezze naturali siciliane: “Dati preliminari per un’analisi della degradazione ambientale ed elenco delle aree dell’isola di maggiore interesse naturalistico” di Silvano Riggio e Bruno Massa in “Problemi di conservazione della natura in Italia: Atti del IV Simposio Nazionale sulla Conservazione della Natura”\, Bari\, 23-26 aprile 1974; “Guida alla Natura della Sicilia” di Fulco Pratesi e Franco Tassi\, edita da Arnoldo Mondadori Editore nel 1974\, pubblicato in collaborazione con il World Wildlife Fund (WWF)\, che ebbe grande risonanza a livello nazionale. Due pubblicazioni che oggi\, a mezzo secolo di distanza\, tornano ad essere punto di riferimento per comprendere i progressi compiuti e per interrogarsi sulle sfide ancora aperte. \nIn apertura\, gli interventi istituzionali\, estesi ai rami dell’Amministrazione preposti\, offriranno testimonianza del proficuo dialogo con la ricerca scientifica per la tutela\, salvaguardia\, gestione e valorizzazione del patrimonio ambientale e naturalistico della nostra regione: Bruno Massa ripercorrerà gli anni delle prime battaglie ambientaliste in Sicilia attraverso i personaggi che dal mondo della scienza\, della cultura e della società civile ne furono alla guida; Rafael da Silveira Bueno\, Vincenzo Di Dio\, Tommaso La Mantia e Fabio Lo Valvo\, condurranno la riflessione a più voci su cosa è stato salvato e cosa è andato perduto\, quali obiettivi restano da raggiungere. \n«A distanza di cinquant’anni dal momento in cui l’opinione pubblica iniziò a manifestare una forte coscienza ecologica\, è fondamentale riflettere sul cammino compiuto»\, sottolinea il presidente della Società Siciliana di Scienze Naturali\, Attilio Carapezza\, ricordando come la rinascita della Società negli anni Settanta si inserì in un clima internazionale di crescente sensibilità ambientale. \n«L’eredità di un passato che ha visto l’amministrazione e l’ordinamento dei beni culturali in Sicilia estendere ai beni naturalistici le competenze degli istituti\, soprintendenze e musei\, preposti alla tutela e alla valorizzazione\, ci rende oggi maggiormente responsabili nel non arretrare nella cura dell’habitat\, nel suo insieme di bellezza intesa come valore etico dell’esperienza umana\, del singolo e della comunità. In tal senso l’arte del nostro tempo è ora anticipatrice\, ora interprete: la accessibilità tecnica\, il rispetto e reimpiego di materiali poveri cui dare nuova vita\, la circolarità e prossimità\, la dimensione pubblica e partecipativa\, sono valori che l’arte condivide con la sensibilità e rispetto ambientale»\, sostiene la dirigente del Museo regionale di Terrasini\, Evelina De Castro. \n«Preservare il nostro patrimonio naturalistico significa preservare\, tutelare e soprattutto tramandare la storia e le radici della nostra Isola – ha detto l’Assessore ai Beni Culturali e Identità Siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato –. La tutela della bellezza\, dell’arte\, della natura e dell’identità siciliana\, restano un caposaldo della nostra azione di governo. Aderire alla Giornata mondiale dell’Habitat ci riempie di gioia e di orgoglio\, convinti della responsabilità e del ruolo che abbiamo nel tramandare alle future generazioni il concetto di eredità da proteggere.». \nL’intitolazione della Sezione Naturalistica a Vittorio Emanuele Orlando\, storico sindaco di Terrasini\, sarà l’occasione per mettere in risalto il legame necessario fra comunità\, enti locali e istituti preposti. A lui si deve la nascita del Museo con la sua imponente collezione di oltre 500.000 reperti tra paleontologia\, malacologia\, entomologia\, ornitologia\, mineralogia e geologia\, uno dei più importanti musei naturalistici del Mezzogiorno e un presidio culturale e scientifico per la ricerca e la divulgazione\, grazie alla attività interna svolta da un qualificato comitato tecnico scientifico. La collaborazione con la Società Siciliana di Scienze Naturali\, rifondata oltre 40 anni fa per diffondere la cultura scientifica e naturalistica nell’Isola\, riafferma la centralità del dialogo tra istituzioni\, università e comunità per una tutela che non riguarda solo il passato\, ma si proietta sulle nuove generazioni. \nL’evento mira a estendere la partecipazione dall’Assessorato e Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana\, alla istituzione regionale preposta all’Ambiente\, dello Sviluppo rurale e territoriale\, insieme a enti gestori delle Aree Protette e studiosi delle università siciliane\, in un confronto che intende legare memoria e prospettiva\, ricerca e responsabilità civile. Con questa iniziativa\, il Museo di Terrasini e la Società Siciliana di Scienze Naturali aderiscono alla Giornata Mondiale dell’Habitat con un messaggio forte: il futuro della Sicilia\, come quello del pianeta\, passa dalla capacità di riconoscere nella natura non solo un’eredità da proteggere\, ma un orizzonte condiviso da abitare con rispetto e consapevolezza. \nInformazioni per il pubblico e la stampa \nMuseo Regionale di Storia Naturale e Mostra Permanente del Carretto Siciliano – Palazzo d’Aumale\nLungomare Peppino Impastato\, Terrasini (PA)\nTel. +39 091 8810989 | E-mail: museo.terrasini@regione.sicilia.it \n______________________\nSegue locandina
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SUMMARY:NOTTI DEL CONTEMPORANEO
DESCRIPTION:Arte\, vino e emozioni sotto le stelle di Palermo12 | 21 | 28 agosto 2025 \nDurante le affascinanti sere d’estate\, il Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Belmonte Riso apre le sue porte per un ciclo di visite serali pensate per chi desidera vivere l’arte in modo diverso: immersi nella bellezza\, avvolti dalla quiete della sera\, accompagnati da un calice di vino firmato Duca di Salaparuta. \n🖼️ Un viaggio tra le forme del presente\nIl percorso guidato conduce i visitatori attraverso oltre sessant’anni di arte contemporanea\, con opere di artisti siciliani\, italiani e internazionali. Al centro della visita\, il potente ciclo “Percorsi di Memoria” esplora i temi universali della vita\, della morte e del corpo\, in un dialogo visivo e emotivo profondo. \nTra le novità in mostra\, spiccano le recenti acquisizioni: \n\n–  La Sicilia e altre figure di Flavio Favelli\n–  Cicero di William Kentridge\n–  A Brighter Tomorrow del collettivo Claire Fontaine Opere che intrecciano memoria\, identità e visione contemporanea\, offrendo spunti di riflessione e meraviglia.\n\n🍷 Arte da gustare\nAl termine della visita\, gli ospiti potranno brindare con un calice di vino della rinomata cantina Duca di Salaparuta\, in un’atmosfera intima e suggestiva\, dove l’arte incontra il gusto nel cuore pulsante di Palermo. \nℹ️ Informazioni utili\n\n\n\n\n\n📍 Location\nPalazzo Belmonte Riso – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\n\n\n\n\n🎟️ Prezzo\n€ 5\,00 (visita didattica serale)\n\n\n⏱️ Durata\n1 ora\n\n\n👥 Adatto a\nSingoli e gruppi\n\n\n📅 Date\n12 – 21 – 28 Agosto 2025\n\n\n🕗 Orari\nOre 20:00 e ore 21:00\n\n\n✅ Incluso\nVisita didattica serale\n\n\n❌ Escluso\nBiglietto d’ingresso al museo\n\n\n📲 Prenotazioni\nPrenota online:https://www.coopculture.it/…/notti-del-contemporaneo/
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SUMMARY:LUMINESSENZA\, ICONOGRAFIA DELLA LUCE
DESCRIPTION:  \nE’ Bruno Corà il curatore di “Luminessenza” mostra multimediale del pittore modicano Franco Fratantonio. Il 24 di luglio l’inaugurazione. Invitate autorità politiche\, istituzionali e religiose \n  \nPalermo\, 21 luglio 2025. E’ Bruno Corà il curatore della mostra\, dal titolo “Luminessenza\, iconografia della luce”\, che il pittore modicano Franco Fratantonio terrà dal 24 luglio e sino al 24 agosto 2025 nella Cappella della Incoronata di Palermo. \nll prestigioso storico e critico d’arte Bruno Corà ha apprezzato da qualche tempo il linguaggio e il messaggio artistico dell’opera di Franco Fratantonio. \nIn questa occasione espositiva l’opera di Fratantonio è presente nei vari linguaggi espressivi che lui da sempre adopera. È implicito il disegno nell’uso del pastello secco e ad olio che si evolve in pittura\, questa si anima nel movimento dei video da cui si estraggono sequenze e frame fotografici sui cui ritorna il segno pittorico del pastello. \nNell’opera video “Pozzo Paradiso” si parla di un’antica leggenda celtica che narra di un ragazzo muto che viveva vicino in una spiaggia e passava il suo tempo ad ascoltare la voce del mare\, voleva capire il significato e imparare finalmente a parlare\, un giorno decise di entrare in mezzo all’acqua e cominciò a nuotare scivolando sempre più giù\, quando arrivò in fondo al mare si trovò davanti un pozzo da dove usciva una musica meravigliosa\, risalito in superficie scoprì di saper parlare ma le sue parole non erano come quelle degli altri uomini era un canto\, il primo canto del mondo. L’opera varia di Franco Fratantonio presente alla Cappella dell’Incoronata si traduce nel concetto di Immersione che nasce da un’esperienza giovanile di quando lui si tuffava nel mare. Questo concetto si evince nelle varie installazioni minimali di una visione ascensionale dello spazio. L’uso della scrittura si traduce nel concetto di immagine\, parola\, suono e infine diventa Luminessenza\, cioè l’essenza della luce. \nLa mostra\, organizzata e promossa dall’Associazione culturale “L’uomo sulla terra”\, sarà inaugurata il 24 luglio alle ore 18.00. Sono stati invitati a presenziare l’Assessore regionale ai Beni Culturali e dell’identità siciliana\, Francesco Paolo Scarpinato\, l’arcivescovo di Palermo\, Corrado Lorefice e altre espressioni della politica e delle istituzioni. \nL’evento vanta l’egida del Museo regionale d’arte moderna e contemporanea Riso. La mostra si avvale di diciotto opere tra quadri (pastelli\, oli e acquarelli)\, neon\, video (Pozzo Paradiso) che raccontano il rapporto sempre forte ed evidente tra luce e colore che negli anni è diventata la cifra artistica del talentuoso pittore siciliano. \nGli orari di apertura al pubblico sono i seguenti: tutti i giorni\, dal lunedì a domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00; mercoledì pomeriggio apertura pomeridiana dalle ore 14.30 alle ore 17.00. \nIl curatore Bruno Corà è stato professore e accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti ”Pietro Vannucci” di Perugia. Presidente della Fondazione Burri è stato direttore di Palazzo Fabroni Arti visive Contemporanee di Pistoia\, del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato\, del Centro d’arte moderna e contemporanea della Spezia\, del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Lugano nonché docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. \nCorà ha curato diverse biennali internazionali d’arte. \nDal 2012 al 2016 ha ideato e diretto la rivista Mozart dedicata all’arte contemporanea. \nUfficio Stampa: Marco Sammito
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SUMMARY:IO ROSALIA
DESCRIPTION:Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo \n13 luglio 2025 | 7 settembre \nIn occasione del 401° Festino di Santa Rosalia \n  \n  \nIl 13 luglio\, a partire dalle ore 18:00\, il Museo Riso\, con “Io Rosalia” ha rinnovato la sua partecipazione al Festino della Santa Patrona di Palermo\, con un programma che ha intrecciato i linguaggi dell’arte contemporanea: performances\, arti visive\, digitali\, street art e pratiche sociali\, per uno sguardo attualizzato su Rosalia che anno dopo anno interpreta le istanze e le speranze di una comunità globale.  \nNell’ambito di questo programma è stata inaugurata l’opera site specific Io Rosalia realizzata da Nicola Console\, per interagire con il pubblico dalla vetrina del museo che si apre su Piazza Bologni. L’opera resterà fruibile fino al 7 settembre. \n«Io Rosalia significa ‘in prima persona’ – spiega Evelina De Castro\, direttrice del Riso –. Rosalia è ciascuna/o e tutti noi. Abbiamo immaginato l’opera guida del programma rosaliano 2025 del Museo come un’icona concreta e viva\, non statica e distante. La Santa Rosalia di Nicola Console\, artista presente nell’Archivio SACS di Riso\, palpita nella vetrina che si mostra sulla strada del Festino: ‘Io Rosalia’ è opera contemporanea\, metafora concettuale e spirituale del nostro tempo. È rappresentata nella sua iconografia storica\, che si riconosce nel presente\, segnato dalle pestilenze\, ma volgendosi verso ‘A Brighter Tomorrow’\, il domani più luminoso\, scultura neon che Claire Fontaine ha dedicato nel 2024 a Rosalia come simbolo di vita che resiste e si protende nel futuro. Anche quest’anno – e così nei prossimi – Rosalia dà senso all’arte del nostro tempo: multiforme\, partecipata\, pubblica\, necessaria per interpretare il presente e proiettarci nel domani.» Rosalia diviene epifania del nostro tempo. Come scrive Nicola Console: «L’opera si sottrae alla dimensione temporale\, utilizzando una macchina scenica barocca\, scomposta per piani di profondità e risolta pittoricamente. Il simulacro si anima offrendosi come luogo immaginativo della trascendenza. L’iconografia tradizionale viene ribaltata nella sua funzione: l’immagine non consola\, ma interroga. E tuttavia\, richiama la speranza e l’autenticità del rito\, senza mai limitarsi a riprodurlo». \nINFO\nMuseo Riso\, Via Vittorio Emanuele 365\, Palermo\n13 luglio – 7 settembre 2025 \n  \n____________\nSegue locandina \n \n  \n  \n 
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SUMMARY:39°43′N 12°55′E  A NORD DI USTICA. COORDINATE DI MEMORIA
DESCRIPTION:39°43′N 12°55′E  \nA NORD DI USTICA. COORDINATE DI MEMORIA \nDal 27 giugno al 27 luglio 2025 \nQuattro momenti di memoria attiva per il 45° Anniversario della Strage di Ustica \nPalermo\, 27 giugno 2025 – In occasione del 45° anniversario della tragica Strage di Ustica\, in cui persero la vita 81 persone\, il RISO – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea – rinnova la sua proficua collaborazione con il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici Bologna –\, presentando un prezioso progetto di memoria attiva. Fino al 27 luglio 2025\, distinti ma intrecciati\, quattro “Momenti” daranno vita a un’unica\, grande iniziativa dal titolo evocativo: “39°43′N 12°55′E / A NORD DI USTICA. COORDINATE DI MEMORIA”. Un progetto che attraverserà i luoghi simbolo di quella ferita ancora aperta: Bologna\, Palermo e l’isola di Ustica. \nIl titolo stesso dell’iniziativa è un ponte tra la precisione cartografica e la profondità del ricordo. Le coordinate indicano il punto esatto nel Mar Tirreno in cui precipitò il DC-9 Itavia: un riferimento inequivocabile a “qui è successo”. La dicitura “A Nord di Ustica” si riferisce alla posizione del relitto\, che per latitudine si trova effettivamente a nord dell’isola\, pur essendo più a ovest. Questa lieve “imprecisione” concettuale diventa forza evocativa\, intercettando la percezione collettiva e il radicamento della Strage di Ustica nella memoria pubblica\, trasformandola in un punto di riferimento emotivo. Infine\, “Coordinate di Memoria” eleva questi numeri da semplice dato geografico a simbolo denso di significato\, trasformando un punto nello spazio in un luogo di ricordo\, riflessione e ricerca di giustizia. Una metafora potente\, che suggerisce come l’iniziativa non sia solo geolocalizzazione\, ma permanenza del ricordo e rinnovata responsabilità verso il futuro. \n“La cultura è memoria viva. Ricordare la strage di Ustica significa non solo rendere omaggio alle vittime\, ma anche tramandare storie\, esperienze e verità che\, attraverso l’arte\, possono essere custodite e restituite alle future generazioni. È questo il compito della cultura: ricordare per non dimenticare” dichiara l’Assessore dei beni Culturali e dell’Identità Siciliana Francesco Paolo Scarpinato. \nCome afferma Evelina De Castro\, direttrice del Museo RISO: «Ogni anno il Museo RISO rinnova un impegno che è insieme etico\, civile e poetico: quello di custodire\, rielaborare e trasmettere la memoria come atto vivo\, come gesto collettivo e creativo. Non si tratta solo di ricordare un evento tragico come la Strage di Ustica\, ma di restituirgli profondità e voce attraverso il linguaggio dell’arte\, che sa attraversare il tempo e dare forma al non detto. In un presente che tende spesso a rimuovere\, il nostro compito è educare alla memoria come esercizio critico\, come riappropriazione consapevole del passato per costruire un futuro vigile\, capace di interrogarsi. È in questa visione che il RISO si fa laboratorio permanente di relazione e cultura\, luogo in cui le nuove generazioni possono incontrare la storia\, decifrarla\, reinterpretarla». \nIniziative come “39°43′N 12°55′E / A NORD DI USTICA. COORDINATE DI MEMORIA” rappresentano coordinate simboliche ma anche direzioni di senso\, traiettorie emotive e civili. Mettere in dialogo la memoria recente con quella più antica – come nel parallelismo tra il relitto del DC-9 e il ritrovamento della Nave Romana affondata – significa riconoscere in ogni testimonianza del mare un racconto di umanità interrotta\, ma mai conclusa. Così il Museo si fa spazio aperto e attraversabile\, dove la memoria non si cristallizza\, ma si trasforma in energia generativa. Perché non c’è memoria senza presente\, e non c’è futuro senza la capacità di ricordare insieme. Per questo\, l’iniziativa si articola in quattro azioni coordinate di memoria\, in cui si incrociano visioni\, linguaggi e narrazioni differenti e trasversali\, con il coinvolgimento delle scuole\, del Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica\, della Soprintendenza del Mare\, di artisti\, curatrici ed educatori. Un percorso condiviso tra arti visive e produzioni documentarie\, ospitato nei luoghi simbolicamente legati ai fatti: Bologna\, Palermo e Ustica.  \nQuattro Momenti di Memoria Attiva: \n\n\nVideo installazione “Viaggio Notturno Per mare” di Jacopo Rinaldi a cura di Laura Brambilla. Dopo essere stata presentata a Bologna nel 2024 al MAMbo e al Museo per la Memoria di Ustica\, l’opera video di Jacopo Rinaldi (Roma\, 1988) giunge per la prima volta a Palermo\, presso il Museo RISO\, e sull’isola di Ustica\, al Centro Studi e Documentazione. Viaggio notturno per mare si configura come una ‘emersione’\, portando nello spazio pubblico una presenza quasi fantasmagorica che intende riattivare la memoria collettiva sommersa. Il titolo stesso evoca le “acque mescolate alla notte” di Gaston Bachelard\, simbolo di un “rimorso antico che non vuole dormire”. L’opera nasce dalle immagini subacquee girate nel 1987 dall’Istituto francese Ifremer durante la missione OPERA\, quando il sottomarino Nautile individuò e illuminò per la prima volta i resti del DC-9 Itavia\, adagiati a 3620 metri di profondità in uno dei punti più remoti del Mar Tirreno. Questi lunghi piani sequenza\, accompagnati da un costante rumore elettromagnetico\, trasformano il fondale nero e immobile in uno spazio simbolico dove la materia frammentata del relitto incontra l’abisso della rimozione collettiva. Rinaldi rielabora i filmati originali come un viaggio notturno: un lento avvicinamento a ciò che per anni è rimasto sepolto\, restituendo una presenza spettrale\, ma necessaria\, che riattiva la memoria là dove il tempo e l’oblio avevano coperto ogni traccia. L’opera entra in dialogo ideale con le celebri installazioni di Christian Boltanski dedicate alla Strage di Ustica\, condividendone la tensione etica e la forza poetica: entrambe trasformano l’assenza in testimonianza\, la profondità fisica in spazio di riflessione pubblica.Viaggio notturno per mare è un invito a non lasciare che il buio del mare coincida\, ancora una volta\, con quello della storia. \n\n\nColtivare la Memoria – Progetto Didattico Integrato frutto della collaborazione tra il Dipartimento Educativo MAMbo | Museo Morandi e il Settore Educazione di Palazzo RISO. Questo percorso ha coinvolto attivamente gli studenti delle classi 4°A e 4°D del I.I.S. Manfredi Tanari di Bologna e 3°M del Liceo Regina Margherita di Palermo. Sotto la guida di Laura Brambilla e Marta Zanin per Bologna e Rosaria Raffaele Addamo e Silvia Emma per Palermo\, i ragazzi e le ragazze hanno partecipato a visite museali\, attività laboratoriali e incontri con artisti che pongono la “memoria” al centro della loro ricerca. Il progetto culmina nella presentazione di innovativi output digitali – come biografie immaginate all’interno di “oblò/finestrini” di carta\, montaggi audio/video\, frasi sussurrate e chat simulate – pensati per trasmettere il ricordo della strage alle nuove generazioni. Seguendo l’esempio di Rinaldi nel 2024\, il loro lavoro si propone come una “pietra d’inciampo contemporanea”\, una risposta alla domanda “perché questa storia dovrebbe essere ricordata più delle altre?” con la chiara affermazione che “dovrebbe essere ricordata quanto le altre”. I video prodotti dagli studenti\, oltre a essere presenti sui canali social dei musei coinvolti\, saranno in mostra negli spazi del Dipartimento educativo MAMbo | Museo Morandi dal 21 al 29 giugno 2025. \n\n\nVideo Nave Romana – Il Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica ospiterà\, contestualmente a Viaggio Notturno per mare di Jacopo Rinaldi\, un video speciale sul ritrovamento di una nave romana\, concesso in prestito dalla Soprintendenza del Mare. Questa iniziativa crea un dialogo tra la memoria storica di eventi tragici recenti e la profondità millenaria della storia marittima e archeologica del Mediterraneo\, sottolineando la stratificazione del ricordo che il mare custodisce.  \n\n\n“Pratica Poetica Politica” di Giovanni Gaggia (2022)\, collezione permanente del Museo Riso – L’arazzo Pratica Poetica Politica di Giovanni Gaggia\, oggi parte della collezione permanente del Museo RISO\, torna in esposizione come segno tangibile di un lungo lavoro sull’elaborazione della memoria. L’opera – ricamo su tessuto (300×150 cm) con base in legno color lavagna e gesso – nasce da un decennale percorso di ricerca sul ruolo dell’arte come strumento di consapevolezza civile\, sviluppato da Gaggia a partire dalla Strage di Ustica\, che ha visto l’artista confrontarsi con testimoni diretti e storie sommerse. Il progetto ha preso avvio dall’incontro con Daria Bonfietti\, presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime\, e dalla sua frase “Quello che doveva accadere”\, da cui nasce il primo arazzo\, concluso durante una performance a Bologna. Nel 2016\, l’incontro con le figlie di Aldo Davanzali\, proprietario della compagnia Itavia – considerato l’ottantaduesima vittima della strage – apre a una nuova riflessione che porterà Gaggia a realizzare un secondo arazzo\, quello oggi esposto\, con la frase ricamata a Palermo “Pratica Poetica Politica”. Presentata per la prima volta nel 2022 nella mostra “Quello che doveva accadere”\, curata da Desirée Maida\, l’opera si lega anche al laboratorio PTCO con la IV H del Liceo Vittorio Emanuele II di Palermo: gli studenti\, scrivendo sulla base lignea\, trasformano la memoria in esperienza collettiva. La loro partecipazione ha trasformato l’opera in uno spazio condiviso di scrittura e presa di coscienza. Il ricamo diventa così gesto politico\, l’arte una pratica civile\, la memoria un’eredità viva.  \n\n\nPartecipare a “39°43′N 12°55′E / A NORD DI USTICA. COORDINATE DI MEMORIA” significa accogliere un invito al confronto\, al pensiero critico e alla costruzione condivisa di senso. Il RISO Museo\, intrecciando la forza visionaria dell’arte contemporanea con la responsabilità della memoria storica e l’impegno educativo\, si fa promotore di un presente vigile e consapevole. Un presente che non dimentica\, ma che sceglie di ricordare per generare futuro\, coltivando giustizia\, coscienza e umanità. \n \n____________\nSegue locandina
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SUMMARY:SIAMO CULTURA - DALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE ALL'INTELLIGENZA COLLETTIVA
DESCRIPTION:Con con DDG n. 2621/2025 è stato istituito Sportello Multidisciplinare Appalti Cultura 5.0. (SMApp Cultura 5.0.) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR Investimento 2.2 “Task force digitalizzazione\, monitoraggio e performance della M1C1 Sub-investimento 2.2.1: “Assistenza tecnica a livello centrale e locale del PNRR” – PROGETTO “1000 ESPERTI” – CUP G61B21009850006. \nL’evento di presentazione si terrà il 25 giugno dalle 15.30 alle 22.00 presso Palazzo Riso\, Via Vittorio Emanuele 362\, Palermo. \nSMApp Cultura 5.0. è lo sportello Multidisciplinare degli Appalti del Dipartimento Beni Culturali che fornisce un servizio pubblico gratuito di consulenza e supporto specialistico nel settore degli appalti di lavori\, servizi e forniture dei beni culturali al fine di garantire una maggiore efficienza nella gestione della spesa pubblica e la corretta applicazione dalla normativa di riferimento che investe l’intero ciclo di vita dei contratti pubblici. \n* Perchè nasce SMApp Cultura 5.0.?\nL’impulso alla creazione di uno Sportello Multidisciplinare degli Appalti “cultura 5.0” dei beni Culturali con accesso fisico e “consulenza frontale” tra Dipartimento e portatori di interesse rappresenta un cambiamento di paradigma nell’approccio alla creazione di valore pubblico\, che va oltre la mera tecnologia e la digitalizzazione per focalizzarsi sull’umanità\, la sostenibilità e la resilienza. In pratica\, con lo SMApp Cultura 5.0. si vuole promuove una visione più ampia e integrata del concetto di gestione della spesa pubblica\, partendo dalla considerazione che “un appalto non genera un mero passaggio di denaro dalla PA ad un beneficiario o OE”\, ma vi è una relazione umana e commerciale dietro ogni contratto pubblico. La tecnologia senza dubbio serve a migliorare la vita delle persone e del pianeta\, ma l’esperienza sul campo ci consente oggi di affermare che non è l’unica soluzione per aumentare la produttività e garantire una sana ed efficiente gestione della spesa pubblica nel complesso settore degli appalti dei beni culturali. \n* Cosa significa “Cultura 5.0”?\nL’adozione del concetto di Cultura 5.0 anche nel settore appalti richiede alla PA di:\nRivedere i modelli di business anche nel settore pubblico:\n– Environmental\, Social\, and Governance.\nPromuovere la formazione/informazione corretta negli addetti ai lavori:\n– La formazione e l’informazione sono fondamentali per garantire un buon servizio pubblico\nRiconoscere il valore del capitale umano e supportarlo nel percorso produttivo:\n– Pone al centro le persone e le considera elemento strategico per garantire una PA più efficiente e  produttiva. \n* Come opera SMApp Cultura 5.0.?\nSMApp Cultura 5.0.\, promosso dal Dipartimento Beni Culturali della Regione Siciliana\,nell’ambito del progetto PNRR Investimento 2.2 “Task force digitalizzazione\, monitoraggio e performance della M1C1 Sub-investimento 2.2.1: “Assistenza tecnica a livello centrale e locale del PNRR” PROGETTO “1000 ESPERTI” – CUPG61B21009850006\, è stato istituito per:\n1. fornire supporto e consulenza specialistica ai soggetti interni ed esterni che lavorano a qualunque titolo per realizzare l’opera pubblica nel settore beni culturali\, quindi non è solo rivolto ai RUP interni\, ma anche ai soggetti beneficiari di finanziamenti ed operatori economici esterni\, con il preciso scopo di garantire una maggiore efficienza nella gestione della spesa pubblica e la corretta applicazione dalla normativa di riferimento che investe l’intero ciclo di vita dei contratti pubblici.  Lo sportello\, quindi\, fornisce un supporto tecnico-specialistico ed una formazione/informazione mirata gratuiti a tutti i soggetti interni ed esterni al Dipartimento sulle gare d’appalto per lavori\, servizi e forniture che riguardano la manutenzione\, il restauro\, la valorizzazione di beni culturali\, opere d’arte\, siti archeologici\, musei\, parchi\, biblioteche\, ecc.;\n2. opera come mediatore per la risoluzione delle criticità e  colli di bottiglia nelle relazione commerciali (imprese) e con altri enti beneficiari di finanziamenti (Comuni\, Città Metropolitane\, Fondazioni\, Associazioni\, Università\, etc);\n3. opera come centro di ricerca e sviluppo\, fungendo da osservatorio delle criticità\, di cui si occuperà dell’analisi delle stesse e delle formulazione delle proposte di miglioramento nella gestione dell’intero ciclo di vita degli appalti pubblici dei beni culturali.\nIn sintesi\, SMApp Cultura 5.0. fornisce supporto nei seguenti ambiti:\n* Bandi in corso: informazioni sulle gare d’appalto attive\, con dettagli sui progetti\, i tempi\, le caratteristiche tecniche e i requisiti per la partecipazione\, aggiudicazione ed esecuzione;\n* Normativa: supporto nella comprensione delle normative non solo per la gestione tecnica degli appalti pubblici\, ma anche economico finanziaria\, che regolano la gestione dei progetti culturali in tutto il ciclo di vita.\n* Formazione/Informazione: raccoglie tutte le informazioni sulle iniziative formative sia gratuite sia a pagamento sugli appalti pubblici (convegni\, corsi di formazioni\, siti tematici\, libri\, etc) \, e le trasmette tramite con un mailing mirato a tutti i soggetti che si registreranno allo Sportello.\n* Osservatorio Regionale RUP Beni Culturali: ha il compito di fare indagini periodiche sulle critici riscontrate dai dai RUP nel settore specifico dei beni culturali. Questa analisi sarà divulgata attraverso la pubblicazione del Rapporto Annuale Indagine RUP Beni Culturali a cura del Dipartimento Beni Culturali e dell’I.S. della Regione Siciliana.\n* Supporto e presa in carico per il superamento delle criticità nelle relazioni commerciali ed istituzionali con i soggetti beneficiari dei finanziamenti per la realizzazione di opere pubbliche nei beni culturali. Tale funzione mediatrice consente di ridurre i rischio di contenzioso ed oneri aggiuntivi per l’Amministrazione della gestione della spesa pubblica. \n* Quali sono le finalità di SMApp Cultura 5.0.?\nLo sportello appalti beni culturali è fondamentale per accelerare i tempi di conclusione dei progetti e garantire la corretta gestione della spesa\, facilitare la gestione dei progetti ai RUP\, la partecipazione e il dialogo con tutti i beneficiari di finanziamenti pubblici per la valorizzazione dei beni culturali (Comuni\, Fondazioni\, Università\, ETS\, etc.)\, ma anche con gli operatori economici che partecipano alle gare d’appalto di lavori\, servizi e forniture\, garantendo la trasparenza e la correttezza delle procedure di partecipazione\, aggiudicazione ed esecuzione delle opere e servizi pubblici nei beni culturali. \n* Sede operativa e modalità di accesso allo Sportello:\nSede: Servizio 1\,  Dipartimento Beni Culturali e dell’I.S. Via delle Croci 8\, Palermo. \nModalità di richiesta supporto:\n– Consulenza diretta Esperti PNRR:\n* ricevimento in presenza il giovedì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00;\n* Richiesta di supporto tramite e-mail\, scrivendo a serv.coordinamentoprogettazionebci@regione.sicilia.it (indicare nella e-mail Ente/ditta o nome e cognome\, breve descrizione problema o quesito ed un contatto telefonico). \n 
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SUMMARY:QUARTO APPUNTAMENTO PER LA RASSEGNA “TRACCE DI SUONI”
DESCRIPTION:GRANDE SUCCESSO PER LA RASSEGNA “TRACCE DI SUONI”\ndella Stagione Concertistica 2025 del Conservatorio Alessandro Scarlatti\nIN PROGRAMMA ALTRI APPUNTAMENTI\n21 e 22 giugno – ore 20.30 Teatro Massimo – Sala Onu e Palazzo Riso\nIngresso libero sino ad esaurimento posti\n\n\n  \nDopo il successo dei primi appuntamenti inseriti nella rassegna “Tracce di Suoni” curata dai Maestri Fulvia Ricevuto e Fabio Correnti\, all’interno della programmazione della Stagione Concertistica 2025 del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo\, in programma gli altri concerti. Appuntamento il 21 e 22 giugno sempre alle ore 20.30 presso la Sala ONU del Teatro Massimo e a Palazzo Riso ad ingresso gratuito sino ad esaurimento posti. \n21 GIUGNO – ore 20.30 Sala ONU – Teatro Massimo\nIn programma il terzo concerto “Diario Segreto” presso il Teatro Massimo – Sala ONU.\nERIKA FUMAROLA flauti\nALESSANDRO LO GIUDICE flauti\nGIULIA LO GIUDICE percussioni\nCon la partecipazione di\nMANUEL ZURRIA\nMusiche di Glass\, Saariaho\, Sciarrino\, Feldman\, Scelsi\, Gubadulina\, Spina\, Pennisi\, Bottoglia. \n22 GIUGNO – ore 20.30 Museo Riso – Sala Kounellis.\nconcerto “STAY ON IT” – Omaggio a Julius Eastman – Sala Kounellis.\nPercussioni\nVITTORIA DI GRAZIA\nBIAGIO INZERILLO\nGIULIA LO GIUDICE\nPAOLO MACCHITELLA\nSALVATORE MARIO MARINO\nANDREA MURATORE\nFULVIA RIEVUTO\nDAVIDE AMEDEO TRAINA\nTastiere\nOSCAR PIZZO\nANDREA RICCIO\nMusiche di Julius Eastman\nGay Guerrilla\nEvil Nigger\nStay on it \n“Tracce di Suoni” 2025\, giunto alla quarta edizione\, propone\, sguardi differenti e molteplici collaborazioni. Un invito a pensare\, creare e percorrere nelle più diversificate direzioni\, ponti emozionali\, disegnando piccoli segmenti nell’immaginare e proporre visioni sognate e curate con passione\, tenacia e dedizione. Collage di pensieri\, tracce appunto\, segni indelebili per costruire e conservare memoria. \nIl Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo ha il piacere di annunciare il lancio della Rassegna “Tracce di Suoni”\, che si svolgerà in collaborazione con il Master di II livello in musica contemporanea per interpreti e compositori\, Notturne\, Medici senza frontiere\, Teatro Massimo e Palazzo Riso. Questa iniziativa rappresenta un’importante opportunità per gli studenti e i professionisti del settore di esibirsi e far conoscere il proprio talento in un contesto di alta qualità. \nLa rassegna avrà luogo in diverse date e location prestigiose\, fino al 27 giugno\, offrendo un programma ricco e variegato che spazia dalla musica contemporanea alle opere di compositori affermati. \n27 Giugno – Salone Mannino\, ore 20:30\n“Prima Assoluta”\nCon l’esecuzione di:\nGaetano Costa\, Valentina Casesa\, Giovanni Damiani\nMusiche di Loris Capister\, Giovanni Damiani\, Giuseppe Rapisarda\, Francesco Sgambati. \nLa rassegna non solo mira a promuovere la musica contemporanea ma anche a creare un ponte tra giovani artisti e il pubblico\, offrendo un’occasione unica di incontro e scambio culturale. Si prevede una forte partecipazione e il coinvolgimento di istituzioni locali e nazionali\, rendendo questo evento un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica. \nIl Direttore del Conservatorio Alessandro Scarlatti\, M° Mauro Visconti\, interviene sull’iniziativa: “La Rassegna ‘Tracce di Suoni’ è un appuntamento atteso che rappresenta una vetrina importante per i docenti e gli studenti che a vario titolo sono coinvolti. In un momento storico in cui la cultura può fungere da vettore di unità e comprensione\, auspichiamo che questi concerti\, occasione preziosa per dare spazio alla creatività\, esprimano una parentesi orientata alla bellezza e alla riflessione”. \nInvitiamo il pubblico a partecipare a queste serate speciali\, che promettono di incantare e arricchire l’anima di chiunque vi prenda parte. \nTutte le info sul nostro sito web: https://conservatoriopalermo.it/\n#ConservatorioScarlatti #Palermo #Musica #CorsiAccademici #concerti #Erasmusplus\nRosanna Minafò addetto stampa Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo \n  \n 
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SUMMARY:"IL VIAGGIO IMPOSSIBILE DI FEDERICO FELLINI"
DESCRIPTION:Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea \ngiovedì 19 giugno ore 17:30  \n“Il viaggio impossibile di Federico Fellini” di Ignazio Majore \nIn mostra due disegni originali di Federico Fellini \nGiovedì 19 giugno\, alle ore 17:30\, al Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\, avrà luogo la conversazione sul libro “Il viaggio impossibile di Federico Fellini” di Ignazio Majore (Moretti & Vitali\, 2025). In occasione dell’evento saranno in mostra due disegni originali di Federico Fellini e interverranno: Nino Sottile Zumbo\, curatore del libro\, Marcello Alessandra\, psichiatra\, Ivan Scinardo\, direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia. Modera Giovanna Cirino\, introduce Evelina De Castro\, direttrice del Museo. \nDal racconto La testa tra le mani: «Io vedevo passare occhi saettanti e criniere di fuoco. Mi atterriva chi nascondeva le fate e non mi permetteva di lottare contro la morte che arrotava i denti. Fuggivo chi voleva rinchiudermi nelle reti dei quotidiani doveri carnali. Chi conosce le strade e i marciapiedi. Chi ha moglie\, madre e figlia. Chi legge\, chi sta sui banchi\, chi parla al prete. Chi sogna il viaggio e compra l’anello. Chi ha studiato come fare e cosa dire. Chi soffre e va a cercare compagnia\, chi crede d’essere amato e bello. Chi cerca l’ordine e il disordine della terra e dell’acqua. Chi non sa dimenticare e vuole ricordi. Santi\, medici e malati. Ma se il suono ti assorda e ti attraversa il vento\, se piangi come la pioggia e ridi nascosto nelle foreste\, nessuno ti può sentire»
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SUMMARY:IGOR GRUBIC - ANGEL WITH DIRTY FACES
DESCRIPTION:Igor Grubić \nAngels with Dirty Faces \nRiso\, Museo regionale di arte contemporanea \nDal 12 giugno al 7 settembre 2025 \nA cura di Daniela Brignone\, Evelina De Castro\, Rosaria Raffaele Addamo \nOpening venerdì 12 giugno ore 19:00- 23:30 **ingresso gratuito* \nIn occasione del 120° anniversario dalla realizzazione de I carusi dell’artista bagherese Onofrio Tomaselli\, il Museo Riso di Palermo presenta il progetto “Angels with Dirty Faces”\, dell’artista croato Igor Grubić\, evento collaterale alla mostra “Onofrio Tomaselli e il verismo in Sicilia”\, allestita presso la GAM Galleria d’Arte Moderna Empedocle Restivo di Palermo.  \nDal 12 giugno al 6 settembre 2025 sarà possibile visitare la mostra curata da Daniela Brignone\, Evelina De Castro\, Rosaria Raffaele Addamo. \nL’opera\, realizzata nel 2000 e originariamente creata per il Museo di Arte Contemporanea di Belgrado\, trae ispirazione dalla protesta dei minatori di Kolubara\, momento cruciale nella caduta del regime di Milošević. Attraverso un video di 17 minuti e una serie fotografica di grande impatto visivo\, Grubić fonde documentario e finzione\, rielaborando la poetica de “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders: angeli scendono in terra rinunciando alla loro immortalità per trasformarsi in minatori\, rendendo i volti anneriti dal carbone simbolo di resistenza e dignità operaia.  \nLa mostra instaura un dialogo profondo con l’opera di Onofrio Tomaselli\, che nell’Ottocento ritrasse con crudo verismo il dramma dei carusi\, i bambini lavoratori delle miniere di zolfo siciliane. Se Tomaselli denunciava lo sfruttamento minorile attraverso la pittura\, Grubić rilegge quelle stesse tematiche con linguaggi contemporanei\, dal video alla fotografia\, mantenendo intatta la potenza della denuncia sociale.  \n“Angels with Dirty Faces” si propone come ponte tra epoche e geografie diverse\, tra la Sicilia ottocentesca di Tomaselli e i Balcani contemporanei di Grubić\, tra pittura verista e videoarte\, offrendo una riflessione attuale sul valore del lavoro e sulla dignità dei lavoratori. \nLa mostra è realizzata grazie alla collaborazione della Galleria Laveronica di Modica. \n  \nIgor Grubić (Zagabria\, Croazia\, 1969) è attivo come artista multimediale dall’inizio degli anni ’90. Il suo lavoro include interventi site-specific in spazi pubblici\, fotografia e film. Rappresenta la Croazia alla 58a Biennale di Venezia. La sua pratica critica e socio-politicamente impegnata è caratterizzata da un impegno a lungo termine e il suo lavoro si concentra su situazioni politiche passate e presenti\, dall’esplorazione approfondita del destino dei monumenti storici e del declino dell’industria\, all’esame delle condizioni delle comunità minoritarie. Sebbene radicato nella tradizione documentaria\, il lavoro di Grubić in fotografia e film è caratterizzato da un approccio affettivo ed empatico\, profondamente umano e spesso poetico. \nIl suo lavoro è stato esposto in varie istituzioni internazionali tra cui: \nBiennale di Tirana 2 (2003); Manifesta 4 (Francoforte\, 2002); Manifesta 9 (Genk\, 2012); 50a October Salon (Belgrado\, 2009); Gender Check\, MuMOK (Vienna\, 2009); 11a Biennale di Istanbul (2009); 4a Fotofestival Mannheim Ludwigshafen\, Heidelberg (2011); East Side Stories\, Palais de Tokyo (Parigi\, 2012); Progetto
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SUMMARY:PSICOFISIOLOGIA DELL’ARTE
DESCRIPTION:Psicofisiologia dell’arte\nLaboratorio Psicologico-esperienziale di Arti Visive \nWorkshop e Laboratorio a cura del dr. Giuseppe Rotondo\, psicologo clinico\, psicoterapeuta\, psicofisiologo\, ideatore del progetto\, direttore del Dipartimento di “Psicofisiologia delle Arti visive” di BCsicilia \nCalendario incontri: mercoledì 21 e 28 maggio 2025\ndalle 15:00 alle 19:00\n \nMuseo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo \nCappella dell’Incoronata – via Incoronazione\, 11  – Palermo \nBCsicilia ha messo a punto un progetto finalizzato alla realizzazione di un percorso di formazione con attività di gruppo che si svolgono all’interno di un laboratorio psicologico-esperienziale di Arti Visive. Il programma viene attuato con la partecipazione di istituzioni sia museali che accademiche e coinvolge soggetti adulti con attività teorico-pratiche correlate alla rappresentazione che il soggetto si da delle arti grafiche\, pittoriche\, fotografiche e altri medium visivi. \nIl Workshop e il Laboratorio psicologico-esperienziale di arti visive\, sono condotti dal dr. Giuseppe Rotondo\, e saranno avviati mercoledì 21 maggio 2025\, presso la Cappella dell’Incoronata – via Incoronazione\, 11  – Palermo \nL’apertura dei lavori sarà preceduta dai saluti istituzionali della direttrice del museo d’arte contemporanea (Evelina De Castro)\, e del presidente regionale di BCsicilia (Alfonso Lo Cascio). \nL’accesso alle attività è gratuito\, per un numero massimo di 20 partecipanti. \nInfo e prenotazioni scrivendo una mail all’indirizzo: dip.psicofisiologiaartivisive@bcsicilia.it\nContatto telefonico – whatsApp : 328.310 9631. Le prenotazioni devono pervenire entro il 16 maggio. \n  \nPresentazione del percorso \nIl programma viene sviluppato esaminando l’impatto che l’opera d’arte genera sulla dimensione psicologica del soggetto\, attraverso l’attivazione di processi sul piano istintuale\, emozionale\, cognitivo\, psicoenergetico e coscienziale. \nIl programma viene sviluppato attraverso un approccio fenomenologico e una analisi introspettiva della dimensione del profondo\, che consenta di assumere consapevolezza sui processi psicologici legati alla rappresentazione soggettiva dell’opera d’arte\, relativamente alle sensazioni interiori correlabili alla percezione della luce\, del colore\, della forma insite nell’opera d’arte. \nLa partecipazione al Laboratorio si traduce in un’esperienza di interiorizzazione che mette il soggetto nelle condizioni di percepire le dinamiche interiori e le modificazioni dei propri stati di coscienza\, implementando la consapevolezza della propria dimensione psicologica.\nL’intento è quello di tracciare una linea di indirizzo che si traduce in un “percorso esperienziale e introspettivo connesso alle arti visive”\, che da spazio alla modulazione dell’assetto coscienziale (modificazioni dello stato di coscienza) validando il principio secondo il quale “la percezione viene diversificata in funzione dello stato coscienziale\, e quindi modificando l’assetto coscienziale cambia la percezione che noi abbiamo dell’opera d’arte”. \nI processi percettivi (riconducibili alla modalità della “percezione coscienziale”) generano un riverbero sull’assetto timico ed emotivo (risonanza emotiva) in grado di incidere sulla condizione psicologica della persona (vissuti\, emozioni\, pulsioni\, componenti passionali).\nPertanto\, secondo il modello psicodinamico\, la percezione dell’opera d’arte tende ad elicitare meccanismi abreativi\, assumendo un carattere evocativo\, catartico e terapeutico che è connesso alla dimensione psicologica del profondo. \nL’approccio al percorso è fondamentalmente fenomenologico e psicologico-esperienziale\, e l’esperienza si traduce in un’assunzione di consapevolezza delle dinamiche intrapsichiche che si generano all’atto della contemplazione dell’opera d’arte. \nGiuseppe Rotondo\n2 maggio 2025 \n  \nRotondo Giuseppe\nPsicologo Clinico\, Psicoterapeuta\, Psicofisiologo \nHa conseguito la laurea in Psicologia Clinica all’università La Sapienza di Roma\, e la specializzazione in Psicoterapia cognitivo-comportamentale presso la SITCC di Roma. \nHa conseguito altresì l’abilitazione alla direzione di Unità Operative Complesse in ambito ospedaliero. \nÈ stato Direttore dell’Unità Operativa di Psicologia Clinica presso l’ospedale “G. Giglio” di Cefalù (PA). È stato altresì componente del “Comitato Etico” dell’ospedale\, preposto all’approvazione di protocolli sperimentali e di ricerca clinico-medica. \nHa ricoperto il ruolo di Direzione di strutture e servizi territoriali in ambito Clinico-Riabilitativo\, Psicopedagogico e di Riabilitazione Psicologica con specifico riferimento al trattamento (rieducazione funzionale) di deficit cognitivi\, psicomotori e comportamentali  \nHa maturato un’ampia esperienza sul campo negli ambiti della Psicofisiologia Clinica (del Biofeedback e del Neurofeedback)\, della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) e dell’applicazione del modello della Teoria Polivagale di S. Porges.  \nHa esercitato l’attività professionale nei seguenti ambiti scientifico-professionali:  \n\nPsicologia clinica (psicodiagnostica\, counseling\, setting clinico psicologico)\nPsicoterapia cognitivo-comportamentale (Training Autogeno\, RAT\, Mindfulness\, PNEI Med) (stress Management)\nPsicofisiologia Clinica dei disturbi Psicosomatici e Somatoformi\, Psicologia Clinica e Psicofisiologia del dolore cronico \nPsicologia Somatica e Psicoterapia Corporea (Body Psychotherapy) – Bioenergetica\nPsicosessuologia clinica \nPsicologia Clinica Ospedaliera\, con il conseguimento di una specifica expertise nelle seguenti branche scientifico-professionali: Psicofisiologia Clinica (psicosomatica)\, Psicosomatica Ginecologica\, Psicoprofilassi al parto (RAT)\, Psicologia Clinica del dolore oncologico\, Psicocardiologia\, Psicotraumatologia\, Psicologia clinica dell’urgenza e dell’emergenza ospedaliera\, Psicologia Clinica dei Disturbi Alimentari (DCA) e dell’obesità psicogena. \n\n \nHa acquisito competenze specialistiche e pluriennale esperienza su soluzioni ed applicazioni tecnologiche per deficit funzionali cognitivi\, neuromotori\, sensoriali e della comunicazione. \nIn questo ambito ha espletato il ruolo di Direzione di un Centro Tecnologico (finanziato dall’Unione Europea) progettato per la consulenza sull’utilizzo di apparecchiature psicofisiologiche\, macchine SUVAG per il Verbotonale\, software per la riabilitazione cognitiva\, supporti per la comunicazione alternativa e aumentativa\, ausili tecnologici di domotica e di handimatica\, con applicazioni in ambito terapeutico\, riabilitativo e per l’autonomia di persone con deficit funzionali. \nHa maturato una pluriennale esperienza nell’ambito della formazione\, nel ruolo di Responsabile Scientifico e Docente.  \nDocente di Scuola di Specializzazione in Psicoterapia cognitivo-comportamentale. \nConduttore di “Gruppi di Formazione Esperienziale” (T-Group) su management delle dinamiche relazionali\, modalità comunicative di tipo analogico\, tecniche espressive e a mediazione corporea. \nHa maturato un’ampia esperienza nell’ambito di programmi finanziati dall’Unione Europea\, in partnership con organismi di diversi stati membri dell’Unione Europea\, realizzando azioni progettuali all’interno di network internazionali e in cooperazione transnazionale (Spagna\, Portogallo\, Francia\, Inghilterra\, Irlanda\, Danimarca\, Finlandia\, Belgio\, Grecia).
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SUMMARY:CONVEGNO: L’ARCHITETTURA DELL’ESPORRE - SPAZI E COMPLESSI ESPOSITIVI TRA EFFIMERO\, IPERBOLICO E SPERIMENTALE NELLA SICILIA D’ETÀ CONTEMPORANEA
DESCRIPTION:Il tema proposto quest’anno da AAA/Italia per la «XV Giornata nazionale degli Archivi di Architettura» è L’architettura dell’esporre: spazi e complessi espositivi tra effimero\, iperbolico e sperimentale. Con questo ciclo di manifestazioni promosse in ambito nazionale a partire dal 15 maggio ci si vuole collegare al grande evento culturale internazionale previsto per la celebrazione\, organizzata dal «Musée des Arts Décoratifs» di Parigi\, del centenario dell’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi del 1925\, alla quale partecipò l’Italia con apporti e con esiti assai diversificati.  \nÈ dunque quello del 2025 un centenario particolarmente significativo che può indurre i soci di AAA/Italia a declinare un tema come quello della relazione fra cultura del progetto e modi o rituali dell’esporre\, nelle diverse periodizzazioni temporali comprese fra l’Unità d’Italia e oggi\, attraverso la conoscenza e/o l’ostensione delle documentazioni d’archivio riguardanti le architetture o gli ambienti progettati\, costruiti o riconfigurati in relazione a manifestazioni espositive\, ma anche attraverso visite o studi dei luoghi che hanno ospitato complessi o architetture espositive o che sono stati riformati oppure trasformati in relazione alla realizzazione di tali eventi. \nL’architettura per le esposizioni\, sia che si tratti di corpi di fabbrica (temporanei o durevoli) sia che si tratti di allestimenti (di ambienti o di spazi aperti) sia\, ancora\, che si tratti di ordinamenti tematici (come le mostre con progetti o modelli architettonici o con oggetti d’uso e con mobili e arredi)\, è quasi sempre la risultante\, con diverso dosaggio da caso a caso\, di componenti come l’effimero\, l’iperbolico e lo sperimentale. Ma soprattutto le esposizioni sono\, anche\, autentici “laboratori” della cultura del progetto architettonico\, tanto nel caso di realizzazioni destinate ad una durata limitata nel tempo quanto in quello delle opere permanenti (come ad esempio il Palazzo delle Esposizioni a Roma\, la sede della Triennale di Milano\, il complesso della Mostra dell’Oltremare a Napoli\, i padiglioni della Biennale di Venezia e i complessi delle fiere\, fra cui quella Campionaria di Milano\, quella del Levante a Bari\, quella Campionaria di Messina e quella del Mediterraneo a Palermo). \nGli archivi\, e in particolare gli archivi di architettura\, sono\, nella maggior parte dei casi\, la principale\, e talvolta l’unica\, fonte a cui ci si possa rivolgere per conoscere e per valutare questo particolare fenomeno d’Età Contemporanea della civiltà occidentale.  \nComplessi architettonici\, singoli padiglioni\, allestimenti di interni e di esterni\, opere tipografiche e di grafica per la comunicazione\, ordinamenti di mostre tematiche (di architettura\, arti applicate\, arte e design) e\, anche\, dibattiti (generati all’epoca delle singole manifestazioni da esigenze di confronto) costituiscono il variegato campo di azione al quale sono indirizzate le varie attività finalizzate alla conoscenza dell’architettura per le esposizioni. \nIn ambito siciliano le Collezioni Scientifiche del Dipartimento di Architettura UniPa (che da quest’anno ricoprono la Presidenza di AAA/Italia) in relazione al tema di questa edizione annuale della Giornata nazionale degli Archivi di Architettura organizzano (in collaborazione con il Museo Regionale di Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\, con l’Ordine degli Architetti P.P.C.PA e con l’associazione AAA/Italia) un convegno in due giornate dal titolo L’architettura dell’esporre: spazi e complessi espositivi tra effimero\, iperbolico e sperimentale nella Sicilia d’Età Contemporanea. Il tema del convegno è riferito al periodo che va dalla tarda Belle Époque al «Miracolo Economico» durante il quale la Sicilia conosce una felice stagione di eventi espositivi assai diversificati e spesso con esiti rimarchevoli sia dal punto di vista socio-economico sia da quello della cultura del progetto e del suo relazionarsi con le arti e con le tecniche. Nello stesso periodo\, oltre alle esposizioni (industriali\, agricole e commerciali) e alle mostre (d’arte e di architettura) organizzate a Palermo (1891\, 1902\, 1925\, 1933\, 1937\, 1939\, 1940)\, a Marsala (1902)\, a Catania (1907)\, a Messina (1913) e a Taormina (1928) e all’istituzione\, durante il «Miracolo Economico»\, delle fiere campionarie a Palermo e a Messina\, si registra la ricorrente presenza di architetti\, ingegneri\, artisti e imprese di Sicilia in manifestazioni espositive nazionali e internazionali (Parigi 1878\, Torino 1898 e 1902\, Venezia 1903 e 1905\, Milano 1906\, Venezia 1909\, Roma 1911\, Monza 1925 e 1930\, diverse edizioni delle Triennali di Milano negli anni Cinquanta e Sessanta). Occasioni di confronto e di sperimentazioni tanto le esposizioni quanto le mostre hanno rappresentato un importante banco di prova per la tenuta e il progredire della cultura architettonica siciliana d’Età Contemporanea.  \nIl convegno propone analisi storico-critiche sul tema basate sul fondamentale contributo delle documentazioni d’archivio. \n___________________\nSegue programma convegno
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CATEGORIES:Architettura,Conferenza,Convegno
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SUMMARY:PALERMO CITTÀ DELLA CHITARRA 2025 - 4^ EDIZIONE
DESCRIPTION:PALERMO CITTÀ DELLA CHITARRA è un’iniziativa promossa dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali\, con il sostegno e l’apprezzamento dell’Assessore Francesco Paolo Scarpinato\, organizzata dalla Cooperativa Le Baccanti in collaborazione con l’Associazione Culturale Le Ore di Apollo – Centro Chitarristico Siciliano. \nIl festival “Palermo Città della Chitarra” nasce con l’intento di celebrare la chitarra classica in tutte le sue sfaccettature attraverso concerti di artisti di fama internazionale\, masterclass con docenti di alto livello e momenti di approfondimento storico-musicologico. \nL’edizione 2025 si aprirà il 9 maggio con una tavola rotonda e un concerto al Museo Regionale d’arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Riso diretto dalla Dottoressa Evelina De Castro. Le masterclass si svolgeranno nei giorni 10 e 11 maggio a Palazzo Branciforte a cura dei maestri Carlo Marchione e Alessandro Deiana. Sempre nei giorni 10 e 11 maggio all’Oratorio di San Lorenzo\, situato nel cuore di Palermo\, si svolgeranno recital solistici\, concerti di ensemble e seminari. \n“Palermo Città della Chitarra — dichiara Francesco Paolo Scarpinato\, Assessore Regionale dei Beni Culturali — è molto più di una rassegna musicale: è un progetto culturale che intreccia linguaggi\, generazioni e luoghi simbolici della città. Al centro c’è la chitarra\, nelle sue molteplici forme\, come strumento di dialogo e creatività. Il coinvolgimento del Museo Riso\, spazio d’arte e di contemporaneità\, insieme ai laboratori e agli incontri formativi\, rafforza il valore educativo e partecipativo dell’iniziativa\, rendendola un’esperienza viva e condivisa\, capace di generare cultura e bellezza.” \nUn’Ode alle Sei Corde: Palermo celebra la chitarra. \nPalermo si prepara ad accogliere la quarta edizione di “Palermo Città della Chitarra”\, un festival interamente dedicato al fascino e alla versatilità della chitarra classica. Dal 9 all’11 maggio 2025\, appassionati di ogni età e livello avranno l’opportunità di immergersi in un ricco programma. \nIl Festival della Chitarra Classica rappresenta un’occasione imperdibile per: ascoltare virtuosi della chitarra classica di fama internazionale; partecipare a workshop esclusivi guidati da maestri rinomati; condividere la passione per la musica con altri amanti delle sei corde. \n“Eccoci pronte per la quarta edizione – dichiarano Delia Accetta e Paola Palazzotto della cooperativa Le Baccanti – la rassegna torna a Palermo con un programma che pone la chitarra al centro di un percorso musicale vivo e multidimensionale. Concerti\, masterclass e incontri si alterneranno tra classico e contemporaneo\, intrecciando linguaggi\, stili e incursioni nel digitale\, per coinvolgere grandi maestri\, giovani talenti e appassionati delle sei corde.” \n  \nIL PROGRAMMA: \n9 MAGGIO – ORE 18.00: TAVOLA ROTONDA E CONCERTO INAUGURALE A PALAZZO RISO \n\nNuove musiche e la composizione per chitarra: scenari e prospettive\n\nInterverranno alla tavola rotonda: \n\nFrancesco Panasci (Esperto di comunicazione e creatività\, musicista e compositore)\nMario Modestini (Chitarrista e compositore)\nJoe Schittino (Compositore\, Conservatorio di Palermo)\nDario Macaluso (Chitarrista\, Conservatorio di Palermo)\nORE 19.30: RECITAL CHITARRISTICO – CARLO MARCHIONE Vincitore di sette importanti premi internazionali\, Carlo Marchione è una figura di spicco nel panorama chitarristico degli ultimi 30 anni. La sua carriera lo ha visto esibirsi come solista\, con orchestre e in formazioni cameristiche. Docente di prestigio in numerosi conservatori europei e ospite fisso di festival\, nel 2017 ha ricevuto la prestigiosa Chitarra d’Oro per il suo eccezionale contributo alla didattica.\n\n  \nLE MASTERCLASS DI PERFEZIONAMENTO A PALAZZO BRANCIFORTE \n\nCARLO MARCHIONE: 10 MAGGIO\nALESSANDRO DEIANA: 11 MAGGIO\n\n  \nCONCERTI PRESSO L’ORATORIO DI SAN LORENZO \n  \n10 MAGGIO – ORE 19.00: RECITAL CHITARRISTICO – ALESSANDRO DEIANA Formatosi sotto la guida del M° Armando Marrosu e perfezionatosi con il leggendario M° Alberto Ponce\, Alessandro Deiana vanta una brillante carriera concertistica che lo ha portato ad esibirsi in Italia e all’estero come solista e con diverse formazioni orchestrali. È inoltre un apprezzato docente presso l’Istituto Comprensivo di Tempio Pausania e direttore artistico della locale Scuola Civica di Musica. \n  \n11 MAGGIO – ORE 17.30: CONCERTO GIOVANI CHITARRISTI (ALLIEVI DELLE MASTERCLASS DI PERFEZIONAMENTO) Un’occasione per apprezzare il talento emergente e i risultati del lavoro svolto durante le masterclass del festival. \n  \nORE 19.30: RECITAL CHITARRISTICO – LUCA SCALISI Allievo del M° Maurizio Norrito\, diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio di Palermo e perfezionatosi all’Ecole Normale de Musique Alfred Cortot di Parigi sotto la guida del M° Alberto Ponce. Luca Scalisi svolge un’intensa attività concertistica come solista e in diverse formazioni cameristiche\, ed è attualmente docente presso il Liceo musicale “Regina Margherita” di Palermo. \n\na seguire: CONCERTO – MEDITERRANEO GUITAR ENSEMBLE (QUINTETTO DI CHITARRE) Un ensemble nato dalle radici musicali del Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo\, composto da Giovanni Confaloni\, Antonino Argento\, Stefano Romeo\, Davide Velardi e Christian Bottone. Il quintetto si distingue per la ricerca di nuove sonorità e per un repertorio che spazia dal classico al contemporaneo\, con un particolare focus sulle trascrizioni inedite di Astor Piazzolla.\n\n  \nIngresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili \nINFO E CONTATTI:\n3471583029 – 389.1768581 – 328.6952666
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SUMMARY:È UN GIOCO DA BAMBINI! L'ARTE CONTEMPORANEA SPIEGATA AGLI ADULTI
DESCRIPTION:  \n“È un gioco da bambini! L’arte contemporanea spiegata agli adulti” \nUn incontro pensato per chi\, almeno una volta\, ha guardato un’opera d’arte contemporanea e ha pensato: “Ma questo avrei potuto farlo anch’io!” \nL’ingresso è libero fino a esaurimento posti\, ed è aperto a tutte e tutti\, e in particolare alle/agli insegnanti di scuola elementare. \nGiovedì 10 aprile h 15:30\, al RISO – Museo d’arte contemporanea\, cercheremo di scoprire insieme quanto l’arte contemporanea possa essere uno strumento educativo prezioso\, capace di stimolare la creatività e la fiducia dei più piccoli. \nProtagonisti del talk:\nMarina Giordano\, storica dell’arte\, curatrice\, critica e docente\, che ci guiderà alla scoperta del valore educativo dell’arte contemporanea. \nMaestro Gabriele\, insegnante e autore\, noto per il suo approccio empatico e motivazionale\, che racconterà come l’arte possa diventare un mezzo per costruire fiducia e consapevolezza nei bambini. \nIntroduce l’incontro Evelina De Castro\, direttrice del Museo Riso. \nProgramma:\n15:30 – Accoglienza e Welcome Coffee;\n16:00 – Talk con Marina Giordano e Maestro Gabriele Camelo;\n17:00 – Visita al Museo Riso e presentazione delle proposte didattiche di CoopCulture.
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SUMMARY:PREMIO ROSE DAY 2025 - 7° EDIZIONE
DESCRIPTION:Palermo – 29 Marzo 2025\, ore 11:00\, presso Palazzo Belmonte Riso\, sede del Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\, Zonta Palermo Triscele assegnerà i Premi ROSE DAY 2025 nell’ambito delle manifestazioni relative alla Giornata Internazionale della Donna.  \nPer la categoria arte verrà premiata l’artista palermitana Rossella Leone\, alla quale il Museo ha dedicato un’ampia retrospettiva curata da Bruno Corà nel 2023 a seguito della quale sono entrati in collezione tre lavori significativi della sua produzione Palermo\, Nelle case proliferano mostri e Lesioni. \nZonta Palermo Triscele da 10 anni vede le socie impegnate per migliorare la posizione e i diritti delle donne in ambito legale\, politico\, economico\, accademico e sanitario con una particolare attenzione alla formazione\, vera chiave di accesso all’uguaglianza e all’autonomia economica delle donne. Il Premio Rose Day Zonta Palermo Triscele sarà assegnato a Donne di origine siciliana che si sono distinte per le loro capacità professionali in settori quali: medicina\, istruzione\, cultura\, spettacolo\, imprenditoria\, giornalismo\, arte\, e in quest’anniversario importante hanno deciso di inserire due nuove categorie\, in ambito sociale e per la gentilezza. \nRossella Leone (Palermo\, 1952) dalla seconda metà degli anni ottanta\, si è distinta per il suo originale uso della carta auto fabbricata a partire dalla polpa\, in una sorta di combattimento creativo. La sua attività spazia dalle arti visive al teatro con installazioni\, azioni scenico-museali e performances\, scenografie e costumi. Alla carta\, che plasma come bassorilievo o scultura tridimensionale\, coniuga pietre\, metalli\, vetro\, resine. La continua indagine sulla tecnica e sui materiali e la totale immersione e concentrazione nella pratica del suo lavoro\, la portano a sperimentarsi in cicli – “Talami“\, “Muri“\, “Canopi urbani“\, “Partiture afone” – per approfondire i risultati ottenuti in sempre nuove sfide. Consapevole della responsabilità etica dell’agire dell’artista\, Rossella Leone ha sempre affrontato tematiche connesse alla contemporaneità\, alle emergenze del nostro tempo\, agli orrori del presente e\, in particolare\, alla violenza sulle donne. Ogni questione affrontata nei suoi lavori\, in riferimento alla vita quotidiana\, sociale e politica\, diviene intollerabile per il fatto stesso di generare assuefazione. \nZonta Palermo Triscele fa parte del distretto 28 e dell’area 03 dello Zonta international che è la prima organizzazione mondiale\, fondata nel 1919 a Buffalo (Stati Uniti)\, di donne professioniste e dirigenti per la promozione della figura femminile\, che conta ormai 32.000 iscritte e 1.200 Club in 69 paesi del mondo\, unica associazione di donne rappresentata. Zonta International vanta lo stato consultivo all’Onu dal 1946. Ha inoltre lo stato partecipativo nel Council of Europe\, mantiene rapporti attivi con l’Unesco e ha rappresentanti nella sede delle Nazioni Unite di Ginevra\, New York\, Parigi e Vienna. Per ogni premio assegnato il club effettua una donazione al “Fondo Rose” che consente a Zonta Foundation\, di continuare a sostenere progetti e programmi di studio in favore di donne e ragazze in tutto il mondo. Zonta Rose Day\, è un momento per riflettere sui successi passati e onorare gli sforzi attuali delle persone che lavorano per l’equità di genere. \n_____________\nSegue locandina
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SUMMARY:PAROLE AD ARTE
DESCRIPTION:Il Museo Riso\, sede dell’arte contemporanea\, si propone come luogo di incontro fra le arti visive e la parola. Ampio e articolato è il panorama dell’arte\, che dalle tradizionali tipologie si estende alle performance e alle installazioni quali forme consapevolmente effimere che lasciano parte di sé nella parola\, scritta o semplicemente detta. Allo stesso modo ampio e articolato è il panorama delle tipologie di scrittura sulle tematiche dell’arte\, dalla storiografia\, alla critica\, alla saggistica\, alla scienza\, ma anche alla poesia\, fino ai generi letterari\, quali il romanzo e il racconto nei casi in cui l’opera d’arte o l’artista sono centrali e danno spunto a veri e propri affondi in cui il romanziere si rivela critico d’arte. \nArte visiva e scrittura hanno vite rispettivamente autonome l’una dall’altra e ciò rende ancora più interessante stimolare il dialogo fra loro. \nLa notevole attività editoriale del Museo Riso\, da considerarsi ormai storica\, importante sia per gli scritti\, ma anche per la veste grafica avviata da Leonardo Sonnoli dello Studio Tassinari Vetta\, offrirà occasioni utili di rilettura di testi talvolta anticipatori dell’odierno dibattito e  consentirà di divulgare le attività del Museo che nel corrente anno 2025 raggiunge il quarto di secolo di vita. Sul ponte che unisce il presente al passato\, Riso aprirà le sue sale anche agli incontri sulle edizioni attuali\, a partire dai cataloghi delle ultime mostre e acquisizioni nelle sedi di Palazzo Belmonte Riso e dell’Albergo  delle Povere\, allargando lo sguardo oltre il Museo\, verso gli ultimi aggiornamenti nella stampa di settore ma con grande attenzione e curiosità verso gli sconfinamenti nei classici del passato e nei generi: la poesia\, la letteratura\, la filosofia\, la scienza. \nDi volta sarà comunicato l’incontro e i suoi protagonisti. \nSi parte mercoledì 12 marzo alle ore 17:00 con Mariella Pasinati\, autrice del libro In 21 parole. Artiste che ridisegnano il mondo\, Torri del Vento edizioni\, Palermo 2025\, in dialogo con la saggista Maria Concetta Sala. \nIn 21 parole sono raccolti concetti\, temi\, elementi e materiali del linguaggio visivo nella particolare declinazione che ne hanno dato 21 – e più – protagoniste delle arti visive; artiste che hanno operato in autenticità e fedeltà a se stesse\, contribuendo alla dicibilità dell’esperienza umana femminile e mostrando come l’espressione autentica dell’arte delle donne vada cercata – e praticata – al di fuori dell’ordine simbolico e linguistico che ha dato forma al reale secondo l’esperienza maschile. \n𝗜𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝗲𝘀𝗮𝘂𝗿𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 \n___________________\nSeguono locandine
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CATEGORIES:Incontro
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SUMMARY:ALLA SCOPERTA DEL MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI PALAZZO BELMONTE RISO
DESCRIPTION:  \n10 marzo ore 11:30 – visita guidata gratuita a cura di CoopCulture\n“Alla scoperta del museo d’arte contemporanea di Palazzo Belmonte Riso” \nPer la “Giornata dei Beni Culturali Siciliani”\, dedicata alla memoria di Sebastiano Tusa\, archeologo e assessore regionale ai Beni Culturali tragicamente scomparso nel disastro aereo del 10 marzo 2019\, i parchi archeologici\, i musei\, le gallerie e le biblioteche della Regione Siciliana apriranno gratuitamente le loro porte al pubblico. E per l’occasione\, CoopCulture offrirà una visita guidata gratuita alle collezioni del Museo Riso. \nLa visita sarà dedicata al percorso espositivo del Museo Riso\, che ospita opere rappresentative di circa sessant’anni di storia dell’arte contemporanea\, con lavori di artisti siciliani e internazionali. La collezione\, recentemente arricchita da nuove acquisizioni\, include anche opere unite da un tema comune\, intitolato “Percorsi di Memoria”\, che si intrecciano armoniosamente con il nucleo originario dell’allestimento permanente. Questo dialogo tra le opere stimola riflessioni sui temi universali della vita\, della morte e del corpo. \n  \n10 marzo ore 16:30 : William Kentridge\, Cicero. Nuove acquisizioni \nIn occasione della “Giornata dei Beni Culturali Siciliani”\, dedicata alla memoria di Sebastiano Tusa\, la Direttrice del Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea Evelina De Castro presenterà una significativa opera di recente acquisizione: Cicero\, realizzata nel 2014 dall’artista sudafricano William Kentridge. Quest’opera entra ufficialmente a far parte della collezione permanente del museo\, portando con sé riflessioni profonde sulla vita\, sulla morte\, sulla memoria e sul passato\, che si intrecciano e dialogano con il presente. In questa occasione verrà anche presentata un’inedita intervista all’artista. \nCicero è un imponente arazzo che fa parte della serie di lavori creati da William Kentridge per il suo intervento monumentale Triumphs and Laments sul Lungotevere romano nel 2016. Ispirato al busto di Marco Tullio Cicerone del I secolo a.C.\, conservato ai Musei Capitolini\, l’opera scompone il volto del grande oratore\, sovrapponendolo a frammenti di mappe geografiche e documenti storici\, insieme a parole\, numeri date e lettere\, evocando la complessa storia della colonizzazione italiana in Nord Africa agli inizi del Novecento\, ma anche l’esperienza personale dell’artista\, che ha spesso esplorato la storia del Sudafrica e dell’Apartheid. \nL’acquisizione è frutto del progetto curato da Rosaria Raffaele Addamo con cui il Museo Riso ha vinto il bando pubblico del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2023-2024\, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura\, per l’acquisizione di opere nelle collezioni pubbliche. Grazie a questo progetto\, il museo continua la sua ricerca sulla memoria del territorio\, rafforzando il legame tra la sua collezione permanente e le esperienze culturali nazionali e internazionali che hanno segnato l’arte contemporanea in Sicilia. \n  \n_____________\nSegue locandina \n  \n \n 
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SUMMARY:OLTRE QUASIMODO
DESCRIPTION:Oltre Quasimodo | Le 27 gouaches\nSapevo già tutto\, e volli peccare\nFinissage: domenica 16 febbraio alle ore 11:00\n27 poesie di Quasimodo\ninterpretate da donne che scrivono versi \n  \nA chiusura della mostra “Oltre Quasimodo | Sapevo già tutto\, e volli peccare”\, un recital di poesie legate alle 27 gouaches esposte\, realizzate da Salvatore Quasimodo nel 1953\, unica e straordinaria incursione del poeta Premio Nobel nel mondo delle arti visive.  \nPer il finissage della mostra\, domenica prossima (16 febbraio) alle ore 11:00\, RISO – Museo regionale d’arte moderna e contemporanea\, diretto da Evelina De Castro\, ospita un recital di versi di Quasimodo abbinati alle gouaches\, curato da Daniela Musumeci e Maria La Bianca. Autrici a loro volta di raccolte di versi\, daranno voce e interpretazione alle 27 poesie del premio Nobel\, una per ogni opera esposta\, scelte dal figlio Alessandro\, regista e autore\, dalle raccolte più famose del padre\, seguendo il fil rouge della parola “cuore”. La profondità dei versi e le suggestioni visive di Quasimodo poeta – e in questa unica occasione\, pittore – divengono così un unico atto artistico che fa rivivere il verso “sapevo già tutto e volli peccare” dal Prometeo di Eschilo tradotto dal greco dallo stesso Quasimodo.  \nDaniela Musumeci (Palermo 1953) ha pubblicato fra l’altro la raccolta Ricorrenze e altre poesie (Kemonia\, 2021)\, mentre è di Maria La Bianca (Palermo\, 1962) la raccolta (non) Sarò pubblicata postuma (Ensemble 2021).  \nIngresso gratuito \nLA MOSTRA  \nSalvatore Quasimodo (Modica 1901– Napoli 1968) era affascinato dalle arti visive ma il suo unico esperimento nel campo fu una serie di 27 gouaches nate quasi per caso\, nel 1953\, un gioco intellettuale che si esaurisce presto e che il poeta siciliano vorrebbe fosse distrutto. Ma l’amico Alberto Lùcia le conserva e nel 1993 il figlio del poeta\, Alessandro Quasimodo le riunisce in un prezioso libro associandole ad altrettante poesie unite dalla parola “cuore”\, e le espone un’unica volta a Roma nel 1994. A distanza da quell’unica esposizione\, gli eredi di Alberto Lùcia hanno concesso in prestito la preziosa collezione (da loro gelosamente custodita e protetta)\, per la mostra “Oltre Quasimodo. Le 27 gouaches. Sapevo già tutto\, e volli peccare”\, ospitata dal 6 dicembre scorso al Museo regionale d’Arte moderna e contemporanea RISO. \nNel titolo sono riprese le parole che Salvatore Quasimodo scrive in una lettera a Maria Cumani\, citando una frase dal Prometeo di Eschilo\, riferita alle sofferenze fisiche e “dello spirito” che derivano dal suo amore per la poesia.  \nLe 27 gouaches\, realizzate nel 1953\, rappresentano l’unico esperimento pittorico che si conosca del poeta Premio Nobel nel 1959; un documento prezioso e raffinato che testimonia l’interesse di Quasimodo per le arti visive e fornisce un interessante contributo per la comprensione del clima culturale dei primi anni Cinquanta a Milano\, dove egli vive.  \n È un racconto breve: l’amico e poeta Alberto Lùcia va a trovare Quasimodo nel suo studio milanese con un pacchetto in mano\, dentro c’è una scatola con colori e un pennello che stanno per essere spediti a Parigi\, all’indirizzo del drammaturgo messinese Beniamino Joppolo\, da poco convertito alla pittura astratta. Quasimodo è curioso e apre il pacchetto; e a quel punto\, nasce la sfida: il poeta vuole probabilmente dimostrare quanto sia “facile”\, anche per una persona inesperta\, esprimersi con i modelli dell’arte astratta. Passano i giorni e in breve tempo il poeta realizza ben 27 gouaches: “appar chiaro che uno scherzo non può durare così a lungo” (scrive Rossana Bossaglia). Il probabile inizio in tono scherzoso si trasforma in una lunga serie di piccole composizioni\, il gioco intellettuale prende il sopravvento\, e apre a Quasimodo la strada verso la “comprensione dell’immagine come segno-astrazione”\, come scrive Alberto Lùcia. A lui Quasimodo dona le gouaches quando decide di non proseguire nell’esperimento e pensa di distruggerle. Lùcia\, scomparso nel 1995\, fece riprodurre le gouaches a laser per evitare che l’esposizione rovinasse gli originali; alcune di queste riproduzioni sono esposte alla casa-museo di Quasimodo\, e hanno fatto parte di mostre dedicate al poeta a Milano e a Messina. \n  \nComitato scientifico: Carola Arrivas Bajardi\, Cristina Costanzo\, Evelina De Castro\, Rosaria Raffaele Addamo. \nContributi in catalogo: Carola Arrivas Bajardi\, Giuseppe Cipolla\, Cristina Costanzo\, Evelina De Castro\, Salvatore Ferlita\, Rosaria Raffaele Addamo. \nINFO MUSEO\nRISO Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea\ncorso Vittorio Emanuele 365 – Palermo\nOrari: da martedì a sabato 9:00>18:30\ndomenica e festivi 9:00 > 13:00\nUltimo ingresso 30 minuti prima dell’orario di chiusura\nlunedì chiuso\, eccetto i festivi \nurp.museo.riso.bci@regione.sicilia.it\nwww.museoartecontemporanea.it \nBiglietteria e accoglienza: CoopCulture\nUfficio stampa CoopCulture : Simonetta Trovato 333.5289457 – simonettatrovato@gmail.com
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SUMMARY:ENRICO RAGUSA (1849-1924):100 ANNI DI EREDITA’ ENTOMOLOGICA
DESCRIPTION:  \nLa Società Siciliana di Scienze Naturali e il Dipartimento Stebicef dell’Università di Palermo hanno organizzato un convegno dal titolo “Enrico Ragusa (1849-1924): 100 anni di eredità entomologica. Convegno in onore del fondatore dell’entomologia siciliana”. \nEnrico Ragusa (1849-1924) fu uno dei più brillanti e meno conosciuti protagonisti della Belle époque palermitana. Creatore dell’industria turistica in Sicilia\, fu l’uomo che seppe imporre l’isola come meta turistica prediletta dell’élite europea di fine Ottocento. \nAccanto a questo Enrico Ragusa fu anche uno dei maggiori naturalisti che la Sicilia abbia mai avuto. Per l’importanza dei suoi studi sugli insetti siciliani\, può essere considerato il vero iniziatore dell’entomologia moderna in Sicilia. Inoltre\, fondò\, diresse e finanziò il periodico scientifico Il Naturalista Siciliano che\, dalla fondazione nel 1881\, si impose come una delle più prestigiose riviste scientifiche europee in campo naturalistico. Nel 1896 promosse la costituzione della “Società dei Naturalisti Siciliani”\, che dal 1909 assunse la attuale denominazione di “Società Siciliana di Scienze Naturali”. \nIl Convegno\, che ha ricevuto il patrocinio del Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Palermo e della Società Entomologica Italiana\, e il sostegno finanziario dell’Ateneo di Palermo\, si terrà a Palermo presso la Sala Lanza dell’Orto Botanico (Via Lincoln\, 2) il giorno 20 dicembre c.a. con due sedute\, una mattutina e una pomeridiana. La lingua ufficiale del convegno sarà l’italiano. \n 
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