BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//RISO - Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo - ECPv6.15.15//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:RISO - Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo
X-ORIGINAL-URL:https://www.museoartecontemporanea.it
X-WR-CALDESC:Eventi per RISO - Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240627T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20240908T123000
DTSTAMP:20260310T191716
CREATED:20240618T123102Z
LAST-MODIFIED:20240624T075944Z
UID:9142-1719511200-1725798600@www.museoartecontemporanea.it
SUMMARY:MOSTRA DELL’ARTISTA FLAVIO FAVELLI "LA SICILIA E ALTRE FIGURE"
DESCRIPTION:Il Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo \npresenta la mostra  \nFlavio Favelli\, La Sicilia e altre figure \n  \nInaugura il 27 giugno alle ore 18:00\, nella sede espositiva del Real Albergo delle Povere del Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo\, la mostra dell’artista Flavio Favelli\, La Sicilia e altre figure\, a cura di Elisa Fulco e Antonio Leone. \nSostenuta dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana\, promossa dal Museo Riso e realizzata in collaborazione con l’Associazione Acrobazie\, la mostra si compone di quattro nuclei tematici (la Rivista Sicilia\,”\, le insegne\, gli “scarrabili”\, il container) che raccontano il rapporto dell’artista con la città di Palermo e con la Sicilia. Una relazione particolare\, scandita da numerose frequentazioni\, che si è sviluppata a partire dai primi anni 2000 fino ad oggi. \nLa mostra è il risultato di un lavoro di recupero e di montaggio di elementi visivi prelevati da contesti differenti\, che coglie e mette in scena la convivenza di “alto” e “basso” nella cultura siciliana.  \nFavelli\, testimone partecipe di una cultura che oscilla tra il sublime e il profano\, è partito dalla sua collezione personale di riviste Sicilia\, con le quali ha realizzato una serie di collage\, per ricercare i segni tangibili di un “estro che cova sotto le macerie”\, e che ad esempio emerge negli “scarrabili” (cassoni in ferro per la raccolta dei detriti dell’edilizia) che punteggiano la città di Palermo – volutamente ridipinti con colori accesi\, la cui natura sibillina rimanda all’edilizia e agli scarti – nelle insegne spente\, nelle vecchie transenne in cui l’identità dell’isola si esprime negli arredi semi artigianali\, nelle costruzioni improvvisate\, negli assemblaggi spontanei. \nL’installazione La Sicilia e altre figure\, che dà il titolo alla mostra\, è costituita dalle copertine incorniciate della rivista Sicilia\, composta di 89 numeri\, edita da Flaccovio tra gli anni Cinquanta e Ottanta del Novecento\, su cui l’artista è intervenuto con assemblaggi e collages di pubblicità degli anni Settanta e Ottanta. \nPrelevate da riviste di costume\, cronaca e attualità\, come Gente e Oggi\, e riassemblate nei collages\, le immagini selezionate dall’artista rintracciano corrispondenze formali tra i due vasti immaginari. L’intento è di recuperare l’attitudine “irriverente” della rivista Sicilia che\, attraverso una grafica fintamente infantile\, ha posto sullo stesso piano arte classica e tradizioni popolari\, annullando le gerarchie e le stesse piramidi sociali che caratterizzano l’isola. \nCome afferma l’artista\, “nel centro storico l’arte del passato e la cassa di ferro sguaiata e scassata\, spesso colma di pietriccio e spazzatura\, si fondono in immagini inedite\, stridenti\, nuove cartoline fantasmagoriche. Sembrerebbero cose da uomini di fatica\, di mondi spietati\, chiatte da Stige che portano macerie e frattaglie delle pietre\, cocci\, muri della città e dei suoi strati”. \n“ll Museo è particolarmente interessato al progetto di Flavio Favelli perché compie una operazione culturale di valore storico critico oltre che artistico” sostiene la direttrice del Museo Riso\, Evelina De Castro\, “esso guarda con la lente del linguaggio visivo contemporaneo di oggi\, quella che fu la sintesi del contemporaneo di ieri\, la rivista “Sicilia”\, edita dal 1953\, anno decisivo per l’arte in Sicilia\, al 1982.Oggi definiremmo quell’esperimento un osservatorio sulle arti\, visive\, letterarie\, immateriali\, una forma totale di comunicazione che metteva dentro artisti\, curatori\, accademici\, e operatori\, quali galleristi\, editore e amministratori della cosa pubblica della neonata Regione Siciliana. Un antefatto da cui ripartire cui Favelli dà avvio. \nIn linea con la sua ricerca\, Favelli mescola registri differenti\, decontestualizza gli oggetti d’uso portandoli dentro gli spazi museali\, dando solennità ai materiali trovati in cui convivono dimensione personale e pubblica: insegne al neon dismesse e spente di negozi storici\, “scarrabili”\, vecchie transenne provenienti dai depositi della Casa Circondariale Calogero Di Bona – Ucciardone\, delineando un originalissimo percorso per temi e figure.  \nLa mostra La Sicilia e altre figure diventa inoltre il filo conduttore che collega tra loro istituzioni che appartengono a mondi apparentemente separati\, rafforzando il legame tra museo\, carcere e città\, tra il dentro e il fuori. Nasce in questo contesto\, l’avvio della collaborazione tra il Museo Regionale e la direzione del Carcere\, partendo da una visione condivisa dell’importanza sociale dell’arte come leva di cambiamento.  \nIn concomitanza della mostra l’artista realizzerà anche un intervento site specific per l’area verde del carcere Ucciardone. Si tratta di un “container”\, trasformato in un modulo abitabile\, riservato agli incontri con le famiglie delle persone detenute\, frutto del workshop tenuto da Flavio Favelli in occasione del progetto Spazio Acrobazie\, laboratorio produttivo e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica\, a cura di Elisa Fulco e Antonio Leone\, esito di una co-progettazione tra persone detenute\, operatori socio-sanitari e studenti. \nCome afferma Fabio Prestopino\, direttore della Casa di reclusione Ucciardone di Palermo\, – “l’intervento site specific realizzato dall’artista Flavio Favelli nell’area verde della Casa di reclusione Ucciardone\, frutto del progetto Spazio Acrobazie\, è un ulteriore segno dell’importanza che l’Istituzione penitenziaria riserva al miglioramento dei luoghi di incontro tra persone detenute ed i familiari più stretti\, tra cui in primo luogo i figli minori. \nLa coincidenza dell’installazione nello storico istituto di pena con l’apertura della mostra di Flavio Favelli negli spazi dell’Albergo della Povere del Museo Riso\, è occasione per confermare la collaborazione tra le due istituzioni quale testimonianza della volontà di diffondere il concetto di arte come veicolo di riscatto culturale e sociale.” \n  \nACROBAZIE \nAcrobazie è un’associazione culturale che si occupa di innovazione sociale e di welfare culturale\, adottando la cultura contemporanea come strategia di progettazione e di comunicazione per promuovere inclusione sociale\, pari opportunità\, sviluppo economico e responsabilità sociale d’impresa all’interno di istituzioni profit e no profit. Dopo essere stata partner del progetto “L’Arte della Libertà” (2019 – 2020)\, che si è svolto all’interno del carcere Ucciardone di Palermo\, è attualmente capofila del progetto “Spazio Acrobazie. Laboratorio di produzione e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica” (2022-2024)\, a cura di Elisa Fulco e Antonio Leone\, promosso da Fondazione con IL SUD e Fondazione Sicilia. Acrobazie ha vinto la IX edizione del Bando Italian Council con il progetto “L’Habit Habité” dell’artista Sissi e nel 2021 la X edizione del Bando Italian Council con il progetto “The Swing of Ingustice” dell’artista Anila Rubiku\, esposto nella Biennale di arte e architettura di Vierzon (settembre 2022).  \n  \n  \nINFO \nFlavio Favelli\nLa Sicilia e altre figure\nReal Albergo delle Povere\nCorso Calatafimi 217\, Palermo \nInaugurazione\n27 giugno ore 18:00 \nDate mostra\n28 giugno – 8 settembre 2024 \nOrari\nda lunedì a venerdì dalle 9:00 alle 17:30 (ultimo ingresso alle 17:00)\nprime domeniche del mese (7 luglio\, 4 agosto\, 1 settembre) dalle ore 9:00 alle 13:00 (ultimo ingresso alle 12:30)\nIngresso gratuito\n \n\nAltre info e contatti\nurp.museo.riso.bci@regione.sicilia.it\nwww.museoartecontemporanea.it \nUfficio stampa\nSara Zolla | Tel. 346 8457982 | press@sarazolla.com
URL:https://www.museoartecontemporanea.it/event/mostra-dellartista-flavio-favelli-la-sicilia-e-altre-figure/
LOCATION:PA
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museoartecontemporanea.it/wp-content/uploads/2024/06/favelli7.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20240704T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20241012T123000
DTSTAMP:20260310T191716
CREATED:20240624T081609Z
LAST-MODIFIED:20240916T092754Z
UID:9167-1720116000-1728736200@www.museoartecontemporanea.it
SUMMARY:SOLO CHE AMORE TI COLPISCA. APPUNTI DALL'ISOLA PLURALE\, TRA POESIA E FOTOGRAFIA
DESCRIPTION:4 luglio > 12 ottobre 2024 \nInaugurazione: giovedì 4 luglio\, ore 18:00\n \nArtisti:\nAdalberto Abbate\, Salvatore Arancio\, Francesco Bellina\, Carmelo Bongiorno\, Iole Carollo\, Gianni Cipriano\, Danilo Currò\, Gianni Cusumano\, Francesco De Grandi\, Alessandro Di Giugno\, Andrea Di Marco\, Daniele Franzella\, Stefania Galegati\, Silvia Giambrone\, Adriano La Licata\, Ignazio Mortellaro\, Pietro Motisi\, Carmelo Nicosia\, Giulia Parlato\, Lia Pasqualino\, Turi Rapisarda\, Sandro Scalia\, Fabio Sgroi\, Studio Descrittivo di Base\, Nerina Toci\, Sergio Zavattieri.\nE con contributi di:\nLetizia Battaglia\, Giorgio Bertelli\, Tano Cuva\, Giuseppe Leone\, Uliano Lucas\, Melo Minnella\, Walter Mori\, Federico Patellani\, Angelo Pitrone\, Ferdinando Scianna. \nSi inaugura giovedì 4 luglio alle ore 18\, in tre saloni del Real Albergo delle Povere\, a Palermo\, la mostra “Solo che amore ti colpisca” – titolo che cita un’intensa lirica del poeta Salvatore Quasimodo – ideata e curata da Helga Marsala per Riso – Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo. Un progetto che ruota intorno alla natura dell’immagine fotografica\, messa in relazione con la forza del verso poetico: concepita come un atlante aperto e in divenire\, in cui convivono poesia e fotografia contemporanee\, “Solo che amore ti colpisca” mette insieme le ricerche di alcuni artisti e poeti siciliani\, tra maestri\, autori di media generazione ed emergenti: figure tutte diverse\, dialetticamente connesse secondo sottili corrispondenze\, per contrasto o per assonanza. Nei loro sguardi echeggia la sostanza di quell’”isola plurale”\, mirabilmente raccontata da Gesualdo Bufalino. La mostra sarà visitabile fino all’8 settembre. \n«A “combattere l’astrattezza del linguaggio” ci esortava Italo Calvino\, allo schiudersi di questo secolo. E così\, fra gli altri obiettivi e significati che ciascuno potrà attribuire alla mostra ideata e curata da Helga Marsala per il Museo – dice la direttrice del Museo Riso\, Evelina De Castro – si apprezza anche questo\, nelle due direzioni: le opere visive e le opere letterarie\, nate secondo un proprio autonomo linguaggio\, in mostra acquisiscono senso dal ritrovarsi abbinate\, così da “significare” reciprocamente anche laddove per forma e stile fossero definibili astratte. Dall’interpretazione dei geroglifici egizi agli emblemi gesuitici\, il tema “testo e immagine” è costante nella storia della cultura. In un tempo e una latitudine a noi più prossimi\, dalla rivista Paragone (1950) al Gruppo 63\, costituitosi a Palermo nel 1963\, dall’arte concettuale alle ricerche più attuali\, il tema continua a stimolare critici\, storici\, curatori\, artisti\, con incursioni e ibridazioni. In tale continuum la mostra propone un percorso che vede il curatore/critico d’arte mescolare immagini e testi\, la cui nuova identità consiste nell’essere due parti di una sola». \nArtisti che praticano prevalentemente la fotografia convivono qui con chi\, pur utilizzando altri linguaggi\, ne ha esplorato la natura in quanto processo\, documento\, frammento di memoria\, oggetto di contemplazione. Frutto di un lavoro curatoriale improntato all’ascolto e all’intuizione\, più che a una traduzione didascalica\, il percorso antologico include un piccolo corpus di opere inedite\, realizzate ad hoc: a firmarli Salvatore Arancio\, Adalberto Abbate\, Daniele Franzella\, Stefania Galegati\, Ignazio Mortellaro\, Studio Descrittivo di Base (Antonio Nuvoli\, Antonio Orlando\, Alessandro Di Giugno)\, Sergio Zavattieri e in chiusura Francesco De Grandi\, in collaborazione con Fabio Sgroi\, per una rilettura visiva della poesia di Quasimodo che dà il titolo alla mostra. \n\nAd arricchire la mostra\, infine\, alcuni contributi speciali\, grazie alla partecipazione di diversi archivi e raccolte museali: Archivio Letizia Battaglia\, Archivio Salvatore Tomarchio; Biblioteca Centrale della Regione Siciliana/Archivio L’Ora; Biblioteca interdipartimentale di discipline umanistiche\, Sezione I\, Centrale di Lettere – Università degli Studi di Palermo; Centro Apice – Università degli Studi di Milano; Fondazione Gesualdo Bufalino\, Comiso (RG)\, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori\, Milano; Museo archeologico regionale “A. Salinas”\, Palermo; Museo Civico di Castelbuono; Mufoco – Museo Fotografia Contemporanea\, Cinisello Balsamo (MI); Museo Geologico Gemmellaro – Università degli Studi di Palermo; Museo Naturalistico Minà Palumbo\, Castelbuono. \nVoci di assoluto pregio quelle dei poeti siciliani\, sceltifra diversi milieu letterari del Novecento\, a partire da quella del Premio Nobel Salvatore Quasimodo: da Bartolo Cattafi a Jolanda Insana; dall’artista e poeta Emilio Isgrò\, padre delle “cancellature”\, a Sebastiano Addamo; dalle voci militanti dell’Antigruppo al poeta-critico d’arte Guido Ballo; da Maria Attanasio a Ignazio Buttitta; da Helle Busacca ad Angelo Scandurra; da Adele Gioia (unica donna futurista dell’Isola) a Giacomo Giardina\, il “poeta pecoraio” scoperto da Marinetti;dal “barone magico” Lucio Piccolo fino a Vincenzo Consolo\, che praticò la poesia in rari casi\, ma che coltivò una letteratura sempre intrisa di sperimentalismo poetico. Si aggiungono alcuni nomi contemporanei\, come quelli dei due poeti e artisti visivi Francesco Balsamo e Elias Vitrano\, o dell’outsider Pietro Palazzo\, leader della storica band sperimentale Airfish\, scomparso prematuramente nel 2020.\nI loro versi vivono risuonano nello spazio grazie a un progetto grafico d’artista\, firmato da Federico Lupo\, con type design di Francesco De Grandi. \nImmagini e parole generano dunque nuclei evocativi\, tematici\, simbolici\, disponendosi sulle pareti e al centro dei tre saloni: l’archeologia e il concetto di origine\, il paesaggio\, divagazioni cosmologiche e scientifiche\, il soggetto umano declinato in chiave introspettiva o sociale\, e infine lo scorrere del tempo\, tra luoghi sospesi\, reperti intimi\, relitti del presente. \n«Ricorda che puoi essere l’essere dell’essere / solo che amore ti colpisca bene alle viscere. Citando una celebre lirica di Salvatore Quasimodo e immaginando questo invocato ‘amore’ come motore primordiale\, tra le leggi di natura e il regime dell’occhio e dello spirito\, fotografia e poesia si specchiano l’una nell’altra. ”Scrittura di luce” la prima\, nel suo significato etimologico\, ovvero traccia di sé che la realtà produce per mezzo del sole; scrittura luminosa la seconda\, “combinazione di vocali e di consonanti nella quale è entrata una luce”\, per usare le parole di Ungaretti\, che in questa luce rintracciava la verità della poesia stessa”: così scrive la curatrice\, Helga Marsala\, che a proposito del criterio alla base della scelta degli artisti\, aggiunge:\n«Nell’era della comunicazione\, in cui tutto è immagine e tutto esiste in funzione delle immagini\, la fotografia – che è stata rivoluzione decisiva nel cuore della modernità – non è semplicemente un linguaggio\, ma è cifra stessa\, cangiante e multiforme\, del reale. Questa mostra sceglie dunque di utilizzarla come spunto concettuale\, estetico\, filosofico\, antropologico\, oltre che come pratica artistica. E lo fa includendo anche artisti non fotografi o non esclusivamente fotografi\, ad esempio interessati al recupero e alla trasformazione di materiali d’archivio. Tutti autori\, in ogni caso\, scelti per la forza del loro sguardo e per la capacità di sperimentare in modo profondo\, personale\, perseguendo una qualche forma di poesia».  \n  \nSCHEDA MOSTRA \n“SOLO CHE AMORE TI COLPISCA\nAppunti dall’isola plurale\, tra poesia e fotografia\na cura di Helga Marsala \nReal Albergo delle Povere\nCorso Calatafimi 217 | PALERMO\nInaugurazione\n4 luglio ore 18:00 \nDate mostra\n4 luglio – 8 settembre 2024 \nOrari\nda lunedì a venerdì dalle 9: alle 17:30 (ultimo ingresso alle 17:00) \nprime domeniche del mese (7 luglio\, 4 agosto\, 1 settembre) dalle 9:00 alle 13:00 (ultimo ingresso alle 12:30)\nIngresso gratuito \n\nInfo e contatti\n+39 091320532 – int. 208 (URP – sede amministrativa Museo Riso)\n+ 39 091 422314 (Real Albergo delle Povere)\nurp.museo.riso.bci@regione.sicilia.it\nwww.museoartecontemporanea.it \n  \nUfficio Stampa\nSimonetta Trovato\nmob. 333.5289457\nsimonettatrovato@gmail.com\n \n  \n___________________\nSegue invito \n \n 
URL:https://www.museoartecontemporanea.it/event/solo-che-amore-ti-colpisca-appunti-dallisola-plurale-tra-poesia-e-fotografia/
LOCATION:Real Albergo delle Povere\, Corso Calatafimi\, 217\, Palermo\, PA\, 90100\, Italia
CATEGORIES:Arte contemporanea,Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museoartecontemporanea.it/wp-content/uploads/2024/06/POST_INSTAGRAM4-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240710
DTEND;VALUE=DATE:20250101
DTSTAMP:20260310T191716
CREATED:20240703T081445Z
LAST-MODIFIED:20240920T094910Z
UID:9208-1720569600-1735689599@www.museoartecontemporanea.it
SUMMARY:ROSALIA VIVA. VISIONI DEL PRESENTE
DESCRIPTION:Claire Fontaine\, Tra cielo e terra\ninstallazione site-specific\, a cura di Valentina Bruschi\nInaugurazione: mercoledì 10 luglio \nRiso Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea\nVia Vittorio Emanuele 365 – Palermo \nOre 18:00\, Evelina De Castro\, direttrice di Riso Museo regionale d’arte moderna e contemporanea\, introduce una conversazione tra Claire Fontaine e Anita Chari\, autrice del libro “A User’s Manual to Claire Fontaine” (Lenz Press 2024)\, modera Valentina Bruschi\, curatrice del progetto espositivo. Sarà l’occasione per incontrare Claire Fontaine che da Palermo\, dove ha stabilito il suo atelier nel 2017\, ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. L’opera di Claire Fontaine Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere è ad oggi presente a dare il titolo alla 60.a Biennale di Venezia\, dove altre opere dell’artista sono esposte nel padiglione della Santa Sede ospitato eccezionalmente nella Casa di Reclusione Femminile di Venezia-Giudecca ove si è recato in visita Papa Francesco\, primo papa a visitare la Mostra Internazionale d’Arte.  \nOre 19:30 svelamento dell’installazione site-specific \nL’installazione\, Tra cielo e terra di Claire Fontaine\, commissionata da Riso\, Museo regionale d’arte moderna e contemporanea\, è stata realizzata per i quattrocento anni dal ritrovamento delle reliquie della Santa patrona di Palermo. Il titolo è ispirato al saggio di Sara Cabibbo\, Santa Rosalia tra terra e cielo (Sellerio 2004)\, e l’opera associa il culto della vergine taumaturga\, portatrice di salute e di luce dopo la peste\, con due immagini a noi familiari: l’emoji del sole (A Brighter Tomorrow\, 2024) – concepito per questa occasione – e quello del fuoco (On Fire\, 2023). La materializzazione nello spazio fisico di due immagini “ready-made”\, di cui si fa un uso digitale e relazionale\, è descritta dall’artista come la creazione di un anti-nft\, lo spostamento di un oggetto virtuale al di fuori di uno spazio interattivo. Claire Fontaine vuole coinvolgere lo spettatore in un dialogo visivo immediato e universale\, invitando a stabilire un nuovo rapporto col tema di Santa Rosalia\, il cui nome e immagine sono saldamente legati alla città di Palermo. Linguaggio simbolico e universale\, in grado di trasmettere emozioni senza la necessità delle parole\, un esperanto fatto di ideogrammi che uniscono il popolo palermitano nel culto della “Santuzza”. Questa scelta artistica riflette l’intenzione di creare un ponte tra tradizione e modernità\, confrontandosi con nuovi segni visivi per offrire al pubblico un’esperienza che fa riflettere sulla comunicazione delle emozioni e dei sentimenti legati al culto dei santi: la speranza\, la passione e il bisogno di proiettarsi in un futuro radioso. \n La direttrice di Riso\, Evelina De Castro\, afferma: “A Brighter Tomorrow (2024) entra a far parte della collezione permanente del Museo. L’opera è inedita\, ideata da Claire Fontaine per il Museo regionale di arte contemporanea che è il luogo dove si incontrano e si riconoscono nelle opere esposte le immagini della memoria del secolo breve e quelle delle emozioni e aspirazioni del presente\, individuale e collettivo. Gli emoji tridimensionali\, come grandi installazioni che emanano luce\, sono pensati da Claire Fontaine per rileggere in chiave contemporanea il culto di Santa Rosalia\, patrona di Palermo. Fra Rosalia e Palermo vi è un nesso potente fatto di immagini e di parole che esprimono amore e speranza\, che le sculture luminose di Claire Fontaine trasmettono a tutti”. L’immagine della fiamma è usata spesso nei messaggi digitali come commento entusiastico e nella tradizione iconografica evoca la terra\, la rinascita\, la purificazione. Il sole rappresenta la guarigione\, il futuro\, la serenità per la quale pregano i credenti in tutte le culture. L’idea di trasformazione e di rigenerazione è interpretata dall’artista nell’ottica di una spiritualità multiculturale. “Il fuoco sacro della passione religiosa di Santa Rosalia\, come simbolo di ardore nel cuore dei fedeli che brucia le paure e accende la speranza e l’amore\, il sole come emblema di guarigione\, sapienza e miracolo\, sono interpretati nell’era del digitale attraverso un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile e universalmente comprensibile”\, commenta Valentina Bruschi\, “in questo modo\, Claire Fontaine inserisce l’installazione nell’attualità\, mettendo in luce la capacità dell’arte di reinterpretare e comunicare tematiche tradizionali legate alla storia di una comunità in un contesto moderno e immediatamente accessibile”. Claire Fontaine dichiara: “Le parole per dire noi stessi sono identiche per tutti e la ragione per cui le comprendiamo è proprio che appartengono a ciascuno\, sono patrimonio comune e oggetto di scambio continuo tra chiunque condivida l’uso di una lingua. La nostra esperienza umana più semplice e immediata del comune come risorsa vitale si estende ora per la prima volta a dei disegni pronti all’uso: gli emoji sono i nostri geroglifici\, pittogrammi per descrivere lo spirituale e il triviale. Il culto dei santi\, spesso oggetto di sincretismo\, è un esempio del bisogno umano universale di credere ai poteri spirituali e alle loro capacità di guarire noi stessi e le nostre contraddizioni politiche più profonde.” \nL’installazione sarà visibile dalla strada di giorno e di notte\, allestita all’interno delle vetrine di Palazzo Belmonte Riso\, che affacciano sull’arteria principale del centro storico di Palermo\, corso Vittorio Emanuele. La sera del 14 luglio il carro processionale del Festino\, dedicato alla Santa patrona della città\, sfilerà davanti alle sculture\, sugellando il nesso visuale ed emotivo universale\, in questo che è l’anno giubiliare Rosaliano del quarto centenario del rinvenimento delle spoglie mortali di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino e della liberazione della città dal flagello della peste.  \nLa mostra terminerà il 4 settembre\, dies natalis di Santa Rosalia\, inteso come data della sua morte corporea e nascita alla vita eterna. \nA Brighter Tomorrow è la seconda opera di Claire Fontaine acquisita in Sicilia da una collezione pubblica\, dopo le tre versioni del lavoro Stranieri Ovunque (in italiano\, arabo e persiano) quest’anno entrate a far parte della collezione permanente del Museo Civico di Castelbuono (Palermo).  \nSi ringrazia la Galleria T293 di Roma per la collaborazione e Planeta \nBiografia  \nClaire Fontaine si definisce un’artista collettiva fondata da James Thornhill e Fulvia Carnevale nel 2004 a Parigi. Il suo nome è uno pseudonimo che suona come il nome proprio di una donna francese\, ispirato all’orinatoio di Duchamp (Fontaine) e a una nota marca di cancelleria francese (Clairefontaine). Lo pseudonimo crea deliberatamente l’equivoco\, non associando le loro biografie alle opere\, trasformando il lavoro in uno spazio di libertà. L’uso della citazione è legato alla stessa intenzione: non focalizzarsi sul genio individuale e l’eccellenza dei singoli ma ricercare l’attivazione delle forze e delle forme presenti nella storia dell’arte\, sottolineandone il contenuto politico. Claire Fontaine utilizza vari medium – dal video alla scultura\, il neon soprattutto – e rifiuta l’obbligo della riconoscibilità formale nel suo lavoro\, che invece considera come una ricerca sperimentale in progress\, un’esplorazione continua. Claire Fontaine ha esposto in tutto il mondo e le sue opere si trovano nelle collezioni dei maggiori musei e istituzioni culturali internazionali. Dal 2017 vive e lavora a Palermo. Per maggiori informazioni: https://www.clairefontaine.ws/ \n  \nINFO \nPresentazione: mercoledì 10 luglio ore 18.00\nInaugurazione: mercoledì 10 luglio ore 19.30 \nRiso Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea\nVia Vittorio Emanuele 365 – Palermo\nDate esposizione: 11 luglio – 4 settembre 2024 \nUfficio stampa e accoglienza:\nCoop Culture \nInfo e contatti:\nurp.museo.riso.bci@regione.sicilia.it
URL:https://www.museoartecontemporanea.it/event/rosalia-viva-visioni-del-presente/
LOCATION:Vetrina Palazzo Belmonte Riso\, Corso Vittorio Emanuele n. 365\, Palermo\, PA\, 90134\, Italia
CATEGORIES:Arte contemporanea,Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museoartecontemporanea.it/wp-content/uploads/2024/07/save_the_date_2.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20240712
DTEND;VALUE=DATE:20241021
DTSTAMP:20260310T191716
CREATED:20240910T084052Z
LAST-MODIFIED:20240910T084602Z
UID:9225-1720742400-1729468799@www.museoartecontemporanea.it
SUMMARY:ROSALIA VIVA. VISIONI DEL PRESENTE
DESCRIPTION:Palermo. La mostra fotografica “Rosalia. Visioni del presente. Il Festino di Vicolò Brugnò negli scatti di Melo Minnella”\, in programma nella Foresteria di Palazzo Belmonte Riso dal 12 luglio al 4 settembre\, è prorogata con ingresso gratuito\, fino al 20 ottobre 2024\, in concomitanza con le numerose iniziative dell’Anno Rosaliano\, fra cui la mostra presso la Cattedrale di Palermo dedicata all’iconografia e alla devozione alla Santa. In ideale collegamento alla presenza di Rosalia nei luoghi del culto e nell’arte\, l’esposizione al Museo Riso presenta in circa 50 fotografie del celebre fotografo siciliano\, uno spaccato di vita palermitana fuori dal tempo dedicato alla devozione popolare per la patrona\, un percorso nel vicolo dove da circa trent’anni le famiglie che vi abitano allestiscono spontaneamente simboli e altari. Vicolò Brugnò\, con le sue “bambine” di ieri e di oggi è protagonista degli scatti insieme a immagini dei carri trionfali dei Festini e alle rappresentazioni grafiche della Santuzza su oggetti e supporti del quotidiano. \nMelo Minnella è nato a Mussomeli in Sicilia nel 1937. A Palermo si laurea in Economia e Commercio ma inizia anche a lavorare nell’ambito dell’editoria giornalistica e a collaborare con importanti periodici del tempo\, soprattutto con il settimanale culturale-politico “Il Mondo” di Pannunzio. Dagli anni Cinquanta si interessa all’arte popolare e all’antropologia\, alle feste religiose\, patronali e della Pasqua\, e in genere al folklore siciliano. Rivolge anche grande attenzione alle “arti minori” con pubblicazioni sulle argenterie\, maioliche\, madreperle\, coralli. Dagli anni Sessanta inizia a viaggiare verso l’Oriente; il suo grande amore è l’India\, ma anche il Nepal e la Birmania e tanti altri paesi dei quali restituisce immagini intense e poetiche con attenzione verso l’estetica ma anche verso il reportage sociale. Nella sua lunga attività ha pubblicato più di sessanta libri fotografici\, alcuni dei quali pubblicati anche in Francia\, Gran Bretagna\, Germania e Giappone e ricevuto numerosi premi. \n  \nINFO \nda martedì a sabato 9:00 – 18:30\ndomenica e festivi 9:00 – 13:00\nUltimo ingresso 30 minuti prima dell’orario di chiusura\nlunedì chiuso\, eccetto i festivi \nMostra “Rosalia. Visioni del presente. Il Festino di Vicolò Brugnò negli scatti di Melo Minnella”\ndal 12 luglio al 20 ottobre 2024 \n  \nIngresso gratuito \nRiso Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea\nVia Vittorio Emanuele 365 – Palermo \nBiglietteria e accoglienza: Coop Culture \nInfo e contatti:\nurp.museo.riso.bci@regione.sicilia.it
URL:https://www.museoartecontemporanea.it/event/rosalia-viva-visioni-del-presente-2/
LOCATION:PA
CATEGORIES:Mostra fotografica
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.museoartecontemporanea.it/wp-content/uploads/2024/09/foto-minnella.jpeg
END:VEVENT
END:VCALENDAR